Crolla la Super Lega grazie all’esaltazione dell’ipocrisia

di Giordano Straffellini |

E’ stato bello finché è durato. La possibilità di riformare un sistema che numeri alla mano, con l’attuale gestione genera continue perdite per i top club, è definitivamente saltato nella notte. Fra gli altri salta il sogno di avvicinare il calcio alle nuove generazioni che, dati alla mano,  l’attuale formato sta sempre più allontanando. Si trattava di cambiare lo status quo, di una struttura oligarchica fatta da lobby, FIFA ed Uefa che dal calcio traggono profitti senza assumersi rischi di sorta. La cosa che più fa male, è che la bocciatura è  arrivata, non analizzando il progetto e giudicandolo più o meno buono, cosa che ci poteva anche stare. Non ci si è seduti ad un tavolo ragionando sui punti forti della proposta, su quelli deboli, e sulle eventuali modifiche. No si è preferito, come in molti casi, partire con una campagna mediatica basata sul sentimento popolare. Ci hanno raccontato che la nuova Super Lega avrebbe affossato la meritocrazia, avrebbe ucciso i piccoli club avrebbe reso i tifosi followers e consumatori. Ma è proprio così?

La Meritocrazia.

Parlando di competizioni Europee in Champions arrivano annualmente squadre che si qualificano tramite i tornei nazionali. La tanto millantata meritocrazia però è solamente un punto di vista. Chi stabilisce che la classifica di un torneo nazionale vale per esempio più del Ranking UEFA? Manchester City e Real Madrid arrivano alle semifinali di Champions League senza aver mai incontrati una squadra fra le prime otto del Ranking: Madrid vs 10/43/12/33/60 City 19/35/53/60/12. Il torneo premierà il più meritevole o chi ha avuto il percorso più agevole? E’ giusto che squadre con punteggio di Ranking Europeo superiore non partecipino alla maggior competizione europea a scapito di squadre peggio classificate ma vincitrici in leghe con minor competitività? Non ho la risposta ma sarebbe stato bello parlarne…

Pochi soldi per l’Elite del calcio ucciderebbero le competizioni e vincerebbero sempre gli stessi.

La retorica va poi sulle favole del calcio che il sistema ucciderebbe. Negli ultimi 20 anni, con l’attuale sistema di distribuzione dei ricavi hanno vinto

Italia 11 volte Juventus, 5 volte Inter, 2 volte Milan

Germania 3 Borussia dortmund, 13 Bayern Monaco, 1 Wolsfburg, 1 Stoccarda, 1 Werder Brema

Spagna 1 Valencia, 6 Real Madrid, 10 Barcellona. 1 Atletico

Inghilterra 2 Arsenal, 6 M. United, 5 Chealse, 1 leicester, 4 M. City

Come potete vedere non è che l’attuale sistemi premi la varietà di vincitori nei vari campionati.

Visibilità, abbiamo bisogno di squadre come l’Atalanta.

Nell’attuale formato della Champions League, alcuni incontri fra squadre minori non vengono trasmessi, se non nei paesi delle squadre partecipanti, neanche da coloro che hanno pagato fior di milioni per i diritti televisivi. Questo la dice lunga sull’appeal della competizione nei confronti delle giovani generazioni.

Sport, tifosi amore per il calcio.

La frase più abusata delle ultime ore è: lo sport è dei tifosi, deve prevalere l’amore per il calcio sul businnes. Ci chiediamo se lo stesso pensiero è stato fatto quando PSG e City, in barba al Fair Play finanziario hanno aggirato i regolamenti per acquistare calciatori. Ci chiediamo se sia casuale che il PSG degli sceicchi, che organizza il tristemente noto mondiale del Qatar non abbia aderito. Ci chiediamo se sia casuale che le prime a rinunciare al progetto siano state M. City, Chealse semifinaliste di Champions. Domande a cui forse non avremmo mai una risposta.

Non solo insomma ha vinto la retorica, ma questo accerchiamento mediatico feroce ci fa capire che le cose non cambieranno, e che per il calcio il futuro sarà sempre più nero. Ieri non è morta una Lega fra squadre di Elite private, ieri è morta la possibilità di ridiscutere i dogmi insensati dell’attuale sistema calcio.