Sul gol di Ciciretti

di Giulio Gori |

Quando si incassa un gol, capita di dover dire che non c’era nulla da fare se non applaudire gli avversari. Più spesso, c’è invece da rammaricarsi di aver sbagliato qualcosa. L’errore, anzi gli errori sono una componente insopprimibile dello sport, specie di uno sport che per 95 minuti ti costringe allo scontro fisico con gli avversari. Ma ci sono errori che no, non si possono accettare. Il gol subito domenica scorsa contro il Benevento è qualcosa di orrendo: tanto più che parliamo di un calcio di punizione, di una situazione a bocce ferme, dove hai non istanti, ma decine di secondi per decidere il da farsi.

 

 

Dai fermo immagine del video di Pagno72, si vede che Szczęsny sistema la barriera sul primo palo e si sistema sul secondo. Sul punto di battuta ci sono due giocatori mancini. Poi resta solo Ciciretti. La sua rincorsa non lascia dubbi sul piede col quale calcerà. Nel calcio a bassi livelli, quando non si conoscono gli avversari, il portiere guarda appunto la rincorsa dell’avversario per decidere come piazzare la barriera. Nel calcio professionistico degli avversari si conosce – si deve conoscere – anche il lato in cui il giocatore rivale porta la divisa dei capelli. Ma Szczęsny piazza la barriera come se a battere fosse un destro. Così Ciciretti ha un buco facile facile per segnare, per un’esecuzione che sarebbe risultata semplice anche per un dilettante. Distrazione, superficialità, un abbaglio? Un fatto comunque gravissimo.

Nel calcio professionistico queste attenzioni dovrebbero essere scontate. Su un errore così ti puoi giocare un campionato, una Champions. Qualche giorno fa Dario Pergolizzi su Juventibus spiegava a che livello di dettaglio sia arrivato lo studio degli avversari nel calcio contemporaneo e nella Juventus in particolare. Se vuoi vincere serve attenzione a tutto. Non bastano il talento, gli attributi, la mente fredda e tutto il resto delle solite doti. Il calcio di alto livello è ricerca scientifica post universitaria. E la Juventus domenica è caduta sulla tabellina del due.

 

«Ve l’avevo fatto vedere che le batte lunghe…»

 

Qualche anno fa, don Fabio Capello sbranò letteralmente i giocatori in campo perché, nel preliminare Champions contro il Djungarden, avevano rischiato di prendere gol su un fallo laterale avversario facendosi sorprendere dal lancio lungo di una riserva appena entrata in campo: «Ve l’avevo fatto vedere che le batte lunghe…», urlò, aggiungendo una fila di improperi. Capello, nello studio in video pre-partita, aveva mostrato ai bianconeri come batteva i falli laterali una riserva del Djungarden. Nel calcio professionistico lo standard di riferimento è quello.

Personalmente sono molto felice che Ciciretti abbia segnato: meritano soddisfazioni anche quelli del Benevento, e in fondo, ammettiamolo, l’andamento della partita è stato molto più divertente di un 2-0 al ventesimo del primo tempo… Ci siamo risparmiati una domenica di noia. Però certe sciocchezze ti inveleniscono. Per dirla in modo semplice: non sono cose da Juve.