Suarez sì, ma a una condizione

di Massimiliano Cassano |

“Mi è capitato di sentire più volte che abbiamo una delle rose più vecchie d’Europa, quindi può essere un elemento di riflessione”. A caldo, dopo l’eliminazione dalla Champions League per mano del Lione, Andrea Agnelli aveva tracciato lucidamente la strada per la costruzione della nuova Juventus, che di lì a poco sarebbe diventata la Juventus di Andrea Pirlo: ringiovanire. I numeri non mentono: al 7 agosto – secondo Transfermarkt –  i bianconeri avevano l’età media più alta tra le 35 rose più preziose del mondo. I primi colpi della campagna acquisti 2020 sembrano orientati allo svecchiamento della squadra, con Arthur (24), Kulusevski (20) e McKennie (22) che hanno drasticamente abbassato la soglia di anzianità.

Il centrocampo aveva bisogno principalmente di un upgrade tecnico, ben venga se a questo si è scelto di unire anche una forte componente di calciatori giovani. Resta però il nodo in attacco: Cristiano Ronaldo è alla sua penultima stagione in bianconero (stando al contratto), Paulo Dybala è stato blindato da Pirlo in persona, mentre Higuain – 32 anni, prossimo al trasferimento all’Inter Miami – pare vicino ad essere sostituito con Luis Suarez. Nome altisonante, che fa tremare le ginocchia dei tifosi bianconeri: 21 gol in 36 partite nella stagione appena conclusa (0.58 gol di media), 12 assist e un “key pass” pieno per match (passaggi che mettono un compagno nelle condizioni ideali per trovare il gol).

Con Paulino e CR7 andrebbe a formare un tridente sulla carta impressionante. Ma c’è un’altra carta da tenere in conto, quella d’identità. L’uruguayano ha compiuto 33 anni lo scorso 24 gennaio: la sua età, unita a una tenuta fisica non proprio ideale (il “pistolero” ha sofferto diversi infortuni al ginocchio, che lo hanno costretto a operarsi definitivamente a inizio anno) fanno di lui un giocatore sì importante, ma senza prospettiva. Per questo motivo, oltre che per fare numero lì davanti, la Juventus dovrebbe individuare un altro attaccante, magari giovane, da inserire in squadra per fargli conoscere i meccanismi di Pirlo, per poi lanciarlo come titolare tra uno o due anni, quando i due fenomeni decideranno di lasciare.

Il nome ideale sarebbe quello di Moise Kean, che l’ambiente Juve lo conosce già bene. Dopo un anno opaco all’Everton, potrebbe tornare a Torino e crescere all’ombra di Ronaldo e Suarez, pronto a subentrare quando serve o a giocare titolare per far rifiatare gli altri dai numerosi e serrati impegni della prossima stagione. La Juventus lo sta corteggiando, lui sarebbe interessato: dopo un anno da aggregato potrebbe ritagliarsi uno spazio importante nella squadra in cui è cresciuto, come è stato per Claudio Marchisio. Pensaci, Moise. Per Suarez è un si, ma alla tua condizione.