Caso Suarez, Juventus F.C. per il sociale

di Juventibus |

Ogni anno, se non ogni mese, se non ogni giorno, grazie alla Juventus gli italiani scoprono qualche mala-pratica della quale erano totalmente all’oscuro.

Nella patria degli “ho uno zio in questura oggi pomeriggio il passaporto ce l’hai“, “menomale che il dottore è mio amico e non ho dovuto prenotare“, delle scuole per il recupero anni e degli esami di maturità concordati, patenti di guida e patenti nautiche regalate con un sovrapprezzo, ci siamo riscoperti indignati per l’esame mezzo farlocco di Luis Suarez: ben venga!

Indagini cominciate nel febbraio 2020, pratiche dunque assodate, gli inquirenti hanno aspettato il nome altisonante per strizzare l’occhio alla stampa e far esplodere la bomba, cavalcata, come è ovvio che sia, dai giornalisti acchiappa-like con l’anti-juventinità.

È il gioco delle parti, ragazzi. Senza darci certificati di superiorità morale e onestà perpetua (son cose che lasciamo agli altri, a chi non può aggrapparsi a vittorie che non arrivano da anni), apriamo un’altra ipotesi: Suarez bocciato. Avremmo anche noi cercato un lontano parente interista di uno dei docenti e avremmo fatto le barricate: l’hanno bocciato per impedire che venisse alla Juve!

Cosa se ne fa di sapere l’italiano un calciatore, deve solo saper giocare a pallone! E così via, sottolineando il vero problema di questo tifo da social, di questo calcio malato, di questa Italia perpetua: come fai, sbagli.

di Simone Cutri