Suarez nella Juve di Pirlo: numeri, certezze e perplessità

di Alex Campanelli |

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Luis Suarez al centro dell’attacco della Juventus: noi ve l’avevamo detto un po’ per gioco, dato che il pistolero uruguaiano era arrivato al primo posto tra gli attaccanti più adatti a vestire la 9 della Juve, ora però che le cose si fanno serie c’è bisogno di un’analisi più approfondita. Detto che nessun calciofilo sano di mente può in alcun modo dubitare del miglior centravanti del decennio scorso assieme a Lewandowski, la domanda da porsi è sul presente, e sul futuro prossimo, dell’attaccante in rotta col Barcellona: questo Suarez fa al caso della Juve?

Nella mente di ognuno di noi il pericolo numero 1 da scongiurare è l’effetto Higuain: un giocatore dal tutt’altro che remoto passato glorioso, che ha visto repentinamente crollare la sua condizione fisica e il suo rendimento, fino a divenire del tutto improponibile. I campanelli d’allarme erano stati molteplici (Davide Rovati qui aveva invitato a non illudersi in maniera più che lungimirante), ma non sono stati recepiti e alla fine la Juventus si è ritrovata in casa un giocatore quasi inutilizzabile. Suarez rischia di fare la stessa fine? Analizziamo i suoi numeri (dati Opta raccolti da Squawka.com) nel lungo periodo, prendendo in esame le ultime 4 stagioni di Liga.

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I cali di rendimento più evidenti sono quelli relativi alla fase di non possesso, come tackle effettuati e palloni intercettati, segno che il Suarez cannibale che si fiondava su ogni pallone vagante ha dovuto giocoforza lasciar spazio a un giocatore meno aggressivo e più riflessivo, che si getta meno nella mischia ma in percentuale vince più duelli e perde meno palloni. Anche se meno coinvolto rispetto al passato nella fase di rifinitura, come si evince dalle occasioni create, l’uruguagio è diventato più efficiente nella scelta delle conclusioni a rete (requisito fondamentale per chi vuole giocare con Cristiano) e negli ultimi anni ha affinato il suo gioco aereo, fondamentale non trascurabile per una squadra che spesso manda solo il 7 a saltare.

Pur essendo fisiologicamente peggiorato in alcune voci, Suarez con l’avanzare dell’età ha saputo adattarsi e reinventarsi, uno dei pregi che spesso riconosciamo agli alieni Messi e Ronaldo; a chi ne attacca il rendimento in Champions League vanno segnalate, più dei 5 gol in 7 partite nell’ultimo, disastrato Barça, le statistiche delle sue ultime campagne europee, pressoché identiche a quelle della Liga fatta eccezione per le trasformazioni a rete. Vi ricordate chi è stato l’ultimo sudamericano della Juve arrivato con l’etichetta di “poco decisivo in Europa”?

Tutti i gol di Suarez nella Liga 2019/20; merita la visione integrale, ma se avete fretta saltate a 3:17

Visto così, Luis Suarez non ha apparentemente punti deboli: calcia indifferentemente con entrambi i piedi, sia di fino che di potenza, in area ha una rapidità di coordinazione e conclusione sconosciuta a molti pari ruolo ben più giovani, alterna quasi scientificamente gol semplici a vere e proprie perle (quello all’Inter non è un gol, è un affresco), ha tecnica sufficiente per dialogare con qualsiasi altro fuoriclasse al mondo. Ma allora, età a parte, quali possono essere le riserve legate all’arrivo di Suarez?

In primo luogo la sostenibilità nell’attacco della Juve: come già visto, il Suarez che si spendeva al 200% in ogni fase del gioco sta lentamente scomparendo, e un ipotetico tridente con Cristiano Ronaldo e Dybala rischia di diventare tanto meraviglioso quando la Juve ha palla tra i piedi quanto insostenibile quando ad attaccare saranno gli avversari. Non sappiamo come imposterà la squadra Andrea Pirlo, ma se i suoi cardini sono davvero pressione e riaggressione rapida del pallone, con una linea avanzata del genere (ma anche con un attacco a 2 senza l’adeguato supporto del centrocampo) la Juventus potrebbe faticare molto a mettere in pratica i dettami del suo allenatore.

Il secondo dubbio, legato alla sua nuova identità da 9 puro e non più giocatore totale, è relativo a ciò che serve alla Juventus: la squadra vista nella gestione Sarri aveva delle lacune legate all’attacco degli spazi e alle connessioni e ai movimenti dei propri uomini offensivi, apparendo a più riprese compassata e prevedibile. Negli ultimi metri Luis Suarez è ancora uno dei migliori del mondo, e inserito in un contesto funzionante segnerebbe a grappoli, ma il contesto della Juventus è ancora tutto da creare e inserire un giocatore di questo tipo potrebbe rendere la vita complicata a Pirlo.

C’è poi l’incognita legata alle condizioni fisiche del centravanti, in particolare al ginocchio che lo ha tormentato nelle ultime stagioni, da Barcellona c’è chi afferma che si debba addirittura operare ogni anno. Quest’anno Suarez ha saltato un blocco di 10 partite tra gennaio e marzo, disputando praticamente tutte le gare prima e dopo di esso, mentre nella scorsa stagione ha perso le gare di maggio, giocando comunque 49 partite in tutte le competizioni. Il rischio che debba fermarsi nuovamente esiste, ma ad oggi è realistico immaginare di poterlo avere a disposizione per una trentina di gare, gestendone il minutaggio per non sovraccaricarne il ginocchio.

Luis Suarez è senza ombra di dubbio un calciatore di uno spessore differente rispetto ai vari Dzeko, Milik e Jimenez accostati alla Juve in questo periodo, e la sua disponibilità a parametro 0 appare frutto di una congiunzione astrale da non lasciarsi sfuggire: l’ormai ex Barça è il profilo giusto per la Juve, a patto che venga inserito in un sistema che tenga conto dei suoi sopraggiunti limiti in esplosività e mobilità. Per vedere in campo il tridente dei sogni servirebbe un grande sacrificio da parte di Dybala, unito a un blocco centrale che riesca a tenere la squadra sempre alta e compatta per limitare i rientri delle punte; più facile immaginare i tre alternarsi in un tridente con un esterno vero (Kulusevski o Cuadrado ad oggi) che possa schiacciarsi a centrocampo e prodursi in rientri profondi in caso di necessità.