Suarez e Dzeko: e se arrivassero entrambi?

di Andrea Mazzoni |

Perugia, 17 settembre 2020, ore 15 e 25. Piazzetta Spitella, che cinge la Palazzina Lupattelli, sede distaccata dell’Università per Stranieri di Perugia, è gremita di giornalisti, curiosi, tifosi, i più audaci con maglia e sciarpa della Juve.

A bordo di un anonimo taxi bianco arriva Luis Suarez. El pistolero. Come da suo fare, con rapido scatto, dribbla secco i fotografi e punta deciso verso la porta. Qualsiasi tentativo di fermarlo è vano. L’unica cosa che sembra impedire la sua volata è la battuta del nostro Leomina, che nel giro di pochi minuti sarà virale. Lo invita a cena con Capitan Chiellini. Disperata scivolata da dietro che il bomber uruguayo, ancora blaugrana, evita con maestria.

Un lampo. Pochi attimi e Suarez è all’interno della struttura, dove sosterrà l’esame orale propedeutico al rilascio della certificazione B1 di italiano da allegare alla domanda di cittadinanza presentata un anno fa al Consolato italiano di Barcellona e manchevole, fino a ieri, del requisito linguistico.

Fuori dalla Palazzina tifosi e giornalisti si interrogano.

C’è la convinzione di assistere a un passaggio determinante della vicenda Suarez. Affare misterioso, condito da incertezze e speranze e complicato dai passaggi burocratici che hanno prodotto sterili polemiche e strali di pseudo-giornalisti e personaggi pubblici. Nel frattempo da Roma rimbalzano notizie sulla chiusura dell’operazione Dzeko e, mentre Luis confida che la città in cui gli piacerebbe vivere è Torino, il bosniaco è praticamente un giocatore della Juventus. I giornalisti accreditati (quelli che avevano raccontato in anticipo di Perugia) giurano che per la pratica di cittadinanza potrebbe volerci poco ora, forse una settimana e concordano sul fatto che la Juve abbia organizzato tutto, fissato l’esame e tenuto i rapporti con l’Università, che non ha disdegnato l’attenzione del mondo pallonaro.

“Ma se la Juve si è occupata di tutto, agevolando lo svolgimento dell’esame, Suarez sarà juventino?”

Una cosa è certa: nonostante le smentite, la Juve non ha mai mollato Suarez. E’ evidente che le incognite legate all’iter burocratico abbiano suggerito intanto di assicurarsi Dzeko e attendere con serenità l’espletamento delle pratiche. Almeno fino al 6 ottobre (presentazione della lista Champions).

Dzeko è una certezza ora nell’attacco di Pirlo che, come descritto nella sua tesi, non può prescindere da un centravanti e da elementi che attacchino la profondità. La Juventus ha bisogno di ricambi all’altezza e rosa profonda, soprattutto davanti, dove è arrivata cortissima nel finale della scorsa stagione. Non è un mistero che la Juve di attaccanti ne debba fare due. 

Una settimana fa facevamo gli scongiuri per evitare Giroud, oggi ci svegliamo con Dzeko in casa e un languido pensiero: e se arrivassero entrambi? Se il regalo per Pirlo fosse questo?

L’ingaggio del Pistolero, 10 milioni netti, 13 lordi all’incirca con l’agevolazione del decreto crescita, avrebbe un impatto sul monte salari di poco superiore al Pipita che però, tra ammortamento residuo e ingaggio, pesava su questo bilancio per 33 milioni. Mentre Dzeko -7,5 milioni netti più 16 di cartellino spalmati in 2 anni- graverà intorno ai 23 milioni annui. Insomma Suarez+Dzeko “pesano” quanto Higuain, per tacere di altre uscite possibili…

Se arrivassero entrambi davvero? Considerazioni che si fanno strada per la loro età, con la necessità di rifiatare ed alternarsi in stagione. Si parla con insistenza anche di Kean per una questione legata alla lista Uefa, ma l’Everton non molla, dopo averci dato 30 milioni l’anno scorso.

Nel frattempo il ragazzo nato a Salto ha terminato la sua prova, diploma nella mano sinistra e altro dribbling all’uscita nella piazzetta sempre più affollata.  La quasi ufficialità per Dzeko non raffredda l’entusiasmo. I media mainstream escludono il doppio colpo, ma il Pistolero si è lasciato una scia di fuoco alle spalle che ancora ci brucia dentro. Nel calcio dei numeri e del business, i sentimenti contano più di ogni altra cosa.

Dzeko e Suarez, Suarez e Dzeko, con Ronaldo (e Dybala). Il dolce pensiero si insinua nelle menti, non riesce a farsi monolitica convinzione perché la logica dice “NO”, perché i conti sul bilancio, le procedure burocratiche e le liste UEFA ci interessano, ma a noi piace sognare.

E quello del Pistolero alla Juve è un sogno bellissimo. La storia d’amore dell’estate. Che non vogliamo che finisca. Fino alla fine.

 

di Andrea Mazzoni