Storia recente di Milan-Juve (da Muntari in poi)

di Giovanni Lentini |

Non più scudetti, titoli e supremazia del calcio italiano. Non più epici scontri tra i migliori giocatori del campionato e d’Europa. Quella degli ultimi Milan Juventus, il riferimento è alle sfide successive a quella caratterizzata dal gol annullato a Muntari, non è la storia dei confronti al vertice tra le due migliori formazioni del torneo che si contendono, faccia a faccia, la vittoria dello scudetto. È, piuttosto, il racconto di gare si accese ma tra due antagoniste di rango decisamente differente.

 

Da un lato la Juventus di Conte, prima, e di Allegri, poi, autentica schiacciasassi in campionato e, con il livornese in panchina, realtà affermata anche in ambito internazionale. Dall’altro, un Milan in evidente crisi di identità, ostaggio di una società vittima del ricambio generazionale e di certe figure che, dopo aver portato il Diavolo sul tetto del mondo, non sono state in grado di rinnovarsi ed aggiornarsi. Un Milan che, invece di acquistare giocatori all’altezza della situazione, infarciva la rosa di parametri zero di dubbio valore, per poi addossare tutte le responsabilità all’allenatore di turno.

 

Nonostante tutto, però, il confronto tra Milan e Juventus evoca sempre sensazioni particolari e l’aria che si respira, o quella che si crede di respirare, è quella del grande calcio anche se in campo non ci sono più Tassotti e Maldini, ma Abate e Mexes. Negli anni più recenti, quindi, scontri sulla carta impari ma non per questo poco combattuti o privi di spunti e polemiche, generalmente perpetrate da una sola, la stessa, parte.

 

E’ così che, se ancora oggi, a sei anni di distanza, capita di imbattersi in qualche disputa legata all’ormai notissimo gol di Muntari, quasi nessuno ricorda il curioso rigore fischiato, il 25 novembre del 2012, ai rossoneri, per intervento di ascella di Isla, che ha permesso ai ragazzi all’epoca allenati da Allegri di battere per 1-0 gli uomini di Conte. Episodio a parte, la Juventus, reduce dalle fatiche di Champions League, disputò una delle peggiori partite della stagione, rimediando una meritata sconfitta.

 

Il caso vuole, peraltro, che anche l’altro successo rossonero dell’ultimo periodo sia maturato al termine di una partita condizionata da una svista arbitrale a danno dei colori bianconeri (anche questa, nonostante sia recentissima, sparita dalla memoria di media ed appassionati). Sull’1-0 con cui i ragazzi di Montella si aggiudicarono la sfida della scorsa stagione, da rimarcare la pregevole marcatura del giovane Locatelli, pesa come un macigno il gol ingiustamente annullato a Miralem Pjanic, quando le due squadre erano ancora sullo 0-0. Come nel novembre 2012, e differentemente da quanto fatto dal Milan nel febbraio 2012, in casa Juventus si è preferito fare autocritica per una prestazione non all’altezza, nel silenzio, questo tutt’altro che inaspettato, dei differenti media. Partite dure, prese sotto gamba, con il Diavolo, sulla carta sfavorito, determinato a sovvertire il pronostico ed a gettare il cuore oltre l’ostacolo.

 

Il moto d’orgoglio non è però bastato nella gara dell’aprile 2016. La Juventus, come di consueto, ha ormai imboccato l’autostrada verso il quinto scudetto consecutivo ed il Milan rappresenta uno degli ultimi ostacoli. La stagione della squadra allenata da Mihajlovic è tutt’altro che positiva ma il mister serbo prepara la sfida con cura maniacale, asfissiando i portatori di palla bianconeri. Per la Juventus la serata non è delle più semplici ed il vantaggio siglato da Alex farebbe presagire il colpaccio milanista. Dinanzi al giovane Donnarumma, suo erede designato, Gianluigi Buffon sfodera una prestazione maiuscola, tenendo in partita la Vecchia Signora e dando il là alla rimonta siglata da Mandzukic e Pogba. 1-2, con buona pace di Mihajlovic e dei suoi pur volenterosi ragazzi che, come si dice nel gergo, ai punti avrebbero meritato quantomeno il pareggio.

 

Simile, nel suo sviluppo, anche lo scontro della stagione 2013/2014, quella dei 102 punti. La Juventus è di altra categoria ma con l’approdo di Seedorf in panchina, al posto nientemeno che di Allegri, i rossoneri paiono aver intrapreso la retta via. Il due marzo, infatti, la partita è per larghi tratti in mano ai padroni di casa che, in più di una circostanza, vanno vicini al vantaggio. I bianconeri però reggono l’urto e, con una rete per tempo, fanno valere la propria superiorità, sugellata dalle pregevoli marcature di Llorente e Tevez.

 

Lo strapotere bianconero, quasi arrogante per le sue proporzioni, è emerso in tutta la sua evidenza nella terza giornata del campionato 2014/2015. Milan e Juve arrivano al confronto diretto a punteggio pieno, con i ragazzi di Inzaghi che, guidati dal rigenerato Menez, sognano la stagione del riscatto. Il campo, però, è giudice severissimo ed inappellabile. I bianconeri, infatti, riportano sulla terra la squadra milanese, infliggendole una lezione molto più severa di quanto non farebbe pensare l’1-0 siglato da Tevez.

 

Milan-Juventus è tutto questo ma non solo. E’ anche la storia di incredibili intrecci di giocatori ed allenatori, con Pirlo ed Allegri che, accantonati dal Diavolo, hanno ritrovato sorriso e successi in casa bianconera. Ci sarebbe anche quel De Sciglio appena approdato a Torino. Ma questa è una storia che deve ancora essere scritta, così come quella delle nuove sfide tra Milan e Juve che animeranno le prossime annate del calcio italiano. Perché, nonostante tutto e le singole contingenze, Milan Juventus non sarà mai una partita come le altre.