La strana storia del numero 11 dopo Pavel Nedved

di Alex Campanelli |

Di Pavel Nedved ne abbiamo discusso negli ultimi giorni, magnificandone le doti e lo spirito d’abnegazione; oggi invece parliamo di come la maglia numero 11, dopo l’addio della furia ceca, sia ancora alla ricerca di un padrone degno, di un calciatore che non faccia rimpiangere quel ragazzo biondo che tanto ha dato ai colori bianconeri. Andiamo ad analizzare, caso per caso, i quattro giocatori che hanno indossato la suddetta maglia da quando Pavel ha deciso di appendere gli scarpini al chiodo.

2009/10 e 2010/11 – Amauri Carvalho De Oliveira

Campionato di Calcio Serie A TIM 2010/2011 9¡Giornata Milano - 30.10.2010 Milan-Juventus Nella Foto:AMAURI /Ph.Vitez-Ag. Aldo Liverani

Da oggi smetto di correre, lascio la mia 11 ad Amauri, sono contento e anche lui ci tiene molto“. Con queste parole Nedved passa idealmente il testimone all’attaccante italobrasiliano, reduce da una discreta prima stagione nella Juventus con 14 gol complessivi in 44 presenze tra Serie A, Coppa Italia e Champions League, tutti segnati tra agosto e febbraio. A secco da metà febbraio a metà ottobre, Amauri si sblocca contro la Fiorentina e realizza altre due reti nelle partite seguenti contro Siena e Sampdoria, ma è un fuoco di paglia: la Juventus di Ferrara si spegne velocemente, quella di Zaccheroni non si accende affatto, l’attaccante ex Palermo scivola indietro nelle gerarchie dei due tecnici che gli preferiscono sistematicamente Del Piero, Trezeguet e Iaquinta. Il centravanti chiude la stagione con appena 7 reti in 40 presenze e l’etichetta di delusione dell’anno, condivisa coi connazionali Diego e Felipe Melo. L’avvicendamento tra Zaccheroni e Gigi Delneri sembra portar bene ad Amauri, che inizia segnando tre reti nei preliminari di Europa League contro Shamrock Rovers e Sturm Graz; in campionato però i titolari designati dal tecnico di Aquileia sono Quagliarella e Del Piero, con Iaquinta prima alternativa, e Amauri inizia a sparire dai radar bianconeri, complice un problema al tendine d’Achille. Neanche il drammatico infortunio di Quagliarella contro il Parma serve a far spazio al numero 11: nell’ultimo giorno di mercato Amauri viene girato in prestito proprio ai ducali, con i quali realizzerà poi 7 gol in 11 partite contribuendo in maniera determinante alla salvezza. Tornato alla base, Antonio Conte decide di non puntare su di lui per riportare la Juventus dove le spetta. Amauri chiuderà mestamente la sua carriera in bianconero da fuori rosa, con un triste numero 38 sulle spalle e 0 presenze all’attivo fino a gennaio, quando passerà alla Fiorentina e contribuirà incredibilmente alla vittoria dello Scudetto da parte della Juventus segnando un gol (tra l’altro l’unico con la sua nuova maglia) decisivo nella gara tra i viola e il Milan.

2011/12, 2012/13 e 2013/14 – Paolo De Ceglie

de ceglie

La “prima” di Paolino con la maglia che fu di Pavel non passerà decisamente alla storia come una gara esaltante, per usare un eufemismo. Tornato in campo nel’ultima gara della stagione precedente dopo uno stop di 6 mesi a causa della rottura della rotula, De Ceglie fa parte dell’11 titolare di Antonio Conte nella sua gara d’esordio sulla panchina della Juve, allo Stadium contro il Parma. La nuova Juventus parte subito bene infilando 4 gol ai ducali, l’unico a finire dietro la lavagna è proprio il terzino valdostano, che a giochi ampiamente chiusi stende Giovinco in area e causa un calcio di rigore meritandosi anche il cartellino rosso. Conte decide quindi di accantonarlo per buona parte del girone d’andata spostando Chiellini sull’out difensivo di sinistra; De Ceglie tornerà stabilmente a far parte della squadra titolare solamente da fine novembre in avanti, siglando anche il suo primo gol bianconero in Serie A contro il Chievo e migliorando sensibilmente il suo rendimento col passaggio al 3-5-2. La stagione si chiude trionfalmente, con la vittoria del trentesimo Scudetto della storia bianconera, ma De Ceglie finirà ben presto nel dimenticatoio per “colpa” di Kwadwo Asamoah, acquistato l’estate successiva dall’Udinese come interno di centrocampo ma riconvertito magistralmente in esterno sinistro a tutto campo. Le convincenti prove offerte nel precampionato conferiscono al ghanese i galloni del titolare già dalla Supercoppa contro il Napoli, Paolino diventa così una seconda scelta sino all’acquisto del pari ruolo Federico Peluso a gennaio, che di fatto mette la parola fine sulla sua esperienza alla Juventus. Dopo appena 4 presenze nella prima parte della stagione 2013/14, De Ceglie viene ceduto nella finestra invernale di mercato proprio come Amauri; al Genoa troverà quella continuità che gli era mancata in bianconero ma, altra analogia con l’italobrasiliano, non verrà riscattato a campionato concluso. Ceduto in prestito al Parma in estate e rientrato alla base a gennaio, vestirà la maglia bianconera in altre due occasioni, indossando però la casacca numero 17.

2014/15 e 2015/16 (2 presenze) – Kingsley Coman

coman

7 luglio 2014, Kingsley Coman è un nuovo giocatore della Juventus. L’esterno offensivo diciottenne, proveniente dal Paris Saint-Germain, è il più giovane esordiente della storia del club parigino e arriva a Torino per aggregarsi fin da subito alla prima squadra. Il funambolico francese sceglie un numero di maglia importante come l’11, che raramente finisce sulle spalle di giovani promesse. Il suo esordio ufficiale in bianconero è folgorante, quasi quanto quello del connazionale Pogba: titolare contro il Chievo alla prima di campionato, Coman è il migliore in campo per la Juventus e i vari media incensano già Marotta e Paratici, autori dell’ennesimo colpaccio. Massimiliano Allegri pare tenerlo in considerazione, e nonostante la concorrenza illustre di giocatori del calibro di Tevez, Llorente e Morata il classe 1996 riesce comunque a raggranellare 20 presenze complessive, 7 delle quali dal primo minuto, e a segnare un gran gol in Coppa Italia contro il Verona. Il 4-3-1-2 del tecnico livornese non ne esalta ne qualità, dato che Coman preferisce giocare sulla fascia, come accade nelle rappresentative giovanili della Francia, mentre nella Juventus viene impiegato da seconda punta. Proprio in questo ruolo è partito titolare nelle prime due gare della stagione attualmente in corso, in Supercoppa contro la Lazio e in campionato contro l’Udinese, per poi lasciare spazio a Dybala dopo un’ora. A pochi giorni dalla chiusura del mercato arriva inaspettata un’offerta importante da parte del Bayern Monaco; la Juventus, forse scoraggiata dalle prove opache offerte nelle due gare sopra citate e dall’incompatibilità coi moduli utilizzati da Allegri, decide di cedere il giovane in prestito oneroso biennale a 7 milioni di euro, con diritto di riscatto fissato a 21 milioni. La storia recente racconta di un Coman protagonista di ottime prove in Baviera e che ha già fatto capire di non aver alcuna voglia di tornare a Torino. Il fato ha poi messo la Juve proprio di fronte al Bayern negli ottavi di finale di Champions League, un incrocio suggestivo che potrebbe vedere il giovane francese tra i protagonisti. Chi la spunterà?

2015/16 – Anderson Hernanes

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Nelle ore che seguono la cessione di Coman al Bayern Monaco la Juventus vive una vera e propria altalena di mercato: liberato un posto in avanti e incassati i primi 5 milioni dai bavaresi, Marotta è pronto a dare l’assalto a Julian Draxler, obiettivo designato per la trequarti e vero e proprio tormentone estivo in casa Juve. La richiesta dello Schalke 04 però è troppo elevata secondo il dg bianconero, così il talentuoso tedesco, che per la verità non sembra aver spinto più di tanto per convincere il suo club a cederlo alla Juve, finisce al Wolfsburg per 36 milioni di euro. A sorpresa, nell’ultimo giorno di mercato, la Juventus trova comunque un giocatore di qualità da regalare a Max Allegri: si tratta del brasiliano Hernanes, che arriva dall’Inter per 11 milioni di euro più 2 di bonus. Il suo arrivo non entusiasma granché la piazza, per usare un eufemismo, mentre Allegri si affretta nel definirlo “non un vero e proprio trequartista”, facendo capire che forse l’affare è stato chiuso in maniera un po’ troppo affrettata. Il Profeta, che sceglie la 11 liberata il giorno prima da Coman, viene impiegato sia dietro le punte che da regista e da mezzala, ma sempre con risultati non troppo esaltanti. Il suo score in bianconero finora parla di 12 presenze tra campionato e coppe, con un evitabile cartellino rosso rimediato nella gara contro il Borussia Moenchengladbach. Certo, la stagione è lunga, ma pare proprio che ci sarà ancora da aspettare per trovare un degno erede di Pavel…