Stop al calcio, stop a noi

di Giacomo Scutiero |

L’Italia è una zona protetta. Non soltanto la Lombardia e parte dell’Emilia Romagna, del Veneto e delle Marche.
Ora siamo tutti uguali. In meno di quarantotto ore, le misure sono state estese a tutta la penisola: #stareacasa da oggi e perlomeno fino al 3 Aprile.

Ricordando che le scuole e tutti gli atenei saranno chiusi fino alla suddetta data, la stretta riguarda anche bar, ristoranti, pub, discoteche, sale gioco; NO AGLI ASSEMBRAMENTI, ovvero NO ALLA CALCA in musei, teatri, cinema, messe, matrimoni, funerali e celebrazioni.
In generale, lo spostamento dei soggetti fuori comune di residenza è consentito soltanto per necessità di lavoro e di salute previo auto-certificazione. “La gente deve dare continuità alla produzione”, per cui non c’è alcuna limitazione al trasporto pubblico quotidiano (anche se la Lombardia auspica lo stop a breve).

Ed arriviamo a noi. A loro. Allo sport, al calcio.
Accesso vietato alle palestre, ai centri sportivi ed alle spa. E la nostra amata Serie A si ferma, come i campionati minori; molto importante, i professionisti possono continuare ad allenarsi. Restiamo in attesa del decreto ad hoc del ministro Spadafora, ma tutto è deciso dopo l’incontro tra CONI e federazioni.

Tutto questo arriva tardi, molto tardi, forse troppo tardi.
Cosa ci aspettavamo dal sistema calcio di un Paese che lascia uscire la bozza del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri? Appunto.
Purtroppo non ci sorprendiamo di chi fino a ieri si ammassava al bar, di chi partiva ed andava in vacanza, di chi non ascolta/legge ed assalta il supermercato per rifornirsi come in tempo di guerra; purtroppo siamo questi, ignoranti o come minimo superficiali ed approssimativi, ed il calcio è una delle tante facce manifeste e controverse della società attuale.

Il campionato di calcio si ferma alla giornata ventisei, venticinque per alcuni club. La Juventus è comunque prima in classifica e così sarà fino all’inizio del mese venturo. Due giorni fa, abbiamo ammirato una delle top performance dei bianconeri; nuovamente contro l’Inter, nuovamente contro Antonio Conte, nuovamente colpito ed affondato da Maurizio Sarri. Tra andata e ritorno, quattro gol realizzati ed un gol concesso su rigore.
E andiamo avanti.
Una Signora che di recente si addormentava col pubblico sugli spalti, figurarsi col silenzio delle porte chiuse… E invece No. A memoria, la migliore gara difensiva della stagione, notizia più importante appena dopo quella sostanziale dei tre punti; concentrazione, determinazione, scelte indovinate e… Tanta qualità e Joya.

In Europa che succede? Ci permettiamo di dire che siano ancor più indietro, nel senso che le misure di Germania, Spagna e Francia non siano alla stregua dell’Italia. Leggendo i dati, però, manca poco anche da quelle parti. In Svizzera, per dire, campionato sospeso e Basilea-Eintracht di Europa League annullata.
La UEFA dovrebbe riunirsi e decidere in via straordinaria, ma ad ora la Champions League si gioca e l’Atalanta è già pronta nella blindata Valencia. Juventus-Lione dista soltanto una settimana, ma abbiamo notato come bastino poche ore per introdurre e modificare tutto e di tutto.

Se si giocherà, di certo non si giocherà ogni tre giorni e forse gli allenatori delle squadre non saranno disperati: allenamenti pianificati, studio approfondito dell’avversario, recupero non accelerato… Senza fretta, senza quella sollecitazione maggiore dell’ordinario, magari con meno problemi fisici.

È ipocrita negarlo: la nostra vita senza calcio o con poco calcio sarà diversa.
Aumenteranno le chiacchiere con colleghi ed amici sul nulla; aumenterà la voglia di guardarlo, di viverlo; aumenterà, speriamo, la lettura di giornali e libri e la visione di telegiornali e film.

Perché saranno multati o peggio arrestati coloro che infrangeranno il decreto, dice. Sarà compito dei prefetti delle province far rispettare le norme, dicono.

Ah, non vi potrete sposare per almeno tre settimane. Ma è Marzo…
E non potrete celebrare il funerale di un caro… e visti i tempi questo purtroppo non è esattamente trascurabile.