Stili Juve e l’amore di Dani

di Juventibus |

di Gianluca Cherubini

È stata una di quelle serate da formicolio nello stomaco, sintomo di quel peso che si manifesta quando un dettaglio o una disattenzione ti fanno andare di traverso gli ultimi sorsi di Peroni gelata proprio nel momento in cui pensavi di averla sfangata per l’ennesima volta. Per fortuna, in questi casi, le sensazioni e le parole che contano non sono le nostre, figlie dell’improvvisa gastrite, ma quelle che escono dalle bocche juventine di chi deve sapersi gestire e, soprattutto, ne capisce più di noi.

 L’onestà intellettuale di Allegri 


“Dell’episodio del rigore che non ci hanno concesso non parlo, perché per come è andata non è stato influente: eravamo in vantaggio a un minuto e mezzo dalla fine, sarebbe bastato conservarlo.”

Il populismo calcistico ci fa odiare da tutte le tifoserie avverse, specie per i nostri presunti rapporti conviviali con l’AIA. Bene, “Calciopoli” è finita e tutto quello che accade in campo non ne deve essere per forza figlio. Però vi dirò di più, se la Juventus riceve rispetto dall’associazione sportiva più odiata d’Italia, è perché anche nei momenti in cui non vorrebbe riesce a tirare fuori quel savoir faire che la differenzia in Italia come in Europa. Si vedano le dichiarazioni post partita di Allegri: infatti, se tutti gli allenatori riconoscessero il risultato di un match in relazione all’andamento della gara e senza doversi attaccare al singolo episodio (ogni riferimento a Sarri è puramente voluto), assisteremmo indubbiamente ad uno sport più sano. Quello in cui, ad esempio, Marotta non debba girare scortato o aver paura di asciugare gli sputi delle tifoserie avversarie sulla sua calvizie.

 Gasp, stile Juve 

“Spero che l’Atalanta sia stata un buon banco che possa servire alla Juventus. Secondo me Allegri ha fatto bene a non fare turnover e a giocare con una squadra al completo. Sicuramente tanti undicesimi saranno questi. Loro l’hanno affrontata molto seriamente. Nel secondo tempo hanno alzato notevolmente il ritmo. Io spero fortemente che la Juventus passi il turno e vada in finale, però se abbiamo contribuito a qualcosa va bene”.

Per chi la vuole leggere più in profondità, dalla reazione di Gasperini si carpiscono le radici juventine del tecnico Atalantino. Il rispetto degli avversari prima di tutto, ma paura di nessuno. E i nerazzurri di Bergamo hanno strappato un altro risultato fenomenale che è la logica conseguenza di una gestione perfetta del tecnico scuola juve. Belle le parole al miele che terminano la conferenza stampa, un velato messaggio d’amore a chi l’ha lanciato nel grande calcio.

 Dani e La Garra 

Devo essere sincero, sul terzo gradino del podio ero indeciso se inserire il tractor della fascia destra o le dolci parole di Paulo Dybala. Ma le condizioni fisiche e psicologiche del brasiliano non potevano non meritare citazione nella mia “rubrica” (prego, Dani). Lo abbiamo aspettato, forse avevamo addirittura deciso di cederlo. Ma adesso che il suo estro fuori dal comune è esploso anche tra le quattro linee perimetrali del campo, oltre che sui suoi amati social, abbiamo trovato l’uomo in più per le partite di cartello. Ora lui ci ama e noi lo amiamo. Anche se non ci conoscevamo, ci sei mancato, Tarantula.