Locatelli va bene ma non all’infinito

di Mauro Bortone |

giovani juventus

Manuel Locatelli è un buon giocatore, un prospetto importante soprattutto in ottica futura e un elemento utile, per caratteristiche, nell’attuale centrocampo della Juve: ma non è (almeno al momento) il top che ti fa fare subito il salto di qualità e che risolve tutti i problemi che pure la mediana bianconera ha da qualche anno.

Al centrocampo della Juventus servirebbe un leader, non solo tecnico, capace di prendere per mano la squadra e far crescere i tanti compagni che sembrano alla costante ricerca di una definitiva consacrazione: per questo, non si può pensare che il giocatore della Nazionale sia l’uomo a cui affidare questo compito, essendo lui stesso bisognoso di non ricevere troppe responsabilità e di completare la propria crescita.

È questo il motivo per cui non ha alcun senso l’interminabile trattativa messa in piedi dalla società con il Sassuolo: oltre cinquanta giorni di “è fatta”, “si va verso la fumata bianca”, “stretta finale”, “incontro decisivo”, di “summit” che gli “esperti” di mercato raccontano con una cronaca minuto per minuto finora conclusasi in una nube di fumo. Con un carico “messianico” attribuito al giocatore dall’estenuante lavorio di cifre, di aggiustamenti, di formule, che neanche un top del ruolo avrebbe.

Da qui il dubbio: la Juve ci crede davvero nel giocatore? Se sì, avrebbe dovuto fare come generalmente fanno quello che ci credono, ovvero pagare quanto ti viene chiesto e chiudere subito ogni discussione. Se non sei convinto, per una questione di valutazione generale, al di là della stima che hai nei confronti del giocatore, non puoi finire in un vortice lungo quasi due mesi per non concludere praticamente nulla e con un mercato ormai in dirittura d’arrivo.

Perché sempre quelli che ne “capiscono” ci dicono che la Juve ha da tempo carenza di un regista, solo che gli stessi ci fanno sapere che Locatelli, nelle idee di Allegri, sarebbe una mezzala tecnica e, quindi, nel ruolo di regista starebbe prevedendo un altro calciatore (Pjanic l’indiziato). Invece di sfiancarsi per un giocatore, sapendo che vuoi prenderne un altro, e vista la carenza del budget, non sarebbe più logico concentrarsi su un unico profilo che dia una soluzione vera ai limiti della rosa, senza ridursi a prendere cavalli di ritorno e aggiungendo incognite su incognite?

Nel mondo Juve, in questo momento, però, sembra indelicato farsi domande e soprattutto muovere osservazioni a una dirigenza, che si presenta in pompa magna all’ennesimo incontro decisivo, che fa sapere che “c’è Arrivabene” e “quindi si parla di cifre per chiudere” e poi non chiude l’affare Locatelli.

Pazienza. Del resto, sempre quelli che ne “capiscono” e che, se si muove una critica legittima, stanno a dividere il mondo tra “tifosi veri” e “tifosi di fortuna” ci stanno raccontando che bastava il ritorno di Allegri per vincere “a mani basse” il campionato: gli stessi che, però, a fine anno, volevano vendere mezza squadra e che oggi sostengono che “De Sciglio, Rugani o Bernardeschi come alternative non sono male”. Se i soldi non ci sono (ed è probabilmente così), sarebbe più onesto andare avanti con ciò che si ha senza illudere i tifosi e soprattutto farsi prendere per la giacchetta da altre società.

Il punto, alla fine, è uno: cambiano i tecnici e le dirigenze ma le reali carenze di lungo corso della squadra (dall’assenza di alternativa sulla fascia sinistra al poco fosforo in mediana a una vera prima punta) restano irrisolte. Locatelli, pertanto, va bene entro tempi calibrati all’effettivo valore del giocatore: poi, anche basta. Meglio avere idee e alternative da percorrere: ma forse non è eresia sostenere che sono quelle che proprio mancano in questo momento alla Juve.

Altre Notizie