Di lotta e di governo: la stagione di Mandragora a Crotone

di Alex Campanelli |

mandragora crotone

Quando si discute del centrocampo della prossima stagione, tra nomi plausibili e suggestioni di mercato, è facile dimenticare che la Juventus controlla uno dei più promettenti Under 21 del panorama italiano: parliamo di Rolando Mandragora, che domani sera riassaggerà il bianconero, seppur da avversario, alla guida del suo Crotone.

Non abbiamo parlato a caso di “suo” Crotone, dato che Mandragora è diventato in un lampo un imprescindibile dell’11 titolare degli Squali: in campo dal 1′ già dalla prima giornata, ad oggi il ragazzo ha saltato solamente 2 partite, una per squalifica e una in seguito al turnover dovuto al turno infrasettimanale. Inoltre, Mandragora non è mai stato sostituito né da Davide Nicola né da Walter Zenga, risultando il giocatore del Crotone con più minuti giocati dietro a Ceccherini e al portiere Cordaz.

mandragora
Non male per un esordiente (fonte Transfermarkt)

Passando alla posizione in campo, la sua stagione si può dividere in due fasi, spaccatura dovuta al cambio di guida tecnica in seno ai pitagorici. Con Davide Nicola il Crotone si posizionava in campo con un 4-4-2 classico, con due attaccanti puri come Trotta e Budimir e Mandragora a dividersi i compiti d’interdizione e costruzione col numero 10 Barberis, tutt’altro che un incontrista. L’avvento di Walter Zenga sulla panchina rossoblu ha riportato l’ex Genoa nella posizione a lui più congeniale, quella di mediano davanti alla difesa, ridefinendone bene le mansioni. Con Nicola Mandragora aveva più possibilità di sganciarsi e sfruttare il suo sinistro sopra la media per creare occasioni per i compagni (14 in 14 partite) o tentare la conclusione, ma il centrocampo a due lo metteva decisamente in difficoltà nell’organizzare la manovra in posizione bassa (solo il 78% di passaggi riusciti), fondamentale irrinunciabile per una squadra che lotta per non retrocedere.

Zenga ha invece consegnato a Mandragora il compito di portare raziocinio in una mediana a tre decisamente offensiva per una squadra come il Crotone (oltre a Benali si è visto addirittura Stoian mezzala), e il capitano dell’Under 21 ne ha giovato in termini di organizzazione del gioco (la % di passaggi riusciti è passata all’83), riducendo fisiologicamente le scorribande in posizione avanzata (7 occasioni create in 16 partite).

In soldoni, Nicola ha assegnato a Mandragora un compito difficile, che il ragazzo pur con qualche difficoltà iniziale ha svolto ben figurando, poi Zenga l’ha riportato nella sua “zona sicura” nella quale Mandragora ha dimostrato di sapersi disimpegnare su ottimi livelli anche in A, risultando nel complesso il miglior giocatore del Crotone per rendimento sin qui (media 6,95 secondo Whoscored).

Il primo gol di Mandragora in Serie A è un gioiello

Passando alle peculiarità del giocatore emerse nel corso dell’anno, salta subito all’occhio un dato che farà estremamente piacere a mister Allegri: con una media di 2,5 a partita, Mandragora è il miglior centrocampista della Serie A per palloni intercettati a partita, assieme al fiorentino Badelj, e il secondo assoluto dietro al difensore della Spal Salamon. Il neanche ventunenne fa meglio di concorrenti ben più incensati in tempi recenti, come Torreira e Lucas Leiva, ma anche di Pjanic, mentre la sua superiorità nei confronti di pari ruolo illustri quali Jorginho e Biglia è addirittura imbarazzante.

Al contrario di quanto l’affermazione precedente può portare a pensare, Mandragora non ha assolutamente paura di incrociare i tacchetti con gli avversari: con 2,5 tackle a partita è il nono centrocampista della Serie A in questa speciale graduatoria, tredicesimo assoluto, e ha collezionato sin qui 6 ammonizioni. Mandragora fa appena peggio di specialisti assoluti del mestiere come Behrami e Allan, oltre al notevole Torreira, ma si posiziona davanti a pari ruolo di spessore quali Parolo, Gagliardini e Strootman.

I numeri sopra illustrati sono ovviamente da prendere con la dovuta cautela, dato che risultano sicuramente amplificati dalle tendenze reattive più che proattive del Crotone, comunque meno forti nei pitagorici rispetto alle altre squadre in lotta per la salvezza. Ciò detto, Mandragora risulta imprescindibile per la squadra di Zenga sia nel bloccare l’azione schermando le linee di passaggio, sia strappando il pallone dai piedi degli avversari in caso di necessità.

L’esperienza a Crotone non ci dice niente di nuovo del Mandragora regista: nel 4-3-3 di Zenga il centrocampista davanti alla difesa ha prevalentemente compiti di rottura e gestione bassa, con le palle lunghe limitate ai cambi di gioco piuttosto che al servizio in profondità. Tale mansione mette in risalto le tendenze di Mandragora evidenziate nella nostra scheda tecnica estiva, nella quale veniva sottolineato quanto il ragazzo sia bravo e lucido nelle cose semplici mentre vada in difficoltà quando deve forzare la giocata, compito che raramente gli viene richiesto da Zenga.

Il salto di categoria è stato effettuato senza alcun tipo di problema tecnico o caratteriale, Mandragora è a 20 anni un giocatore assolutamente pronto per calcare i campi della Serie A senza sfigurare. Non è ancora chiaro fin dove Rolando riuscirà a spostare l’asticella, ma certamente con due ’97 come lui e Bentancur in rampa di lancio, se fossimo in Allegri dormiremmo sonni decisamente tranquilli.