Stadium, se ci sei batti sei colpi

di Nino Flash |

La corsa scudetto è entrata nel vivo. Mancano 14 tappe al traguardo finale, con la Juve impegnata 7 volte all’Allianz.

Sappiamo tutti quanto il fattore Stadium sia stato importante fin dall’avvio del ciclo vittorioso tutt’ora in corso. Vivo e indelebile è il ricordo di quel 4-1 al debutto contro il Parma (11 settembre 2011). Una partita che si può considerare la copertina del romanzo bianconero a firma Andrea Agnelli, non ancora consegnato alle stampe.

Da allora ad oggi, le statistiche “in casa” narrano di lunghe strisce vincenti, di serie quasi interminabili di risultati utili, di pile di gol segnati consecutivamente, e per fortuna (anzi per merito) di sconfitte stagionali che si possono contare sulle dita di una mano.

All’avversario di turno diamo anche la possibilità di scegliere: difendersi e ripartire? giocarsela a viso aperto? metterla sull’agonismo? Vani espedienti che al fischio finale si tramutano in uno zero alla voce punti ottenuti.

In campionato abbiamo consegnato agli annali un 80,7% di vittorie nel triennio contiano e un 85,2% nel quinquennio allegriano. Con Sarri siamo addirittura al 91,7% (sarebbe stato 100% senza il 2-2 col Sassuolo).

Numeri che dovrebbero giustificare un ragionevole ottimismo circa l’esito delle prossime esibizioni casalinghe. Ma nel calcio il passato conta fino a un certo punto e il futuro dice che 4 dei 7 conclusivi confronti interni vedranno la Juve opposta alla 2ª, 3ª, 4ª e 5ª forza del campionato, stando all’attuale classifica. Uno scherzo del calendario, che nel denso rush finale ci consegna però i 4 big match tutti all’Allianz.

Si parte il 1º marzo con la sfida più sentita, Juve-Inter, in cui è facile immaginare uno stadio versione catino infernale.

Meno facile sarà riprodurre la stessa atmosfera per le successive 6 gare (forse il derby), ma uno sforzo andrà obbligatoriamente fatto se il dodicesimo uomo vuole ritagliarsi uno spazio speciale nel capitolo 9, il cui finale è tutto da scrivere.

Perché il coefficiente di difficoltà sarà maggiore, il pallone sarà più pesante, il margine di errore minore. La tensione sarà altissima e il dettaglio può fare la differenza.

Che poi il tifo non è un dettaglio quando sa trasmettere al campo la fame e la voglia. Perché anche stavolta dovrà essere e… “sarà ancora la storia di tutti noi.”


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