Da Phipadelphia a Landover, gli stadi della tournée bianconera negli USA

di Riceviamo e Pubblichiamo |

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La Juventus è di nuovo a stelle e strisce. È questo il binomio di questa estate 2018, che si ripete per il secondo anno consecutivo, dopo quella del 2017.

Saranno quattro le partite in programma per i ragazzi di Max Allegri, tutte da giocare sulla costa est degli Stati Uniti – con tre sfide valide per la International Champions Cup e una partita contro la selezione All Stars della Major League Soccer, il massimo campionato americano.

 

Lincoln Financial Field, Philadelphia, Pennsylvania

giov 26/7 ore 01:05, Juventus – Bayern Monaco

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Il debutto nell’estate U.S.A. 2018 sarà a Philadelphia, contro il Bayern Monaco. Qui, nella città dove fu redatta la Dichiarazione d’Indipendenza nel 1776, la Juventus giocherà al Lincoln Financial Field, stadio inaugurato nel 2003 e casa dei Philadelphia Eagles di football americano. Una sede più che opportuna, quindi, per ospitare la squadra campione d’Italia per 7 volte consecutive, visto che gli Eagles hanno vinto il loro primo Super Bowl proprio quest’anno, contro i New England Patriots.

Lo stadio può ospitare quasi 70.000 posti ed è costato 500 milioni di dollari – a cui ne vanno aggiunti altri 125 per i lavori di ammodernamento realizzati fra il 2012 e il 2014. Il Lincoln Financial Field offre una rete wi-fi gratuita per un massimo di 45.000 spettatori e presenta 172 suites vip (con capienza fra i 12 e i 40 posti) che possono costare, per un’intera stagione, tra i 75.000 e i 300.000 dollari.

 

Red Bull Arena, Harrison, New Jersey

sab 28/7 ore 19:05, Benfica – Juventus

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Tre giorni dopo aver testato il gigantesco “Linc”, la Juventus si sposterà 150 km a nord di Philadelphia, alle porte di New York. Harrison è un sobborgo di Newark, una delle più vecchie città (1666) fra quelle fondate dagli europei in America. Nota soprattutto per l’aeroporto internazionale, ha trovato nella Red Bull Arena il suo nuovo gioiello sportivo contemporaneo.

Lo stadio è quello dei New York Red Bulls, club della MLS americana e proveniente dalla stessa famiglia delle “lattine” che comprende Lipsia e Salisburgo. 25.000 persone possono riempire questo impianto, che ricorda per alcuni aspetti anche l’Allianz Stadium. Il guscio esterno che avvolge lo stadio (in membrana polimerica rinforzata da fibre di vetro) nasconde lo sviluppo interno dei due anelli di gradinata, con un impianto che strizza l’occhio al calcio europeo più che al soccer locale.

La Red Bull Arena ha ricevuto il premio “Best in Fan Experience” nel 2016, per aver fornito la miglior esperienza di gara ai tifosi.

 

Mercedes-Benz Stadium, Atlanta, Georgia

giov 2/8 ore 01:30, MLS All Stars – Juventus

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Probabilmente lo stadio più spettacolare fra quelli inaugurati nel corso del 2017, è già diventato un’icona di architettura sportiva. Il M-Benz Stadium farà da sfondo alla sfida dei bianconeri contro la selezione All Stars della Major League Soccer, un appuntamento che si ripete ogni estate dal 2005 (da quando, cioé, il classico All Star Game Est vs Ovest è stato modificato in una sfida a una big del calcio internazionale).

Ispirata dall’oculus del Pantheon di Roma, la copertura dello stadio ha preso il centro della scena, diventando il simbolo di un edificio che non ha soltanto un significato semplicemente sportivo. All’esterno dell’impianto c’è anche la statua in acciaio di un falco – simbolo della squadra locale di football americano, gli Atlanta Falcons, del peso di 36 tonnellate.

 

FedExField, Landover, Maryland

dom 5/8 ore 00:05, Real Madrid – Juventus

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Dopo la gita in Georgia, la Juventus tornerà nei pressi della Penisola del Delmarva e più precisamente in Maryland, a Landover. Tecnicamente un sobborgo di Washington, è qui che si trova il FedExField, lo stadio di casa dei Washington Redskins di NFL.

Inaugurato nel 1997 è il classico “catino” all’americana, con cinque anelli di gradinate, privo di copertura e una capienza di circa 82.000 posti (scesa rispetto al picco dei 90.000 di una decina d’anni fa). All’epoca della sua costruzione fu terminato in soli 17 mesi, un record per gli stadi americani fino ad allora. Oggi, fra i servizi e il livello di tecnologia offerti, presenta 8.000 pannelli solari che producono il 20% del fabbisogno energetico dello stadio nei giorni di partita (e rendono l’impianto completamente autonomo nel resto della settimana).

a cura di Antonio Cunazza – www.archistadia.it