Le due facce di Spurs-Juve e dei nuovi in crescendo (e occhio a Bentancur)

di Claudio Pellecchia |

Meglio nella ripresa. Concetto che vale sia per la prestazione globale di una Juventus appesantita, sia per le prove dei nuovi arrivati. Contro il Tottenham già in forma (e formato) Premier nel quasi nulla dei primi 45′, le cose più interessanti sono arrivate da un Douglas Costa che, seppur calato alla distanza, ha fatto intuire quanto possa incidere in questa: prima un cambio di campo a favorire l’inserimento sul lato debole e in campo aperto di Dybala (anticipando una situazione che andrà esplorata più volte in fase di transizione), poi una magia a liberare Lichtsteiner al cross, infine una sponda che avrebbe potuto mettere la ‘Joya’ solo davanti a Lloris se Higuain fosse stato più preciso nel tocco d’esterno risolutivo.

Nel secondo tempo dentro prima De Sciglio (che, dopo un stop malamente sbagliato al limite della sua area di rigore si limita al compitino: e sarebbe ingiusto chiedergli di più) poi Bernardeschi e Bentancur che crescono alla distanza similmente al rendimento globale della squadra: il carrarese, pur partendo da quella posizione di esterno sinistro che lo costringe a forzare la giocata entrando dentro il campo, si fa notare per un bello scambio con Dybala (peccando nell’ultimo tocco a premiare l’inserimento di Cuadrado) e per un tiro saettante fuori di pochissimo (tornerà buono contro chi difende negli ultimi 20 metri); l’ex Boca, invece, nei pochi minuti a disposizione non ha problemi nell’orchestrare con la giusta personalità le trame offensive della squadra (suo l’assist per la traversa dell’esterno colombiano), cucendo il gioco come solo un enganche di scuola sudamericana sa fare. Se si evitasse di depauperarne il sicuro talento, seguendo il triste filone italico del “fare esperienza” al Chievo o al Crotone di turno (dove, inevitabilemnte, finirebbe per essere panchinato a favore di giocatori considerati più pronti ed esperti), potremmo ritrovarci già in casa chi possa dare un giro di riposo a Pjanic e Marchisio.