10 spunti dal Messi Show (visto da vicino)

di Massimo Zampini |

L’esordio in Champions l’ho visto dagli spalti del Camp Nou:

1) Buon primo tempo, mai approccio così sicuro al Nou Camp, attenti, senza coprirci troppo, non rischiando nulla fino al 45esimo.

2) Segnano loro. Da lì troppo poco carattere: alle prime difficoltà non reagiamo, come una nostra rivale qualunque in Italia. Invece gli episodi negativi capitano, la partita è lunga, non puoi mollare così. Grave difetto, particolarmente fastidioso perché la Juve non ci ha abituati così.

3) Chiellini, Khedira e Mandzukic sono forse quelli con più personalità e ieri mancavano (anche Cuadrado sarebbe stato molto utile, ma per ragioni tecniche e tattiche più che caratteriali), nessuno può regalare 3-4 titolari al Barca.

4) Non è stato un super Barca, ma queste partite le vince Messi, è ancora inarrivabile. E nel secondo tempo sono cresciuti molto.

5) Ovviamente nessuno juventino di buon senso ha mai paragonato Dybala a Messi. È tipo la trappola del triplete. Ne parlano i giornali per tre mesi, e poi dicono che la Juve ha deluso perché non lo ha fatto. Messi è un mostro, come Ronaldo, forse di più. Nessuno è paragonabile a loro. Dybala è un super giocatore, siamo felicissimi che sia con noi, è tra i primissimi al mondo dopo i mostri inarrivabili. Ma quelli, appunto, sono mostri inarrivabili.

6) Iniesta è ancora Iniesta, grande.

7) I nuovi: bravo De Sciglio, errore a parte (ma era già zoppicante); Bentancur, in un esordio tostissimo, si è dimostrato giocatore vero, anche se prevedibilmente è calato alla distanza; Matuidi molto utile, tanta corsa e palloni recuperati; Douglas Costa partito benino, dando l’idea di poter fare sempre la grande giocata, poi sparito; Bernardeschi a partita finita, ma lì voglio che mi spacchi la porta. Ecco, gli ultimi due sono i grandi investimenti della Juve di quest’anno. È bene che si integrino presto, dovrebbero essere i veri valori aggiunti.

8) Penso che tra qualche tempo, recuperando tutti, ce la giocheremo anche col Barca. La squadra ha grandi potenzialità, ne resto convinto. Ma la partita di ieri deve spiegare perché eliminare Barcellona e Real (in misura minore per me anche il Monaco di Mbappé, Falcao, Fabinho, Lemar, Bakayoko, etc.) è sempre un’impresa sensazionale. Fare fuori Messi e Ronaldo, con tutto il fenomenale contorno, non è una cosa normale. Per questo i percorsi europei di questi anni sono straordinari, arrivare in finale (e perdere con loro) al posto di Bayern, Atletico, inglesi e francesi varie è roba di cui andare orgogliosi, altro che idiozie tipo “basta finali!“. La normalità non è arrivare in finale, ahinoi. Quest’anno, con questo Psg, United, Chelsea, City and co. sarà ancora più complicato.

9) Che bella l’atmosfera, ogni  trasferta europea: l’anno scorso a Barcellona li abbiamo eliminati, stavolta hanno stravinto loro: sempre accoglienza, ospitalità. Tutto più sano e sereno. Considerazione piuttosto banale, ma ogni volta è esattamente così.

10) Che brutta l’atmosfera sui social. Ma quest’anno, lo abbiamo capito, sarà così: oltre agli antijuventini, dopo ogni sconfitta toccherà beccarci pure gli juventini del “lo avevo detto“, “in Europa siamo sempre così” e altre robe così. Ce ne faremo una ragione.