Si riparte da qui: Sporting 2017 come Olympiakos 2014

di Jacopo Azzolini |

Una delle certezze di questi anni è la Juventus che si complica la vita nel girone, e lo fa sampre con una prova mediocre tra le mura amiche contro un avversario abbordabile. Anche contro lo Sporting la tradizione sembrava mantenersi, ma fortunatamente i bianconeri sono riusciti a svoltare la gara forse nel momento più difficile.

La giocata e la disposizione tattica con cui il gol di Mandzukic è avvenuto hanno un significato che va oltre quello della singola azione: dopo un’intera fase della gara in cui gli ospiti avevano addormentato il ritmo del gioco (consolidando addirittura il possesso nella trequarti juventina, e dire che i lusitani sembravano in debito d’ossigeno a inizio ripresa) e in cui la Juve non riusciva a risalire il campo, i cambi di Allegri (probabilmente con eccessivo ritardo) hanno ridisegnato una squadra tanto offensiva quanto rivoluzionaria rispetto al recente passato.

Insomma, dopo le forti polemiche degli scorsi giorni, si è vista in campo una rosa molto somigliante – già solo nell’undici – a quella pianificata in estate, quella che molti opinionisti si auspicavano. Ossia, una Juventus con molta qualità in ogni lato dal campo (dalla trequarti alle corsie esterne), con addirittura un Cuadrado terzino che può rappresentare una risorsa importante nel corso di questa stagione  (il futuro ci dirà se pilastro o semplice jolly).

La facilità di cross con cui Douglas Costa – entrato da pochissimi secondo – ha consentito a Mandzukic di realizzare la rete della vittoria ha reso questa vittoria molto più dolce rispetto a quanto sarebbe successo se i bianconeri l’avessero, per esempio, risolta nei minuti di recupero su un rimpallo. Simboleggia un primo, seppur timido, segnale delle numerose qualità di cui Allegri può disporre, in grado di creare una Juventus forse diversa rispetto al passato, ma più forte offensivamente e con molta varietà in avanti.

Ciò rende meno amaro quanto vistosi negli 80′ precedenti, con cui la Juve 2016/2017 (per ben nove undicesimi) – oltre ad aver creato meno di quanto avrebbe potuto -, si era fatta trovare lunga e attaccabile anche per gli standard recenti, facendosi a tratti schiacciare in maniera abbastanza impronosticabile da una squadra dalle caratteristiche prettamente difensive.

Nel 2014-2015, il 4-3-1-2 adottato con l’Olympiakos – quando la squadra doveva assolutamente vincere – rappresentò forse lo snodo principale della stagione. Chissà se nel futuro, per parlare di questa stagione, non si citerà il 4-2-3-1 propositivo con cui si è svoltata una partita che stava andando su binari desolanti.