Spinazzola può fare il titolare nella Juve?

di Alex Campanelli |

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Prima la Coppa Italia col Bologna, primissima gara dopo l’infortunio, poi un paio di ottime prove in campionato seguite dall’inaspettata quanto convincente partita con l’Atletico negli ottavi, infine 45′ contro l’Inter dove ha fatto andare completamente fuori giri D’Ambrosio e Politano pressoché da solo. Due indizi non fanno una prova, ma ormai i segnali iniziano ad esser molti ed è lecito porsi una domanda: non è che Leonardo Spinazzola ha la stoffa per fare il terzino titolare della Juve?

I dubbi su di lui, oltre all’ovvia inesperienza in una squadra come la Juventus, erano legati alla posizione in campo: a Bergamo, nei due anni sotto la guida di Gasperini (ne avevamo parlato qui), Spina ha giostrato praticamente sempre da tornante sinistro del 3-5-2, con compiti più offensivi che difensivi.

L’apprendistato in casa del Gasp l’ha indottrinato accuratamente per quanto riguarda l’1 contro 1 in non possesso, cardine imprescindibile di quest’Atalanta, le riserve erano dunque legate più a un’effettiva lettura degli spazi da coprire alla linea difensiva da mantenere. Ad oggi il laterale classe ’94 non ha però mostrato titubanze gravi, sempre diligente nel tenere la posizione e coprire i compagni in diagonale, anche se tale aspetto andrebbe verificato sul lungo periodo; il ragazzo in stagione ha disputato appena 732‘, 167 dei quali con la Primavera.

Mettiamo ora a confronto Spinazzola con gli altri terzini in rosa per quanto riguarda alcuni aspetti chiave del ruolo:

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Le prime due righe confermano quanto detto sopra: abituatissimo a fronteggiare gli avversari singolarmente, Spinazzola è invece ancora un passo dietro ai compagni per quanto riguarda le letture difensive, fondamentale che non potrà che affinare continuando ad essere impiegato da terzino puro. Dotato di un dribbling semplice e pulito, basato soprattutto sul surplace o su doppio passo e cross, l’ex Atalanta è inoltre il miglior crossatore tra i terzini in rosa, sia per traversoni totali che per percentuale di cross riusciti.

Guardandolo giocare emerge come Spinazzola non faccia cose incredibilmente complicate dal punto di vista tecnico, come Cancelo, né abbia la possibilità di contare sullo strapotere fisico di Alex Sandro; Leonardo è un terzino diverso, che in fase offensiva basa il suo gioco sull’imprevedibilità delle sue scelte. Il numero 37 può scegliere in maniera totalmente indifferente di buttar palla in avanti o di frenare bruscamente (forse la sua giocata preferita), di rientrare e crossare col piede forte o di metterla in mezzo col suo comunque ottimo sinistro, o ancora di accentrarsi e partecipare alla manovra entrando dentro il campo. Due anni di Atalanta ci hanno consegnato un terzino moderno, capace di far tutto ad alto livello.

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In una sola immagine, un buon riassunto delle capacità di Spinazzola: dribbling da fermo, sterzata sul destro, controsterzata verso il fondo e cross al bacio per Sensi col piede debole.

Ad oggi, è veramente difficile immaginare questo Spinazzola (la cui tenuta nell’arco di un’intera stagione è ovviamente tutta da verificare) come una semplice riserva, da impiegare per far rifiatare Alex Sandro o Cancelo o in caso di infortunio di uno dei due. Il calo dei due titolari ne ha fatto risaltare le prestazioni e, anche se ciò non deve sminuire l’altissimo valore assoluto di Sandro e Cancelo, è giusto che un giocatore meno esperto e blasonato ma decisamente più in palla di loro possa insidiarne la titolarità.

Se regge a questi livelli, l’anno prossimo Spinazzola dovrà a tutti gli effetti considerato come un terzo titolare, da alternare agli altri due a seconda delle caratteristiche degli avversari, oppure schierandolo da esterno alto, a destra come a sinistra. La stagione 2019/20 dovrà essere la sua stagione, speriamo gli venga data la possibilità di splendere.