Spinazzola, Cuadrado e il blocco mentale della Juve sui terzini

di Alex Campanelli |

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Volevo scrivere questo articolo immediatamente dopo la prestazione travolgente di Leonardo Spinazzola contro l’Austria, Man of the Match UEFA in 2 partite su 4; per vari motivi non ne ho avuto la possibilità, oggi però è arrivato Luca Momblano a confermare indirettamente la tesi che ho in testa da diverso tempo, e a quel punto non potevo davvero più tirarmi indietro.

Riavvolgiamo un attimo il nastro. La storia di Spinazzola ormai la sappiamo tutti, regalato alla Roma in cambio di Luca Pellegrini perché c’era bisogno di fare plusvalenze prima del 30 giugno. Il punto è un altro: si è scelto di sacrificare lui piuttosto che un altro giocatore perché non era ritenuto importante per la Juventus, e i numeri della sua unica stagione in bianconero confermano tale tesi.

Reduce dall’operazione al crociato, Spinazzola è tornato a disposizione di Allegri a metà stagione, nel gennaio 2019, e ha giocato veramente poco, quando ormai le partite non contavano molto o quando non c’era proprio alternativa, dato che il tecnico lo riteneva l’ultimo nelle gerarchie, dietro anche a De Sciglio, che nella stagione 2018/19 ha giocato 1300 minuti più di lui e sarebbe sceso in campo anche nel 3-0 all’Atletico, la miglior gara di Spinazzola con la Juve, se non fosse stato fermato da un problema agli adduttori.

Le motivazioni? Le solite: non è abituato alla difesa a 4, è più centrocampista che difensore, non ha esperienza in una grande squadra, non dà garanzie in copertura. Nel frattempo Spinazzola nella Roma si è affermato come uno dei migliori terzini della Serie A, capace di giostrare indifferentemente nella difesa a 4 o nel centrocampo a 5, imprevedibile nell’1 contro 1 in quanto praticamente ambidestro, titolare inamovibile della miglior nazionale italiana dal 2006 e sempre meno condizionato dagli infortuni (32 e 39 presenze nei 2 anni a Roma). Al suo posto, ricordiamo, giocava De Sciglio.

Che c’entrano Allegri e Cuadrado, direte voi? C’entrano moltissimo, perché l’errore che sta dietro alla cessione di Spinazzola non ha radici solamente economiche, ma anche filosofiche, e arriva ad abbracciare molte altre scelte. Perché se l’allenatore della Juventus, il primo a schierare Cuadrado da terzino causa emergenza, sta pensando di avanzare nuovamente il colombiano dopo che egli ha disputato una stagione ottima e una mostruosa da laterale basso, i motivi sono tristemente sempre gli stessi: rischia troppo con la palla tra i piedi, non dà garanzie in copertura, sbilancia la squadra, non è abituato a fare la fase difensiva.

Lo stesso ragionamento ha portato Dani Alves, che ha finito a giocare esterno alto togliendo il posto proprio a Cuadrado perché bisognava inserire Barzagli da terzino, a scappare dalla Juve dopo averla trascinata alla finale di Champions, a snaturare mostruosamente Alex Sandro facendolo quasi diventare un esterno bloccato, a giudicare Cancelo sempre e solo per gli errori difensivi, mentre altrove si è confermato tra i migliori laterali bassi del globo.

Mentre l’orologio calcistico della Juventus continua a tornare indietro, in Europa imperano terzini registi come Trippier, Alexander-Arnold, Kimmich o lo stesso Cancelo, insieme ad esterni dalla velocità supersonica capaci di spaccare le difese, come Alphonso Davies, Theo Hernandez o Gosens. Nelle difese a 3 pure sono addirittura i braccetti della retroguardia a diventare registi o incursori, svestendo i panni dei marcatori: lo abbiamo visto con Danilo, con Romero, lo stiamo vedendo in questi giorni con Walker nell’Inghilterra.

Mentre la nazionale di Mancini affronta le partite a viso aperto, nasconde la palla agli avversari e sconquassa le difese con le avanzate dei terzini, in casa Juventus continuano ad imperare concetti medievali come l’imprescindibilità del centravanti pesante che impegni fisicamente le difese e il terzino che deve fare il terzino (Osvaldo Bagnoli, 40 anni fa), con l’allenatore della Juve che va in televisione a sbeffeggiare la costruzione bassa e i retropassaggi al portiere, facendo di fatto passare per idioti tutti gli allenatori vincenti degli ultimi anni.

Non sorprendetevi quando come laterale destro Massimiliano Allegri deciderà di schierare Demiral. Ah no, giusto, dobbiamo farci plusvalenza!