Spegnere l’allegriano che è in me

di Riceviamo e Pubblichiamo |

L’allegriano è un tipo umano, non ci sono dubbi.

Lo dico perché talvolta mi riscontro tale e me ne spavento. Ne avrebbe parlato Teofrasto nei suoi Caratteri se l’avesse conosciuto; ha una fisionomia tutta sua, non facile da cogliersi. Ma bisogna pur cimentarvisi. Poiché non mi rassegno ad esser solo questo, partirò dal mio vissuto per stanarlo e illuminarlo.

Nessuno qui si senta offeso perché questa è una invettiva contro me stesso.

Direi allora senza dubbio che l’allegriano è bel pagano, caratterizzato dal primato del passato (età dell’oro) sul futuro (età del ferro), da un risultatismo senza metodo e prospetto, da una tendenza incontinente alla mormorazione, dal gusto pedante per la sottolineatura del fallimento cui il nuovo inevitabilmente va incontro, da un distacco superficiale che lo esonera da un confronto faticoso, doloroso e costruttivo con la realtà e lo induce a un riduzionismo deformante. È un secchione svogliato, alfiere del “te l’avevo detto io”.

Il quattrocchismo qui si affaccia come malattia, della juventinità e non solo. È fondamentalmente un viziato, e quindi impaziente e incapace di aspettare. Non sopporta che la realtà lo molesti con i suoi rovesci e le sue asperità. È un edonista, fiaccato dai successi.

Ha stravolto il motto “vincere non è importante, è la sola cosa che conta” in “vincere non è importante, è la sola cosa che è scontata”. È un cinico suo malgrado, inetto allo slancio e alla visione. Ama solo i punti di arrivo, detesta i percorsi, spesso accidentati, che vi conducono. E solo punti di arrivo vede e sa scorgere, ragion per cui De Luce è già arrivato ed è arrivato come sòla, bello e compiuto nel suo esser bidone. Alla creazione e lavorazione del mondo pensino gli altri, lui ne è solo un gaudente e pretenzioso usufruitore finale.

Povera Juve, generosa come non mai eppure imperfetta, hai allevato un prole di capricciosi fautori della lectio facilior (“è molto semplice” il loro motto). Eupalla me ne scampi.

Di Teofrasto Redivivo