Spal-Juventus 2-1: attendere, prego, altre priorità

di Fabio Giambò |

Nessun dramma, sarebbe troppo poco intelligente, e pazienza se qualcuno penserà che così si falsa la lotta retrocessione: la posta in palio è troppo alta, mettere in preventivo un passo falso in casa della Spal a pochi giorni dal ritorno dei quarti di finale contro l’Ajax, se questo significa risparmiare energie preziose ed evitare il rischio infortuni, è una cosa più che normale, e magari anche festeggiarlo in casa questo ottavo scudetto dà più soddisfazione, ammesso e non concesso che il Napoli domani faccia risultato contro ciò che resta del Chievo.

La notizia positiva è quel solito Kean che per ora sembra segnare anche quando non vuole, o comunque quando fa poco per farlo, si può sorridere anche per la prestazione del giovane Gozzi lì dietro accanto a Barzagli, poi c’è un grande rimpianto: Juan Cuadrado. La vivacità del colombiano, considerando un momento non esattamente esaltante per ora degli esterni in rosa, sarebbe servita anche contro in Champions League, a meno che finalmente non si sblocchino nuovamente pezzi da novanta che negli ultimi tempi sembrano aver perso imprevedibilità. Stiamo parlando di Cancelo, anche di Alex Sandro comunque oggi non presente, e, perché no, anche di Dybala, che da esterno offensivo non si sa adattare, si intristisce, e non riesce più a vestire continuamente quei panni da Joya che in passato hanno fatto felici tante volte i tifosi della Juventus. Incrociamo le dita per le condizioni di Douglas Costa, una carta del genere sarebbe vitale fra qualche giorno.

Notizie negative? Eccezion fatta per quanto già detto, oggi c’è ancora poco da dire perché, appunto, questa partita sarebbe stata importante solo se la Juve non l’avesse persa: così diventa come un giorno qualunque, non fa mai piacere uscire sconfitti, ma guardiamo l’altro volto della medaglia. E’ una “tassa” da pagare per arrivare al grande obiettivo finale: manca sempre meno, la corsa stavolta va portata avanti #finoallafine, e magari con un sorriso a bocca larga come non ci capita da tanto tempo. Martedì, poi sabato, e poi ancora e ancora: un sogno da trasformare in realtà.