Spagna-Repubblica Ceca: basta un colpo di testa

di Juventibus |

di Federico Voli

Che la partita della Spagna non sarebbe stato un copione noto, lo si era evinto da subito, da quell’iniziale lancio lungo di Piqué conclusosi nel nulla. Decisamente una squadra meno artificiosa rispetto al recente passato, molto più umana. A dimostrarlo, la chiosa finale ad un match intenso ma soporifero, ovvero il lampo di testa dello stesso Piqué. Assistman, Iniesta: il solito illusionista. E tre punti per una Spagna davvero molto meno Furia Rossa.

Partita scorbutica, a tratti noiosa, con Del Bosque che va di 4-3-3 canonico di fronte al plastico 4-2-3-1 di Pavel Vrba, illusionista anche lui nel mutare subito abito alla propria squadra in un compatto 4-5-1. Inutile decantare, quindi, a favore di chi siano andati possesso palla e tiri in porta, tra lanci sfocati di precisione e chiusure sbavate. Ma è un possesso palla molto sterile quello della Roja, attraverso i soliti triangoli tattici che vanno formulandosi a seconda di dove viene impostata la manovra. Una manovra parecchio orizzontale: da Silva a Nolito, con la verticale che passa solo e soltanto dai piedi di Don Andrés.

Morata, prima di uscire immeritatamente, ci ha recapitato il suo messaggio: se messo nelle condizioni di dialogare, sa tirare fuori una buona intesa con i compagni. Un piccolo pro che fa da retro al contro di soffrire ancora molto il contatto fisico tipico della prima punta. Sivok, in tal senso, ha annichilito Álvaro.

La Repubblica Ceca ha dimostrato dunque come la materia grezza sia nuovamente un efficace antidoto al voler arrivare in porta con il pallone. Specie se poi nemmeno uno come Fabregas sa più produrre e pensare velocemente la giocata. Occhio, quindi, che essere quadrati ed ostinati, in questo Europeo, qualche sorpresa può davvero riservarla.

Che tua sia la Germania, la Russia, oppure la Spagna.
Può bastare un colpo di testa, e si vince all’italiana.