Le 3 sorprese del faccia a faccia CR7-Leotta

di Leonardo Dorini |

Cristiano Ronaldo si concede ad un’intervista a Diletta Leotta per Dazn Italia, e non mancano le sorprese.

E’ il solito Cristiano, spontaneo, professionale ed attento quello che vediamo di fronte alle telecamere in questi 27 minuti: sceglie di parlare inglese, in uno studio spartano, con due sedie da regista ed un montaggio incrociato che ci mostra lui, la città di Torino e le immagini della sua lunga carriera sportiva.

CR7 non si smentisce e torna ad insistere su molti concetti per i quali lo conosciamo: l’importanza del team e delle motivazioni, dell’avere un pensiero fisso nel vincere, segnare e giocare bene, per essere “fit” e rimanere ad un certo livello; l’amore per il gioco del calcio che gli fa dire che no, ora lui non pensa ad una carriera da allenatore, ma che, se lo fosse, lavorerebbe soprattutto sulle motivazioni.

Non vuole parlare di uno in particolare dei suoi allenatori, ma racconta di quando a 18 anni Alex Ferguson lo scelse, nel corso di un’amichevole Sporting-United, convocandolo subito in Inghilterra, fino a quando, 16 anni dopo, è sbarcato a Torino in abito grigio, camicia bianca e capelli a spazzola in quel luglio di un anno fa (“un giorno speciale, grande atmosfera”, dice).

Anche quando non pare entusiasta del cibo italiano (eh si capisce, mangia solo petto di pollo…), ha parole non di circostanza per l’ambiente della Continassa e per il calcio italiano in generale; dice che Chiellini è il più tosto difensore che ha incontrato e non pare essere una captatio per il suo attuale capitano.

Ma ci sono tre sorprese di questa intervista, almeno per chi ve la sta raccontando.

La prima: è il titolo di Campione Europeo 2016 con la sua nazionale quello che CR7 ama di più in assoluto; “ho pianto, ho riso, ho pianto, ho riso”, dice di quella finale in cui dovette essere sostituito per un infortunio e finì a sostenere la squadra da coach aggiunto, a dare indicazioni lì, sul fallo laterale, con tutto il mondo stupito a guardare questa performance inusuale del campione trascinatore anche fuori dal campo.

Seconda sorpresa: quanto ha amato rivincere di nuovo un campionato, quello di Serie A; si emoziona a vedere la foto di lui e la madre sul campo dello Stadium a rimirare la coppa dello scudetto: “Sono stato il primo giocatore a vincere in tre nazioni diverse” dice orgoglioso; forse lo ha amato più lui di noi, questo scudetto che portiamo sulla maglia.

Terza sorpresa: è il ping pong “il secondo sport” che gioca meglio, dopo il calcio. “sono un campione di ping pong”. Voi lo sapevate? A Dazn lo sapevano e gli regalano dei gemelli con le racchette di ping pong, che lui non pare disprezzare (a caval donato…).

Ma forse ce n’è una quarta di notizia, o forse no: la rovesciata allo Stadium è stato “il gol più bello della mia carriera”… eh, caro Cristiano, come se non lo sapessimo….


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