La soluzione è usare la testa

di Mattia Demitri |

Senza troppi giri di parole, la Juve ha preso 7 gol in tre partite, la difesa è fragile, prende gol con niente. Questa fragilità rischia di provocare collateralmente danni tattici e psicologici, perchè la solidità difensiva bianconera è sempre stata un pilastro su cui si è retta la filosofia della squadra, è una strategia per mettere sotto scacco gli avversari.
Chiunque venga a Torino deve sapere che non bastano due punte lasciate a pascolare davanti per creare un’occasione, per impensierire i difensori.
Ora la linea difensiva è quello che è, non si possono fare le magie, non si può dare in qualche giorno a Rugani la confidenza che solo mesi di gare da titolare garantiscono. Non si può portare Caceres indietro nel tempo, non si può inventare De Sciglio centrale aspettandosi che sia ermetico.
Quello che si deve fare però è invertire subito e decisamente il trend alla voce gol subiti, prima che il germe della paura faccia troppi danni. La squadra deve necessariamente compattarsi e riprendere in mano il campo con autorità, il centrocampo mobile ma compassato, strambo e articolato, va accantonato e ripensato in funzione del momento particolare.
Certo perchè è sempre e solo dal centro del campo che si possono operare cambiamenti così radicali. L’atteggiamento più sbagliato sarebbe l’ennesima metamorfosi brutale e difensiva, con la squadra raggomitolata a fare calcio speculativo, e qualche talento offensivo sacrificato sull’altare dell’1-0 frutto della giocata risolutiva estemporanea. La soluzione degli stolti, poichè difendere dietro in blocco porterà soltanto gli avversari più vicini alla porta, indurrà in loro il pensiero che magari si può pure osare un po’ di più. Difendere di più, con una difesa del genere, non è di certo la trovata più intelligente, distruggerebbe soltanto la confidenza offensiva della squadra.

La Juventus ha tutto il vantaggio del mondo, non deve farsi spaventare da questi risultati, la trasformazione dev’essere di cervello, non di pancia.
Questa partita ha decretato la definitiva obsolescenza del reparto Matuidi-Pjanic-Khedira, l’unico trio che non riesce a riempire de facto i 30 metri centrali di campo.
Matuidi sempre alto a pressare, Khedira sempre in ritardo nelle coperture, Pjanic sempre più vessato da questo ruolo che non è suo (e che lo sta pure ingrigendo tecnicamente), assillato dall’assorbire inserimenti in perenne inferiorità numerica.
Il centrocampo in una squadra che dispone di un reparto offensivo così vario e di livello non deve più essere d’assalto, verticale, dev’essere di controllo e sostanza. Capace di imporre il suo ritmo alla partita, di soffocare gli avversari tamponando immediatamente eventuali offensive, e sostenendo l’attacco con un riciclo continuo e inesorabile del pallone.
La difesa deve preoccuparsi soltanto di tamponare gli sporadici zampilli che possono sfuggire alla diga di centrocampo, e non vedersi ogni volta costretta a scappare indietro incalzata dagli inserimenti del Kucka di turno.
Can e Bentancur, schierati in coppia, possono garantire questo tipo di gioco e la quantità necessaria a prendersi il campo con la forza. A tal proposito sarebbe utile anche ridisegnare il reparto, in assenza di Bonucci, due scarichi per iniziare il gioco sono meglio del solo Pjanic.

Rovesciare il triangolo, almeno finchè non ci si riuscirà a rimettere in carreggiata.
Pjanic può comunque assolvere ai suoi doveri di regista in una posizione differente, free role a tutto campo, ma senza il peso della responsabilità difensiva. Ne gioverebbe anche la fluidità di gioco nella trequarti offensiva, che ultimamente, soprattutto quando manca Dybala, sembra molto farraginosa.

Nelle prossime partite, soprattutto allo Stadium, gli avversari dovranno essere azzannati, soffocati e regolati con un paio di gol, subito, per poi controllare la partita attivamente fino alla fine. Serve una prestazione del genere, per aiutare questa difesa, per mandare un messaggio a noi stessi, e soprattutto agli avversari.