Solo silenzio per Bonucci

Alla fine è tornato davvero!

Leonardo Bonucci è (di nuovo) un giocatore della Juventus. E, tra noi juventini, il dibattito è inevitabilmente aperto già da giorni: come accogliere chi, dopo aver scritto un pezzo importante della nostra storia, appena un anno fa, se ne andò “più affamato che mai” a giocare come capitano di uno dei nostri maggiori rivali? Come accogliere chi ci ha esultato in faccia ritenendo ingiusta la nostra delusione e immeritati i nostri fischi? Come accogliere chi ha compiuto il più grande dei tradimenti nei confronti della nostra maglia?

Ci sono diverse linee di pensiero: da un lato c’è chi vorrebbe continuare a fischiare senza pietà, all’estremo opposto c’è chi dice “chiunque indossi la maglia della Juve merita il mio tifo e i miei applausi”.

A mio parere, entrambi gli approcci sono sbagliati. La squadra viene prima di tutto, questo non bisogna mai dimenticarlo, e insultare un giocatore non può in nessun caso fare bene allo spogliatoio, alla società, alla Juve. Quindi, nessun fischio e nessun insulto da parte mia.
Dall’altro lato, però, non si può dire che “chiunque merita in ogni caso sempre gli applausi”. La Juve, almeno per noi tifosi, è una cosa seria, come lo sono tutte le cose che coinvolgono i sentimenti. E allora non può meritare applausi chi con la nostra passione ha scherzato, troppo a cuor leggero.

Bonucci ha detto
Sono juventino da sempre. Famiglia interista? Io ero la pecora nera. Ricordo ancora quando perdemmo la Champions League ’98 con un gol di Mijatovic in fuorigioco. Notte di rabbia e pianto. Quando sono andato all’Inter ho dovuto portare la croce“;
ha detto
Ho rinnovato fino al 2021. Ho scelto la casa dove sono cresciuto e diventato grande tra i grandi. Vestirò ancora il mio 19 con orgoglio bianconero. Ancora, Fino alla Fine, un solo obiettivo: continuare a vincere!”;
ha detto
C’è tanta Juventus in me, è una questione di cuore e di pelle. Ogni volta che indosso la maglia mi trasferisce un’energia incredibile. Spero di essere importante per la Juventus, quanto la Juventus lo è per me. Quando ti cerca uno degli allenatori più importanti del mondo e ti mostra tanto rispetto e tanto apprezzamento è difficile dire di no. Ha prevalso il cuore”.
Non era vero niente.

Bonucci è stato amato per ciò che ha fatto sul campo e per come l’ha fatto, ma anche (forse soprattutto) per ciò che ha detto fuori dal campo. Per l’immagine da “juventino vero” che si è costruito tra il 2010 e il 2017.

Rimarremo sempre grati a lui per ciò che ha fatto in quel periodo e gli saremo sportivamente ancora più grati se da oggi in avanti riuscirà a portare i nostri colori ancora più in alto.

Ora però è tornato come soldato semplice; non è un generale e non potrà mai più ambire ad esserlo. Possiamo perdonare, forse. Ma non possiamo dimenticare che da Bonucci siamo stati traditi, presi in giro. Perché si è finto uno di noi, quando (legittimamente) non lo era. Nessuno ha mai chiesto ai giocatori di diventare tifosi, sono professionisti che fanno il loro lavoro. Gli chiediamo solo di farlo al meglio. Non era necessario da parte sua fingersi juventino per avere il nostro tifo. Non è cattiveria da parte nostra essere delusi per ciò che ha fatto nell’ultimo anno.

Chi dice “chiunque merita gli applausi” forse applaudirebbe un centrocampo con Nainggolan che “Odio la Juve da quando sono nato”, sosterrebbe Glik che “La Juve è sempre aiutata dagli arbitri” e magari festeggerebbe un gol di Insigne che ride delle nostre finali perse. Personalmente, e come me credo molti, la penso in maniera diversa.

Se tifare ha un senso, se vogliamo dare un significato agli applausi che riserviamo ai nostri giocatori, non possiamo applaudire Bonucci. Dire “applaudo Bonucci perché applaudo tutti” vuol dire non solo dare a Bonucci ciò che non si merita, vuol dire anche togliere valore agli applausi che dedichiamo a chi invece per la nostra maglia magari non sempre dimostra amore (quello non lo si può certo pretendere!), ma ha sempre dimostrato rispetto.

Applaudire Bonucci vorrebbe dire sminuire il senso del nostro tifo e il valore della maglia bianconera. Con tutto il rispetto per Bonucci, non possiamo correre questo rischio.

Per questo motivo, quando tra poche settimane si tornerà finalmente all’Allianz Stadium e verranno lette le formazioni ufficiali, dopo “Leonardo…” mi auguro semplicemente di sentire il più assordante dei silenzi.

Ci sarà modo di gridare, speriamo presto, al prossimo gol di Bonucci, al prossimo gol della Juve.

FattidiJuve