E’ solo colpa dei giocatori?

di Riceviamo e Pubblichiamo |

mister allegri

Permettetemi di dire la mia, consapevole di poter sollevare il più grande dei vespai: quel che è successo domenicaha poco a che fare con Allegri. Se vogliamo criticare qualche scelta nell’11 iniziale dobbiamo anche ricordarci che alla Juve, da sempre, il posto te lo devi guadagnare. Non importa se ti chiami D.Costa, Bernardeschi o, in tempi poco più distanti, Higuain, l’allenatore concede sempre la prova d’appello e cassazione alla vecchia rosa. “Dimostrami che sbaglio” sembra volergli dire. Così facendo protegge il giocatore già in squadra e protegge il nuovo acquisto da sicure tanto acerbe critiche. Le squadre che fanno diversamente, bruciano praticamente sistematicamente, il malcapitato di turno.

 

Allegri non ha colpe: sono i giocatori ad essere scesi in campo come degli zombie. Non è pancia piena, non sono le scorie post Cardiff, la colpa è solo di uno stato di forma fisico-atletica a dir poco scadente. Se così non fosse, dovremmo cestinare un’intera squadra che andava benone fino a 3 mesi fa. Quindi calma e gesso. Sono convinto che avevamo e continuiamo ad avere la difesa più forte d’Italia e sono tra coloro che giudicano De Sciglio una scommessa con una possibilità di vittoria altissima. Vado ancora più in là: sono altresì convinto che la Juve di quest’anno è già più forte di quella dello scorso anno e l’arrivo di un centrocampista di livello (si cari gufi, arriverà) lo evidenzierà anche agli occhi dei più scettici. C’è però una cosa che non capisco e continuo a non capire, ormai da diversi anni. Ogni volta, ad inizio campionato od ancor prima, mi domando il perchè praticamente tutte le altre squadre italiane, ma soprattutto spagnole ed inglesi (non seguendo altri campionati, mi fermo qua), siano in palla da agosto a maggio, senza soluzione di continuità, mentre noi si comincia a vedere la luce a marzo. Come può essere che gli altri riescano ad avere una preparazione atletica così trasversale da non dover scegliere obiettivi e traguardi volanti all’interno della stessa stagione?

Molto spesso, in Italia, abbiamo sopperito con una rosa di qualità nettamente superiore, ma il bel gioco, quello molto spesso vincente in Europa, per noi è un miraggio degli ultimi 3 mesi della stagione calcistica.

 

Posso anche credere che la Lazio si sia concentrata maggiormente, da questo punto di vista, sulla Supercoppa Italiana, (presumibilmente il loro unico obiettivo stagionale), ma la debacle di ieri sera l’avremmo ottenuta con praticamente qualunque squadra della serie A. Rilancio: immaginate se ieri sera avessimo incontrato il Real: come sarebbe finita la partita? Secondo me ci sarebbe voluto il pallottoliere.

 

Dunque mi ripeto: perchè? Qualunque giocatore arrivi alla Juve, da qualunque campionato esso provenga, dice che a Torino ci si allena duramente. Forse troppo ? Possibile che i carichi di lavoro siano tali da trarne beneficio solo in un ipotetico scarico posto all’incirca attorno al mese di febbraio? Io non gioco a calcio e praticamente non vi ho mai giocato, quindi non posso sapere, conosco però il mondo della corsa e la logica dei carichi di lavoro…forse nel calcio avviene diversamente? O forse è il caso di bussare allo stanzino dei preparatori atletici e, se proprio proprio non sostituirli, quantomeno rivedere i piani?
Sono anni che si ripete la stessa storia, sono il primo ad essere contento dei 6 anni di grazia che questa squadra ci regala, riveduta e corretta negli interpreti grazie ad una società avveduta, capace e moderna (chi sostiene il contrario, prima di criticare nuovamente, si vada a rivedere i numeri di Bilancio e ancor prima di vittorie, della gestione precedente. Si, anche quella della triade), ma il cammino europeo che pur annovera 2 finali in 3 anni, ci ha sempre svegliato sul più bello, mai con l’impressione di averla sfiorata, quella maledetta Coppa. Forse è giunto il momento di fermarsi e valutare l’attuale spogliatoio, fatto da persone di indiscutibile valore oltre che da professionisti ineccepibili o veri e propri Campioni e chiedersi qual è stata la reale differenza fra i nostri giocatori e coloro che abbiamo incontrato nelle finali che contano. Secondo me, a deficitare, non sono certamente carisma e tecnica, non sono schemi o la mancanza di Tizio o di Caio. Forse la freschezza atletica. Ecco, quella si.

 

Di Gianfilippo Alberti