Il Siviglia oggi: colpirli quando il ritmo si abbassa

di Jacopo Azzolini |

Sanchez Pizjuan

A Siviglia, contro un avversario che si sta seriamente candidando come outsider dietro Real Madrid e Barcellona, la Juve si gioca il primo posto del girone.

Che il Sanchez Pzjuan sia un campo difficile è cosa nota, ma non viene evidenziato abbastanza il divario tra il rendimento del Siviglia fuori casa e quello che invece riescono a tenere in terra andalusa. Basta pensare che nella scorsa stagione di Liga non hanno mai vinto fuori dalle mura amiche, ottenendo – di contro – successi di prestigio al Sanchez Pizjuan (vi caddero sia Real che Barcellona).

Finora Sampaoli ha vinto due volte in trasferta, con successi alquanto rocamboleschi contro Leganes e Deportivo. Lo score in casa è invece di praticamente solo vittorie, esclusa la sconfitta col Barcellona. Si è comunque trattata di una grande prestazione del Siviglia, che per un tempo intero ha messo sotto Luis Enrique.

Dopo gli esperimenti iniziali – conditi da risultati da Playstation -, Sampaoli sta trovando a pieno l’ossatura della squadra. Rispetto alla formazione essenzialmente contropiedista di Emery, questo Siviglia tiene molto il pallone tra i piedi, sfruttando quindi pienamente l’elevata presenza di fantasisti in rosa.

A livello di titolari, l’undici tipo è stato più o meno individuato, ma la flessibilità e variabilità della formazione andalusa consente al tecnico argentino di mutare spesso e volentieri lo schieramento tattico. Per dire, contro l’Atletico Madrid hanno giocato con la difesa a 3, due settimane dopo contro il Barcellona è stata adottata la difesa a 4.

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Oltre all’elevata qualità tecnica presente in rosa, i ritmi sono cresciuti sensibilmente rispetto alle prime uscite, ritmi che sono elemento indispensabile nel calcio di Sampaoli. La fortissima intensità consente al Siviglia di mettere le gare a proprie favore, adottando un atteggiamento più offensivo e fornendo un maggior equilibrio a livello generale, cosa che non succedeva all’inizio della stagione. Il pressing iper offensivo e la ricerca immediata della riconquista del pallone sono in grado di mettere in crisi qualsiasi squadra.

E’ proprio sotto questo punto di vista che per la Juve quello del Sanchez Pizjuan sarà un test molto importante, aldilà del risultato.  Finora, non sempre la retroguardia bianconera ha dimostrato di saper eludere la prima pressione avversaria in maniera efficace: quando i rivali la applicano con più intensità, spesso si assiste a una circolazione tanto lenta quanto orizzontale (viene in mente la gara con l’Inter).

Ebbene, sotto questo punto di vista, il Siviglia è uno dei peggiori avversari che possano capitare: contro il Barcellona, gli andalusi per larghi tratti del match hanno letteralmente impedito ai catalani di iniziare l’azione dal basso, con una pressione super e un costante successo nelle seconde palle.

All’andata, Sampaoli ha spiazzato tutti con le dichiarazioni pre match, scegliendo di adottare poi una formazione copertissima per ottenere il punticino. Ora però, fattore campo a parte, il tecnico argentino possiede tutti gli strumenti per impostare una gara diametralmente diversa, e la Liga lo ha dimostrato. Col Deportivo han riposato diversi uomini chiave (Vitolo è entrato nel secondo tempo), quindi dovrebbero essere tutti abbastanza freschi.

La Juventus dovrà essere brava e lucida nell’uscire palla al piede del basso e, a prescindere da quanto si soffrirà, bisognerà saper approfittare del momento giusto in cui colpire. Vero è che a tratti i ritmi del Siviglia rasentano il disumano, ma è altrettanto palese che è impossibile andare a mille per un intero match: come ha fatto il Barca al Sanchez Pizjuan, occorre pungere nei (fisiologici) frangenti di gara in cui il Siviglia tirerà il fiato.

Inoltre, l’attenzione va tenuta alta fino alla fine, visto che più volte gli andalusi hanno letteralmente ribaltato la partita negli ultimissimi minuti.