Sindrome da memoria calcistica selettiva: ormai è un’epidemia

di Riceviamo e Pubblichiamo |

sindrome supercoppa

Tra le malattie legate alla memoria, in Italia sta assumendo le proporzioni di una vera e propria epidemia quella che io definisco la “sindrome da memoria calcistica selettiva”. Non sono uno studioso di questo fenomeno, non avendo i titoli per farlo, quindi mi scuso anticipatamente con gli addetti ai lavori per eventuali imprecisioni o l’uso di termini non appropriati.

Cercherò di spiegarmi in parole povere, in quanto ciò che avviene è abbastanza semplice da descrivere. In pratica ad ogni partita che vede in campo i bianconeri, segue una lunga serie di lamentele per veri o presunti aiuti arbitrali, da parte degli avversari di turno. Tra i più colpiti dalla malattia, di certo vi sono i milanisti. Anche ieri, in una finale che la Juve ha vinto vivacchiando, ma è giusto non essere al massimo oggi vorrei dire ai detrattori di acciughina Allegri. A tal proposito lasciatemi peraltro ricordare dire che titoli alla mano, la vera Supercoppa si gioca ormai da 4 anni a Villar Perosa, tra Juve A e Juve B.

Ma torniamo a bomba sulla malattia. Anche ieri sono partite le lamentele su presunti rigori a favore, mentre è caduto l’oblio sul precedente tocco di mano di Zapata. Quindi sono partiti i solti refrain. Tutte le volte… Mi domando se nelle volte abbiano contato anche il gol regolare di Pjanic su punizione di due anni fa, inspiegabilmente e soprattutto ingiustamente annullato da una specie di VAR “ante litteram”. Anche quello rimosso

Quello che non è funzionale alla tesi viene dimenticato, anzi cancellato. Come la partita di tutte le ingiustizie, col famoso gol annullato a Muntari. Anche qui nessuno rammenta come nella stessa gara sia stata annullata una rete, altrettanto valida di Matri. La SMCS, la sindrome da memoria calcistica selettiva ha cancellato anche il fatto che il difensore milanista Mexes si rese protagonista di un brutto episodio all’intervallo, successivamente punito con tre giornate di squalifica grazie alla prova televisiva. Invece quel giorno giocò regolarmente il secondo tempo al posto di lasciare in inferiorità numerica i suoi compagni di squadra.

Con i se e con i ma non si fa la storia. Nemmeno quella calcistica. Impossibile stabilire con certezza che la seconda rete del Milan, annullata a Muntari avrebbe portato alla vittoria dei rossoneri o che Mexes non si sarebbe innervosito a metà gara. Oppure ottenere il risultato finale del match sulla base della somma algebrica degli errori.

Resta però una certezza, analizzare una partita, magari anche a ritroso di anni, parlando solo di quello che fa comodo, segnala un problema di onestà intellettuale. Io spero non sia così e che si tratti di qualcosa che sfugga alla volontà di chi ragiona così. Spero proprio sia una malattia. La SMCS. L’augurio è quello che la scienza trovi presto la soluzione per curarla. Un bel vaccino sarebbe l’ideale e comincerei la profilassi in molte redazioni sportive dove il grado d’infezione sfiora il 100%.

di Rodolfo Lollini