Sicuri sia tutta colpa di Maurizio Sarri?

di Milena Trecarichi |

La Juventus incassa la seconda sconfitta consecutiva in una finale, stavolta contro il Napoli di Gattuso. Sul banco degli imputati, nemmeno a dirlo, ci va Maurizio Sarri.

Siamo sicuri sia esclusivamente colpa sua?

L’allenatore bianconero non è esente da colpe sia chiaro, perché la partita giocata dal Napoli non è stata di certo una sorpresa, squadra corta, compatta, linee di passaggio chiuse, stesso canovaccio tattico visto in semifinale. Sarri ha cercato di fare all in schierando dal 1’ sia Cuadrado che Douglas, rimanendo così senza cambi in panchina realmente spendibili, per mutare l’inerzia a gare in corso.

Analizzando le sconfitte delle due finali perse, una contro la Lazio in SuperCoppa e l’altra contro il Napoli in Coppa Italia, balza all’occhio la differenza di qualità e assortimento tra il centrocampo della Juventus e il centrocampo delle suddette avversarie. Milinkovic-Leiva-Alberto da un lato, Ruiz-Allan-Zielinski-Demme dall’altro, da un punto di vista funzionale sono superiori ai centrocampisti bianconeri, eccetto il solo Bentancur.

Oltre alle mancanze a centrocampo, una riflessione accurata andrebbe fatta sulla presunta profondità della rosa. Il Napoli in panchina aveva due centravanti, due esterni, ricambi a centrocampo, ricambi in difesa, alcuni anche di buon livello(Milik, Allan, Manolas per citarne alcuni, a parte Lozano e Llorente).

La Juventus in panchina aveva Bernardeschi e Rabiot che faticherebbero a trovare posto anche nell’attuale Milan, Ramsey a mezzo servizio, Danilo, De Sciglio, Rugani e quattro primavera. Almeno 6-7 elementi della rosa sono palesemente a fine corsa, chi per sopraggiunti limiti d’età, chi per il ripetersi di continui infortuni, chi perché semplicemente non è da Juve.

Già l’anno scorso si è avuta questa percezione, emblematiche furono le sconfitte pesanti contro Atalanta in Coppa Italia e Ajax in UCL. Lo stesso Allegri tra l’altro aveva chiesto alla dirigenza un profondo restyling della rosa per aprire un nuovo ciclo, dirigenza che ha preferito cambiare guida tecnica senza rinnovare qualche elemento presente in squadra, peccando forse di presunzione e di sopravvalutazione di alcuni interpreti. Sarri necessita di interpreti adeguati alla sua proposta calcistica, se cambiamento doveva essere, questo andava supportato fino in fondo, anche con un mercato coerente alla filosofia calcistica del nuovo allenatore.

L’impressione è che si sia optato per la classica “terra di mezzo”, pericolosissima. De Ligt, per citarne uno ha speso parole importanti per Sarri, guarda caso uno dei pochi che si è adattato alle idee dell’allenatore bianconero. Perdere non è mai bello, ma per i processi è giusto aspettare la conclusione della stagione e non addossare le colpe soltanto ad una componente, ma ripartirle in modo equo.