Siamo tutti calabresi

di Massimo Zampini |

“Mi raccomando, eh, l’articolo per la nuova versione del sito”.

Ok, ma che scrivo?

Troppo tardi per commentare Palermo-Juve e le gambe troppo grosse di Dybala, che fortunatamente non gli impediscono ancora di crossare come si deve.

E’ passato un po’ anche dalla notte del San Paolo, lo scontro tra due delle quattro squadre che vinceranno lo scudetto (la corsa delle altre due veniva intanto solo temporaneamente stoppata da Atalanta e Sassuolo): gran Napoli all’inizio, grande finale dell’Inter in dieci. Stavo per scrivere i complimenti ai nerazzurri, sul serio. Lo stavo per fare perché, dopo un primo tempo troppo timido, hanno mostrato carattere, non hanno mollato fino all’ultimo secondo, hanno messo paura a una squadra in grande condizione, si sono mostrati pronti per lottare fino in fondo. Poi, in poche minuti, ne ho viste troppe. L’allenatore interista che accusa di incompetenza o malafede il moviolista Mediaset De Marco, che solo pochi anni fa faceva l’arbitro e, in perfetta buona fede, non vedeva dodici nerazzurri in fuorigioco sul gol decisivo di Maicon a Siena. Il direttore sportivo che sottolinea che gli errori cominciano a diventare troppi ma, testuale, “io non penso a disegni e non è nello stile della nostra società pensare a qualcosa di più”. E, stoico, riesce a terminare la frase rimanendo serio. Ore sull’espulsione di Nagatomo, nei soliti modi, secondo il solito copione. E allora niente, i complimenti saranno per la prossima volta.

Più recente è il Toro che raggiunge un’altra possibilità di vincere la Champions League, stavolta in Coppa Italia, il 16 dicembre. Ma che articolo ci si può scrivere?

Manca solo Milan-Crotone: sono obiettivamente in difficoltà, perché dubito che mi darà spunti, e quindi niente, lascerò in bianco il primo pezzo per il nuovo sito.

Il Milan soffre, segna e viene raggiunto, rischia seriamente di perdere ma alla fine vince ai supplementari.

E ora? Vado su twitter, alla disperata ricerca di ispirazione. Battute sul Milan, critiche alla formula della Coppa Italia, orgoglio calabrese…. ecco, ci siamo! Diversi account piuttosto seguiti, di persone solitamente divertenti e piuttosto aperte di mente, scrivono qualcosa del genere: “peccato per il Crotone, non potrà esserci il derby con la Juve”.

Mi cascano le braccia.

Scriverò di questo.

Ne ho già scritto, a dire il vero, dedicando al tema un paragrafo di “#sulcampo”, ma mi pare sia il momento di tornare sull’argomento.

Premessa numero uno: non ho origini del sud Italia.

Premessa numero due: non sono tra coloro che urlano al razzismo per ogni pur penoso coro da stadio.

Eppure, la reiterata battuta sullo juventino calabrese va oltre.

Perché, appunto, viene pronunciata anche da persone intelligenti, a freddo, senza il clima trascinante creato da migliaia di persone allo stadio. Il coro esiste perfino a Roma, non proprio al Polo Nord: “Siete tutti calabresi”. Altre volte si è trattato di uno striscione: “Juve in trasferta, Calabria deserta”. Stavolta – come cambiano i tempi! – ci siamo trasferiti sui tweet: i tifosi del Crotone sono anche juventini. In Calabria sono tutti juventini.

Esilarante, no? No di certo, ma tante battute non fanno ridere. Perché prendersela con questa?

Perché qui, pur se inconsciamente, c’è tutto: un misto di pseudo razzismo da quattro soldi, unito a scarsa conoscenza dell’argomento.

L’assunto, evidentemente, dovrebbe essere offensivo, per i calabresi e per gli juventini: noi, in poche parole, non dovremmo andare fieri del fatto che tanti calabresi tifino per la Juve.

Calabresi, eh, non lombardi, non del nord ovest o del nord est. Come mai? Facile, risponderà qualcuno: in Calabria tifano tutti per la Juve, altrove no. Ah, no?

Senza faticare troppo, basterebbe aprire wikipedia per leggere i risultati di una recente ricerca effettuata dall’Istituto Demos & Pi, pubblicata da Repubblica: da tale ricerca si evince che “i sostenitori della Juventus sono distribuiti in maniera pressoché uniforme su tutto il paese”. Snocciolando altri dati, il popolo bianconero è presente in percentuali simili in tutta Italia e “la Juventus risulta essere anche la squadra con il più alto numero di sostenitori in ognuna delle quattro regioni geografiche esaminate, avendo riscosso la maggiore percentuale di preferenze nel Nord-ovest (32,5%), nel Nord-est (25%), nel Centro (28,4%) e nel Sud e isole (29,5%)

Aggiungiamo: la regione con più Juventus club risulta essere la Lombardia, seguita da Piemonte e Sicilia.

Per non parlare dell’estero, dove decine di milioni di tifosi bianconeri sono sparpagliati in ogni continente e, tanto per fare un esempio che conosco personalmente, una larghissima rappresentanza di tifosi maltesi ogni due settimane prende il volo per Torino e invade lo Juventus Stadium.

Siamo (fieramente) calabresi, dunque, ma pure siciliani, piemontesi, veneti, toscani, marchigiani, campani, lombardi, asiatici e maltesi. E tanto altro ancora.

Consigli per nuovi slogan, tweet e striscioni: Juve in trasferta, Lombardia deserta.

Lo sfottò parrebbe sempre cretino ma leggermente più sensato, alla luce delle statistiche sopra riportate, e un po’ meno razzistello.

E la rima – fidatevi – viene fuori lo stesso.