Siamo un’altra cosa, anche se temiamo di no

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Da un anonimo e affezionato lettore

Poco fa mentre mi stavo facendo una spremuta ho avuto un momento di chiarezza, depurato dai timori che abbiamo per questa stagione incerta, che provo a condividere. Ho visto che stiamo facendo una cosa pazzesca, e che è normale che i tifosi abbiano paura e che proiettino quella paura su questa stagione, ma la Juve non è così. Temiamo incredibilmente che funzioni come boh, Ferrovie dello Stato, e invece la Juve è Apple, è Tesla, e osa, innova, apre strade, e il quotidiano ci può apparire fallace, ma la visione d’insieme però no.

La scelta di Pirlo, di rinnovare lo staff mettendoci i migliori, i giovani più preparati, è per andare su un altro livello. Non è per oggi, per questa stagione che si sta lavorando. L’obiettivo è cambiare, prendere tutto domani.

La fase 1 è chiusa, si è aperta con Delneri e si è chiusa con CR7 che atterra a Torino.

La fase 2 è appena all’inizio, vogliamo passare da essere tra i migliori a guidare il movimento tra 10 anni. Agnelli non vuole la Champions, Agnelli ne vuole 5. Agnelli non vuole il Decimo, Agnelli vuole il 50°. È così che ragiona lui, lo sappiamo, e basta guardare per vederlo anche.

E va bene avere paura che Marotta e Conte vincano lo scudetto, ma li abbiamo presi e lasciati quando era il loro tempo, oggi loro per il calcio globale sono mediocri, perché è gente passata, Marotta è un 65enne fissato con Darmian, è quello di Draxler e Witsel, e Conte è uno che urla e impazzisce e teleguida la squadra dalla panchina, non è più così che si fa. E va bene avere paura che Pirlo sia un bluff, ma lo ha scelto la stessa persona che ha scelto Conte dal Siena 10 anni fa, e lo ha circondato da uno staff preparatissimo, perché il calcio va in quella direzione, non c’è più solo un allenatore, c’è un team che gestisce una squadra, che sceglie moduli, formazioni, strategie, e non serve uno che fa tutto, serve uno che guidi, ci metta la faccia e sia vicino ai calciatori.

Va bene avere paura che Paratici non sia all’altezza, ma poi se guardi che cosa è stato Paratici per noi in questi 10 anni, chi ha scovato e preso, da Vidal a McKennie, ma certo che punti su di lui, ma è chiaro che la direzione è quella.

E va bene aver paura di aver “sprecato” CR7, ma per la Juve non è così. CR7 è uno status, ci posiziona e si posiziona, vuole unire la sua storia alla nostra perché lui lo sa che cosa siamo e saremo, e mentre noi cambiamo tutto e guardiamo ai prossimi 10 anni abbiamo il più forte di sempre con noi a tenerci nel Gotha di default, a portare la Juve in ogni luogo del mondo, a quello serve, prima ancora che per vincere, per prepararci a vincere. CR7 è per oggi e per domani, ed è ovvio che sia così, se non si guarda il tutto dal punto di vista del contesto italiano, se ci eleviamo un po’ sopra il fastidio degli sfottò e dei meme, sopra i Varriale e gli Ziliani, sopra il contesto becero nel quale la Juve deve competere in campionato.

Siamo un’altra cosa, ma temiamo di no, perché abbiamo paura, e ci sta di aver paura. Ma se si va oltre, si vede tutto un altro mondo, che si vede guardandoci indietro. E anche per questo ci fa bene questa stagione, ci fa bene mettere in prospettiva gli anni scorsi, riassaporare quanto vale ed è difficile una Serie A. Ci farà crescere ed evolvere, mentre gli altri pensano al massimo a galleggiare.


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