Sì, siete tutti pazzi

di Massimo Zampini |

Tra i tanti dopopartita surreali di questo inizio di 2017, Juve-Milan è stato uno dei più divertenti.

Un po’ perché, se proprio dobbiamo assistere a qualche lagna, è più bello dopo un rigore decisivo concesso al 94’ che per robette accadute magari un’ora prima.

Per di più all’esito di una partita splendida, dominata, con parate inverosimili di Donnarumma, una traversa e diversi palloni fuori di niente, con continuità vista raramente quest’anno, dai primi minuti fino agli istanti prima del momento decisivo. Con Asamoah che al 93esimo sembra la versione super di Alex Sandro, che è già super di suo; Higuain che nel secondo tempo sta per vincerla da solo più di una volta in tutti i modi, acrobazie comprese; Dybala in una delle sue migliori partite da quando è qui; Khedira che salva, imposta e a momenti segna pure; Pjaca che ci farà sempre discutere, perché segna poco, ma ha personalità e fa tante cose belle e divertenti ogni volta che gioca.
Statistiche devastanti, forse mai viste in uno Juventus-Milan degli ultimi anni.

Eppure, colpo di scena: si parte dalla moviola. Non l’avreste mai detto, eh? Come dopo il fantastico gol di Cuadrado con l’Inter e la entusiasmante reazione contro il Napoli in Coppa, immediatamente la partita svanisce, tutto il resto non esiste più.
95 minuti racchiusi in quel secondo: braccio largo o no? Congruo o no? E gli juventini, ingenui e timidi, ancora convinti che si possa discutere di certe cose con razionalità, come se gli interlocutori fossero in qualche modo interessati alla verità: “ma c’era prima il rigore su Dybala, Pasalic andava espulso e quel piede di Bacca… se l’arbitro avesse voluto favorirci, o quantomeno darci il nostro, lo avrebbe fatto prima, non credete?”.
Ah, giovani juventini, quante cose dobbiamo spiegarvi…

Stavolta, però, ho provato a mettermi nella testa degli avversari, per cercare di capirne lo stato d’animo (quello è facile, dopo questi 5 anni e mezzo) e i ragionamenti (più complicato, fidatevi).

Intanto in quella dei tifosi milanisti, ovviamente i meno “colpevoli”, perché comunque se perdi su rigore all’ultimo secondo ti rode, per i quali “è inutile, con loro va sempre così”.
E ho provato a chiedermi: ma quindi, se io fossi milanista, mi sarei dimenticato così il primo tempo? O avrei pensato che Dybala si fosse tuffato da solo? Chi lo sa, vallo a capire. E non ricorderei neanche la partita di andata, quando dopo un minuto di proteste avevamo fatto annullare un gol regolare e poi avevamo pure vinto la partita? E il match vinto grazie al rigore concesso per intervento di ascella di Isla? E il record assoluto di rigori a favore, anche in questi anni in cui non ho proprio l’attacco più invidiato del pianeta? Insomma, avrei dimenticato tutto e avrei il coraggio di dire che “con loro va sempre così”? Il tifo acceca fino a questo punto?

Ho provato a immedesimarmi in un tifoso della Roma o del Napoli, che magari ci crede (o anche dell’Inter, il quale sa che i campionati finiscono solo a luglio inoltrato e fino a là c’è speranza) anche se non vuole ammetterlo, guarda la partita distrattamente, un sussulto al gol di Bacca, Donnarumma prende tutto pure nel recupero, sale l’adrenalina e poi eccolo là, “il solito rigore nel recupero, questi non cambieranno mai”.
Mi sono chiesto se la frase l’avrei pensata sul serio o magari buttata là un po’ a caso, in preda alla rabbia e al sentire comune: mi sarei domandato quanti rigori avesse avuto la Juve quest’anno? Avrei saputo che fino a ieri erano solo 2 in 27 partite? E sarei andato a controllare quale fosse l’ultimo rigore decisivo nel finale? Oppure mi sarebbe bastato sfogarmi, così, con gli amici che annuiscono amareggiati, certi anch’essi che quello fosse stato “il solito rigore nel recupero” dei soliti noti?

Ho provato a essere Costacurta e Vialli, grandi ex delle due squadre, e magari fossi stato il primo non avrei voluto sembrare troppo milanista, il secondo troppo juventino, ma non so davvero se sarei mai arrivato alla loro medesima strabiliante conclusione: “è un rigore che per me non c’è, ma per il regolamento sì”. Secondo la legge dovrei pagare le tasse, ma secondo me no.

Ho cercato di capire cosa frulli nella brillante testa di Massimo Boldi per scrivere un tweet nel quale auspica un calcio in culo all’arbitro, ma appena mi sono accorto che non seguivo ancora Massimo Boldi e i suoi pensieri su Twitter – dove purtroppo non può nemmeno scoreggiare o chiudersi nell’armadio perché è arrivato il marito dell’improbabile amante – me la sono presa con me stesso e mi sono dimenticato tutto il resto.

La cosa più utile, tuttavia, è stata provare a mettermi al posto di alcuni giornalisti.

Ho tentato di capire come avrei ragionato da moviolista Gazzetta, se davvero avrei scritto anche io che il recupero andava sì prolungato da regolamento per l’espulsione di Sosa, ma un arbitro esperto non lo avrebbe fatto, per non incorrere in eventuali polemiche in caso di episodi successivi.
Quello è passato col rosso, ma vale la pena fermarlo, ascoltare le sue lamentele, magari pure dover replicare a un suo ricorso? Ma chi me lo fa fare? Molto meglio farsi una bella passeggiata tenendo la paletta abbassata! Ma sì, dai, al diavolo le polemiche, da vigile esperto preferisco non fermarlo, non sorbirmi quella lagna (“scusi, sto correndo in ospedale da mio nonna, la prego”, oppure un emulo dello Zio nel solito classico “non era rosso, sono passato quando era giallo, la voglio rivedere”) e godermi la giornata.

Mi sono immaginato tra quelli che fanno le domande a Montella (che in parte ci casca ma rimane più che dignitoso) e gli citano sempre e solo il rigore finale, meglio se con aria triste e amareggiata; al loro posto, mi sono domandato, gli avrei fatto presente che la sua squadra ha dato di matto dopo una partita in cui comunque, nel primo tempo, era stato negato un rigore netto ai rivali, che li hanno dominati dal primo all’ultimo minuto? Dopo che all’andata aveva avuto un favore clamoroso? Forse no, perché vedo che non l’ha fatto nessuno.

E ho tentato di immedesimarmi in un giornalista sportivo della Rai, dunque teoricamente sopra le parti, per il quale ok, manca un rigore alla Juve ma Massa nel recupero si “inventa di tutto” (?), “allunga il recupero” (!) e concede un “penalty incredibile”. Sono tutti pazzi, si chiede, o magari hanno ragione a lamentarsi con la Juve e quindi nel calcio italiano c’è un problema?

Ho provato a capire, ma entrando nella sua testa mi sono accorto che era molto più tifoso, meno sereno e responsabile di me: così, alla fine, ho avuto la conferma che un problema nel nostro calcio esiste davvero.
E pure grosso.
Ma non è quello che pensa Varriale.