Sì Ronaldo, no party

di Willy Signori |

Casa Signori. Interno notte. Willy si gira nel letto, scrolla la spalla della signora Signori, le dice “ma ti rendi conto che CR7 ha scelto di venire alla Juve?
Silenzio, poi la risposta, irripetibile ma sincera, con lei che lo manda sonoramente a stendere scommettendo i suoi resti (suoi di lui ovviamente) che manco ai tempi del loro primo incontro l’emozione fosse così tanta.

Grandi avvenimenti richiedono grandi celebrazioni e quindi un secondo dopo l’annuncio ufficiale comparso sul sito del Madrid si comincia a parlare subito di presentazione in grande stile.
“il più grande acquisto della storia della Juve merita la più grande festa possibile”.
E via che parte il gran premio delle indiscrezioni, delle soffiate, delle insiderate, di quelli che conoscono il tipo che c’ha un parente che lavora per la società a cui hanno commissionato il gioco di luci per lo Stadium. O il conoscente del bar che ha il figlio che ha un amico che lavora per la società che fa sicurezza per gli eventi allo Stadium a cui hanno detto di tenersi libero per tal giorno a tal ora. Va così.
Ingresso a pagamento si vocifera (“che scandalo!”), ma solo per contenere il flusso di presenze che già si presume incalcolabile.

“Festa prevista per lunedì 16, a breve news sul sito ufficiale” e via di refresh costanti con buona pace dei server già sovraccarichi di accessi quasi quanto una pagina di Juventibus è piena di banner.

Poi di colpo la botta che non ti aspetti: “la festa è annullata”  l’annuncio ferale, improvviso, stentoreo, inaspettato.
Non ci sarà alcun comunicato “perché la festa era un’idea, non un programma“. In realtà non ci saranno comunicati perché la Juve non ha niente da comunicare a nessuno, la Juve ha da fare, sempre e comunque.

Numerosi gli scontenti, tra cui chi vi scrive, perché questa era un’occasione unica in 121 anni di storia e andava celebrata degnamente davanti al mondo intero (perché di globo stiamo parlando).
È vero che nel recente passato Juventus FC ci ha insegnato che “unica” non fa rima con “ultima” e chissà che a certi colpi dovremo farci l’abitudine, ma che bello sarebbe stato celebrare insieme il ritorno definitivo nel privé delle grandi.

Chi non rimane deluso mai però è il tifoso aziendalista, uno win-win con le gambe:
La festa si fa? Giusto celebrare, brava Juventus FC
La festa non si fa? Giusto non celebrare, brava Juventus FC
Che bello avere certezze.

Ovviamente anche qua parte la corsa alle spiegazioni;
1) Andrea Agnelli ha detto di no perché non è giusto mettere un giocatore al di sopra del gruppo (come se gli altri non sapessero che CR7 conosce il futuro perché è lui che scrive la storia e non passa col rosso: semplicemente anticipa il verde);
2) Non ci stavano coi tempi;
3) Cristiano Ronaldo ha preferito non fare la festa perché vuole mostrare sul campo quello che vale.
Quest’ultima versione merita attenzione perché è così carica di melassa e retorica da sembrare uscita da un incrocio tra Operazione Nostalgia, Sfide e Dio Tifa il Boca: Il più grande giocatore del mondo (o uno dei pochi) uno a cui non piace celebrare le proprie vittorie personali (manco poco) rinuncerebbe alla venerazione dei suoi nuovi tifosi.
Però l’ha detta Chiringuito TV, che assieme a Luca Fausto Decimo Meridio, è assurto al livello di Principe del Reale Segreto, quindi dev’essere vero per forza.
E qui CR7 veste definitivamente la tuta operaia bianconera, il supereroe che non ha paura di sporcarsi le mani, salva il soldato DeSciglio dalle mani del mostro nemico, accompagna Sturaro sull’asteroide per l’estremo sacrificio, lo lascia là e poi torna indietro, a casa da Georgina.
Cristiano Ronaldo Dos Santos Aveiro, il calciatore più famoso del mondo, l’uomo che si è fatto dio, un’azienda con le gambe abbraccia l’ideologia bianconera e ne diventa principale esponente: niente cerimonie, siamo juventini, piemontesi, tosti e ci piace festeggiare a maggio. I trofei. Mica come a Madrid, dove in effetti distratti da tutte ste celebrazioni si dimenticano di vincere qualcosa…
Madeira, provincia di Torino. “it’s coming home”.
Potere della retorica… e di Chiringuito TV.

Quindi niente festa, solo la presentazione, 15 minuti di domande, tra cui l’immancabile “quanti scudetti ha la Juve?” e tutti a casa.
Noi di Juventibus comunque, saremo lì.
Come hanno commentato i giornalisti nostrani la notizia?
Segue breve rassegna:

Di Marzio “filtra ottimismo per il passaggio di CR7 alla Juve, Agnelli ha il sì del giocatore, resta da sciogliere il nodo della richiesta del club spagnolo. In caso di esito positivo dell’operazione, grande festa allo stadio Delle Alpi“.

Filippo Ricci “qui in Spagna se ne parla solo a pagina 22. Tra titoli, sommari, occhielli, richiami, la parola FESTA non appare mai”.

Alfredo Pedullà “incredible: no party for ronaldo. it’s strange because i knew of sure. more news a little bit ‘later, with more comfort. The thought goes to the light jockey, with friendship”.

Carlo Laudisa “barista, un altro!”.

Paolo Bargiggia “Approvo la scelta autoctona e conservativa della #Juventus di non festeggiare l’arrivo dello straniero #Ronaldo. W il duce, ritorneremo!”.

Xavier Jacobelli “Ancora una volta Tuttosport arriva primo sulla notizia, qualunque essa sia. Momblano non esiste”.

Romeo Agresti “Che me ne fotte della festa, sono collega della Leotta”.

Maurizio Crosetti “Secondo me Ronaldo si è stancato di fare feste e non vincere niente”.

Tancredi Palmeri “WORLD EXCLUSIVE: festa annullata, ho le chat coi disc jockey!”.

Maurizio Pistocchi “festa annunciata e poi annullata. E la guardia di finanza tace”.