One more year? Sì e no a Caceres

di Juventibus |

[xtab box_title=”DATE UN ALTRO ANNO A CACERES” text_color=”#ffffff” bg_color=”#000000″] [xtab_item title=”Claudio Pellecchia”][/xtab_item][/xtab]

Di Massimiliano Allegri tutto si può dire tranne che non sappia le reali potenzialità (e, si conseguenza, l’importanza nell’economia di squadra) di ogni singolo membro del gruppo di giocatori che ha a disposizione. Per questo non dovrebbe stupire che sia stato proprio lui a spingere con la dirigenza per rinnovare il contratto a Martin Caceres. Seppur di un solo anno, a cifre contenute e con bonus legati alle presenze.
Un gesto di grande riconoscenza nei confronti di un ragazzo che, a dispetto di qualche gimcana fuori dal campo non proprio da professionista, ha sempre risposto presente quando è stato chiamato in causa. Ma anche la soluzione più logica per evitare, un domani, di doversi pentire nel constatare di aver regalato, magari a una diretta concorrente, un giocatore sul cui valore non si dovrebbe nemmeno cominciare a discutere.
Perché Martin Caceres è un gran giocatore. Un difensore che sarebbe titolare fisso quasi ovunque e che a Torino fa la riserva solo perché davanti ha la difesa titolare della Nazionale e perché, di tanto in tanto (forse troppo), si ritrova a dover pagare il tributo a una fragilità fisica difficilmente spiegabile. Sia con la preparazione di Conte che con quella di Allegri.
Ma diamo un’occhiata ai numeri. Nella sua seconda vita bianconera (quattro stagioni e mezza) l’uruguagio ha disputato 87 partite (62 in campionato, 10 in Coppa Italia, 15 tra Champions e Europa League) segnando 6 gol. Molti dei quali belli e importanti, come la doppietta al Milan nella sua prima gara di Coppa dopo il ritorno nel gennaio 2012, la rete grimaldello contro l’Inter nel 2-0 di qualche mese più tardi, addirittura due al Napoli in gare diverse (20 ottobre 2012-9 gennaio 2015) ma ugualmente importanti. Siamo nella media delle 20 gare a stagione: l’assoluta normalità, al netto della fragilità muscolare, per una riserva.
E che riserva: tempista nell’anticipo, bravo a tenere nell’1vs1 tanto nel breve quanto sull’allungo, uno dei pochi nel reparto a non andare in difficoltà quando si passa dalla difesa a tre a quella a quattro, ottima tecnica di base che, unita alla duttilità innata, gli consente di tornare buono tanto da terzo centrale quanto da esterno a tutta fascia (come nel primo 3-5-2 contiano). Errori? Pochi: grave quello che permise, nella Champions del 2013 culminata nell’omerica nevicata di Istanbul, a CR7 di pareggiare il rigore di Vidal (gara poi finita 2-2), dimenticabile la diagonale sbagliata che consentì a Sansone di freddare Buffon in un Parma-Juve 1-1. Poi tanta concretezza e solidità, condito da quel rigoroso silenzio nei periodi di panchina e tribuna che ne fanno il ricambio di lusso che tutti gli allenatori vorrebbero avere. Allegri compreso.
Ecco perché l’eventuale rinnovo, a certe condizioni, appare un atto dovuto. Caceres ha già dimostrato di essere da Juve. Deve solo continuare a farlo.

 

[xtab box_title=”NO MORE MARTIN” text_color=”#ffffff” bg_color=”#000000″] [xtab_item title=”Giacomo Scutiero”][/xtab_item][/xtab]

Un anno fa scrivevo che l’uruguagio è un dodicesimo uomo di alto livello tecnico-tattico. Non faccio dietrofront, ma non può esserlo a vita. L’ho soprannominato razzo senza base: graffiato, soddisfatto, ricaduto, singhiozzato, sfigato, fesso.

La provocazione
Paolo DE CEGLIE inizia a giocare nella Juventus in Serie B e da lì conta sette stagioni in bianconero, di fatto mai con la maglia di titolare:
128 presenze – 7584 minuti (59.2′ medi/90)

Martín CÁCERES è alla sesta annata a Torino, di fatto mai (se non la primissima stagione con Ciro Ferrara nel 2009) con la maglia di titolare e il più delle volte NON perché l’allenatore non l’avrebbe schierato:
110 presenze – 8094′ (73.5′ medi/90)

L’accostamento non è ardito, è folle: il sudamericano è N volte migliore del torinese per tecnica, tattica, esperienza, fisico, eccetera. E seppur giochi di rado, quando è chiamato in causa offre performance di livello alto e mediamente per oltre 3/4 di gara.
Il «Però» è pesante: Cáceres è quasi totalmente inaffidabile. Ancora ricordo a memoria il messaggio Whatsapp di una mia amica di Moncalieri: «Vedessi come è conciato stasera al Cacao Disco Club…».


La «continuità» in campo

Infortuni


La «continuità» extra campo
2013→ Passa il semaforo lampeggiante arancio e colpisce un’auto con tre giovani: trauma cranico e taglio in testa per lui, Porsche distrutta e ingresso della metropolitana danneggiato
2014→ Non dà la precedenza a un incrocio, tamponamento senza conseguenze
2015→ Dopo una serata andata per le lunghe, va fuori strada e si schianta alla fermata dell’autobus: lui illeso, palo giallo divelto


Nell’ultimo caso off-limits, cinque mesi fa, la Juventus ha preso provvedimenti mettendolo fuori rosa:«Cáceres ha fatto una cazzata ed è stato giustamente punito. Quando un giocatore è fuori (era al solito infortunato, ndr), deve pensare solo a guarire e recuperare» (cit. Pavel Nedvěd).
A febbraio dicevo che Martín ha un’unica chance di permanenza: il rinnovo del contratto in bianco nel senso che la Juve decide su tutto, durata e cifra (minima). L’attuale scade il 30 giugno e lui può recuperare dall’infortunio non prima di luglio, vedremo…

Due righe non disfattistiche? Nella rosa bianconera è uno dei pochi ad aver vinto la Champions League: gli altri sono Evra, Khedira, Morata e Mandžukić. Qualcosa può voler dire, ma giustamente questo lo ricordano solo io e pochi altri.