Dico sì al Conte-bis

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Sono passate non molte ore dalla notte più buia, quella che ha sancito il destino europeo della prima Juve di Cristiano Ronaldo. È finita male, malissimo, con l’Ajax di ten Hag in festa e il tifo bianconero (ma non solo) a testa bassa dopo l’ennesima delusione europea. È partita dunque la caccia al colpevole, che in molti individuano in Massimiliano Allegri. Non pare però dello stesso parere la società, che nell’immediato post partita ha prontamente confermato il tecnico livornese con tanto di autodeterminazione di Allegri stesso: “Resto, l’ho già detto alla società“.

La convinzione per un ulteriore capitolo dell’era allegriana non sembra dominare così nettamente, quantomeno nelle aspettative di un pubblico che mai ha amato in maniera totale un allenatore che, unitamente alla dirigenza, ha avuto comunque il merito di cucire su misura un nuovo appeal alla Juve, innalzandola alla portata di chi, non molto tempo fa, sembrava impossibile da raggiungere (leggasi alla voce CR7).

Fatta questa dovuta precisazione, in caso di cambio della guida tecnica diventa necessario capire chi potrà davvero essere il nuovo condottiero in grado di esaltare lo Stadium e magari tentare, finalmente con successo, la corsa a quella meravigliosa ossessione chiamata Champions League. Non sono molti i tecnici liberi da vincoli, ma tra questi ce n’è sicuramente uno che proprio allo Stadium ha scritto pagine di storia: Antonio Conte.

La brusca separazione dell’estate 2014 appare ormai lontana non solo dal punto di vista temporale. Il lavoro di grande diplomazia messo in atto dal vicepresidente Pavel Nedved per riavvicinare il tecnico dei 102 punti alla presidenza potrebbe aver dato i suoi frutti (anche se per Andrea Agnelli il prescelto sembrava essere Zinedine Zidane, accasatosi nuovamente al Real Madrid), insomma rivedere Conte in bianconero non sembra poi così impossibile. Del resto un grande allenatore del passato che torna a guidare la squadra non sarebbe certo una novità per la società più vincente d’Italia: successe già con Trapattoni – richiamato dopo il flop Maifredi – e con Lippi, rientrato a Torino dopo la disastrosa esperienza all’Inter. Non due nomi banali, bensì gli unici in grado di regalare la tanto sognata Champions League alla Juventus (perdendo anche delle finali, non va dimenticato).

C’è chi storcerà il naso di fronte ad un’eventuale Conte bis, ricordando l’eliminazione dalla Champions in un girone con Copenhagen e Galatasaray oppure la grande occasione sciupata in Europa League, con la finale di Torino svanita contro il Benfica e sacrificata sull’altare dei 102 punti. Tutto vero, così come è vero che Antonio Conte oggi è un allenatore diverso migliorato dalle esperienze internazionali vissute prima con la Nazionale e poi con il Chelsea. E poi, e questo non va assolutamente sottovalutato, rimane comunque un uomo Juve, “uno di noi”, e non è poco quando si ipotizzano dei clamorosi ritorni a casa (Bonucci e in maniera minore Caceres sono esempi lampanti).

Dopo i ritorni di Trapattoni e Lippi (seppur in seguito a gestioni non vincenti, al contrario di quella di Allegri) anche il ritorno di Conte potrebbe rappresentare quindi la soluzione migliore per la Vecchia Signora, con l’augurio che l’ex capitano possa eguagliare in campo europeo gli illustri predecessori. Corsi e ricorsi storici, Conte di nuovo alla Juve? Forse è la storia che ce lo chiede…

Di Roberto Vassallo