Si agli scudetti, no ai luoghi comuni

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Di Luca Ottino

Messo in cascina l’ottavo scudetto consecutivo, eccoci a ripercorrere  con la mente (e con il cuore) alcune sensazioni che questo straordinario risultato ci ha, inevitabilmente, suscitato.

1. “Vincere lo scudetto è il minimo sindacale per una squadra come questa”

Affermazione molto in voga tra noi juventini ultimamente, che sarebbe assolutamente veritiera e condivisibile, se non fosse che noi questo squadrone leggendario ce lo siamo creati, anno dopo anno, stagione dopo stagione. Sulle macerie della Serie B, dopo il baratro economico-finanziario (oltreché dramma sportivo) causato da Calciopoli. Quanti di noi, durante quei tremendi anni dal 2006 al 2011, si erano trovati a domandarsi “chissà se torneremo mai“, piuttosto che “chissà quando torneremo ad essere minimamente competitivi“…ed eccoci qui, a festeggiare l’OTTAVO SCUDETTO CONSECUTIVO, condito da 4 Coppe Italia e 3 Supercoppe Italiane. Con Cristiano Ronaldo in squadra. TUTTO QUESTO…SENZA UN ABRAMOVICH OD UNO SCEICCO CHE DALL’OGGI AL  DOMANI RENDONO TUTTO SEMPLICE A SUON DI MILIONI. Tutto questo è frutto  di lavoro, di attenzione, di programmazione, di progettazione. NESSUNO CI HA REGALATO QUALCOSA. Ce lo siamo andato a cercare, ci abbiamo lavorato con solerzia e sagacia, lo abbiamo desiderato fortissimamente. Ed infine, lo abbiamo conquistato. Tutti insieme, a godere di una  striscia-record quasi irripetibile nei secoli a venire!

2. “Quello squadrone, caro Mister Allegri, vincerebbe anche con la mia estetista in panchina”

Di solito, chi dice così è perché non ha troppo idea di cosa significhi  allenare. E questa non è una colpa, ci mancherebbe! Citerò qui di seguito alcuni fatti storici inequivocabili, che sconfessano in tutto e per tutto questa tesi, perché dimostrano come una squadra affidata ad uno piuttosto che ad un altro…cambia radicalmente il proprio rendimento dal trionfo assoluto allo sconforto più desolante. Ne citerò solo alcuni, ma a onor del vero l’elenco potrebbe essere talmente lungo che bisognerebbe redigere un articolo solo per questo argomento:
Real Madrid 2004: dopo lo splendido ciclo di trionfi targati Heynckes e Del Bosque, vincitori di 3 Champions in 5 anni (1998 -ahinoi- 2000 e 2002, con la semifinale del 2003), la squadra viene rinforzata notevolmente con l’arrivo di David Beckham e Michael Owen…la panchina  era stata affidata a Carlos Queiroz, già assistente al Manchester United. Chiedete ai madridisti come ricordano la stagione 2004/’05. E cosa pensano dell’operato del tecnico portoghese.- Manchester United 2013: dopo l’infinita storia d’amore con il leggendario manager Alex Ferguson, la squadra Campione d’Inghilterra si affida (su consiglio dello stesso Ferguson) a David Moyes e non cambia una virgola del proprio organico. Chiuderà l’anno successivo con un
anonimo 6.o posto…
Inter 1998/’99: Gigi Simoni, considerato da molti l’artefice delle sfortune del club, viene allontanato con prepotenza e la squadra viene affidata a Lucescu. Poi ad Hodgson. Terminando ottava.
Inter 2010: post Triplete, viene ingaggiato Rafa Benitez: uno che ha vinto tanto ed in molti posti, uno che ne capisce parecchio. Fu il disastro…eppure, la squadra era quella dell’anno prima.
Porto 2004: per la squadra vincitrice della Champions League si rinforza notevolmente con gli acquisti di Diego, Quaresma, Seitaridis, Luis Fabiano e Meireles...la stagione si concluderà con il secondo posto in campionato e 2 cambi di tecnico.
Barcellona 2000 (lascio questa storia per ultima perché è drammaticamente simile a qualcosa che serpeggia tra i nostri pensieri):
in seguito al cambio di Presidente (da Nunez a Gaspart), il pluridecorato ma mai amato Louis Van Gaal viene sostituito a furor di
popolo con uno dei beniamini del pubblico blaugrana, Serra Ferrer. Al quale viene affidata la squadra che nei 3 campionati precedenti ha collezionato (nonostante la cessione di Ronaldo all’Inter) 2 titoli di Campione di Spagna e un secondo posto, condito da Coppa del Re, Supercoppa Europea e semifinali di Champions League. La sontuosa campagna acquisti vide arrivare a Barcellona il Campione del Mondo Emmanuel Petit, il talentuoso centrocampista dal Valencia Gerard ed il promettente portiere Richard Dutruel. La stagione si rivelerà letteralmente disastrosa, con sconfitte in serie e l’esonero del tecnico catalano a favore di Carles Rexach.

Cosa voglio dire elencando questi fatti? Che non sempre cambiare un allenatore vincente ha portato risultati positivi. Poi chiaramente, potremmo anche affermare l’opposto…questione di punti di vista. Però tant’è!

3. “Comprare Cristiano Ronaldo per vincere solo lo scudetto è come pagare Belen per darle un bacetto”

Sarebbe come a dire, nel tennis, “stagione transitoria per Roger Federer, che non ha vinto altro al di fuori di Wimbledon” o, per chi ama il maiorchino, “stagione negativa per Rafa Nadal, il quale vince solo il Roland Garros“. Secondo me lo scudetto è la base più importante: voglio vedere chi di noi, la mestissima sera del 22 aprile 2018, dopo il gol di Koulibaly ha detto “ma sì, chissenefrega, tanto dello scudetto non mi interessa e ormai la Champions è andata“. Vincere lo scudetto è fondamentale. Sempre. E comunque: la prova definitiva sta nel fatto che, ormai, la nuova prontiera dei nostri detrattori antijuventini è auto-definirsi “scarsoni” pur di non dare alla Juve il merito della vittoria. Equivale a sentir dire al marito impotente ed obeso “bella forza che vai a letto con mia moglie, è brutta ed antipatica“!

Queste sono le mie, personalissime, idee in merito alle 3 frasi che più mi trovo ad argomentare con gli amici juventini…chiaramente non pretendo che siano la verità assoluta, è solo un modo per esprimere le mie opinioni a riguardo.

FINO ALLA FINE
FORZA JUVENTUS


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