Perché la Juventus sta cercando Eldor Shomurodov?

di Alex Campanelli |

Shomurodov

Tra i vari nomi emersi per l’attacco della Juventus, quello di Eldor Shomurodov è sicuramente il più sconosciuto e il meno blasonato a livello internazionale; l’attaccante in forza al Genoa è però un giocatore dalle caratteristiche particolari, finito non a caso nel mirino dei bianconeri, un profilo che potrebbe sposarsi bene con tutti gli altri componenti del reparto avanzato della Juve.

25enne nato a Jarkurgan, nella regione uzbeka del Surkhandarya, Shomurodov è approdato in Italia un po’ a sorpresa quest’estate, acquistato dal Genoa per 7,5 milioni di euro dai russi del Rostov, coi quali aveva già disputato 9 partite in questa stagione grazie alla calendarizzazione differente tra Russia e Italia. Pur avendo già militato per 2 club, può essere tesserato dalla Juventus grazie alle nuove regole della Fifa che permettono di giocare con 3 club diversi nella stessa stagione.

In patria è stucchevolmente soprannominato “il Messi uzbeko”, ma tra i paragoni più calzanti c’è quello di Fabio Caressa che l’ha accostato a Josip Ilicic, con il quale condivide l’altezza (raggiunge il metro e 90) e la visione di gioco da fantasista più che attaccante. Rispetto allo sloveno dell’Atalanta Shomurodov dispone di meno colpi ma è decisamente più veloce e potente in progressione, nel suo gioco è possibile rivedere il brasiliano ex Porto Anderson Talisca, al momento in forza ai cinesi del Guangzhou.

La progressione con cui Shomurodov spacca in due la difesa della Lazio è da Morata, la palla dentro per Destro è invece da Ilicic, da giocatore che vede la giocata tra le linee, quando molte punte o ali avrebbero cercato il fondo per escludere dal gioco anche il marcatore accorrente.
  • Il numero 61 (scelto in quanto codice identificativo dell’oblast di Rostov) del Genoa è dunque un attaccante atipico, capace di giocare con qualsiasi compagno di reparto. In rossoblu, quando in campo con lui ci sono Destro o Scamacca, Shomurodov gioca praticamente da seconda punta, che non riceve palla alta dai difensori per tenerla e fa a sportellate coi marcatori (non il suo fondamentale preferito, nonostante la stazza), mentre funge da riferimento centrale quando in avanti gravitano intorno a lui Pjaca o Pandev. Nella nazionale dell’Uzbekistan, della quale è a mani basse l’elemento più talentuoso, Shomurodov giostra anche da trequartista unico del rombo o del 4-1-3-2, con ampia licenza di svariare a piacimento su tutto il fronte offensivo.

Tra i suoi colpi migliori ci sono sicuramente l’imbucata tra le linee per i compagni e il gioco spalle alla porta, non solo sfruttando il fisico come ci si aspetterebbe, ma con alleggerimenti di prima, cambi di gamba rapidi a disorientare i marcatori o addirittura veli a favorire l’inserimento del compagno di reparto. Un attaccante molto associativo, magari non utilissimo in fase di ripiegamento, ma che può aiutare la squadra nelle fasi di costruzione e di rifinitura grazie a un’ottima percezione delle posizioni dei compagni e degli spazi liberi.

Contate le volte in cui Shomurodov gioca con successo la palla di prima.

Shomurodov non è un goleador, sin qui ha messo a referto 2 gol e 2 assist con la maglia del Genoa, e sia in Russia col Rostov che in Uzbekistan col Bunyodkor non ha mai superato le 12 reti stagionali in tutte le competizioni. A mancargli, più della freddezza nell’area piccola, è proprio l’attitudine a buttarsi dentro e ricevere l’ultimo passaggio (guardate con che sdegno appoggia palla a porta vuota qui), gran parte delle sue reti arrivano con conclusioni più elaborate, o sfruttando delle respinte su tiri o cross altrui, o grazie a colpi di testa precisi e potenti. Shomurodov è molto forte nel gioco aereo dentro l’area di rigore, ma non è un attaccante che ama far sponda di testa sulla trequarti o staccare di potenza sugli avversari, preferendo sfruttare il tempismo nello stacco e l’abilità di indirizzare la palla dove vuole.

In questa rete d’esterno da posizione impossibile c’è la scintilla di genio e di follia che caratterizza molte delle scelte di Shomurodov, una conclusione totalmente controintuitiva ma che proprio per questo spiazza il portiere.

L’abbondanza nel reparto avanzato del Genoa non ha permesso sin qui all’ex Rostov di ritagliarsi con continuità uno spazio da titolare, complice un comprensibile periodo di ambientamento, e non è assolutamente detto che un calciatore che ha sin qui militato in realtà minori possa integrarsi nella Juve. Shomurodov soffre le marcature strette, potrebbe faticare nell’attaccare retroguardie assembrate sulla propria trequarti come spesso capita alla Juventus, e in generale rappresenta una scommessa, com’è naturale per un giocatore che si trova in Italia da poco più di 4 mesi e a curriculum ha solo una decina di partite in Serie A.

Dal punto di vista umano/professionale, c’è ben poco da eccepire su “Shomu”; figlio e nipote di calciatori, è un appassionato di Tolstoj e della letteratura classica, studia costantemente italiano dal giorno del suo arrivo nel nostro paese e sembra assolutamente conscio di aver ancora tantissimo da imparare, senza pretendere alcun tipo di spazio o minutaggio.

Un ragazzo umile e completamente immune dalla follia collettiva scatenatasi in Uzbekistan al suo arrivo in Italia, che si ripropone ogniqualvolta Eldor si rende protagonista di un gol, un assist o una giocata decisiva e che raggiungerebbe picchi inimmaginabili in caso di un suo approdo alla Juventus.

Eldor Shomurodov è un profilo completamente diverso dai vari Pellè, Quagliarella e Llorente: una scommessa, con nulla da perdere visto che arriverebbe in prestito, ma anche con grandi margini di miglioramento e molte qualità che sembrano renderlo l’attaccante ideale per fare da quarto uomo in avanti insieme a Cristiano, Morata e Dybala, ai quali saprebbe integrarsi in maniera naturale. Una scelta coraggiosa, ma anche sensata, un rischio calcolato che completerebbe ottimamente l’attacco a disposizione di Pirlo, al netto delle capacità di ambientamento del ragazzo in una dimensione per lui totalmente nuova e gigantesca come la Juventus.