Cosa aspettarsi dal ritorno: 3 ostacoli e 3 sfide

di Milena Trecarichi |

Con la vittoria sofferta a Roma la Juventus è campione d’inverno a 48 pt., due in più dell’Inter di Conte.

Un girone con pochi picchi (la vittoria in casa Inter, il primo tempo col Napoli, le goleade Cagliari e Udinese) e con altrettanti “bassi” (pari a Firenze e Lecce e in casa col Sassuolo, la batosta dalla Lazio), più una serie di vittorie di stretta misura, in rimonta o in sofferenza.

Cosa aspettarsi dal girone di ritorno, e dal primo snodo di stagione (Febbraio/Marzo)?

La Juve dovrà massimizzare le gare da qui allo scontro diretto contro l’Inter, anche grazie all’assenza della Champions. Gli ostacoli di questo percorso ideale per staccare l’Inter e superare gli ottavi con un abbordabile Lione, sono quelli che Sarri non è ancora riuscito a scavalcare del tutto.

OSTACOLI E INSIDIE

LE DEFEZIONI: ultima quella di Demiral, cronica quella di Chiellini, troppo frequenti quelle di Douglas Costa e De Sciglio, per tacere di Khedira;

L’APPROCCIO: la differenza di approccio e di concentrazione tra alcune gare di A e quelle di UCL;

I DUBBI TATTICI: con la presenza di Ramsey, siamo tornati al 4312 che stentava a decollare con Bernardeschi. Il tridente pesante che ci ha illuso e poi deluso velocemente, complice il calo di Higuain e una squadra non pronta a reggere i tre big davanti. L’altro 433, con uno tra Douglas o Cuadrado, è troppo legato alle condizioni del brasiliano o alla tenuta difensiva del connazionale Danilo.

La prima insidia, oltre alla trasferta di Napoli (ultima in casa di una “presunta” big) arriverà proprio dalle gare prima e dopo gli ottavi UCL, contro squadre in lotta per la salvezza (Spal, Lecce, Genoa), semplici solo sulla carta, ma che all’andata sono state affrontare sotto gamba.

Nel ritorno le aspettative dell’ambiente si alzeranno notevolmente, perché verrà meno il beneficio dell’attesa per Sarri. Parallelamente al bisogno di vittorie, la Juve sarà chiamata ad una continuità di prestazioni e una stabilità nel modulo, visto che Sarri ha un girone alle spalle di studio della rosa.

SFIDE ED OPPORTUNITA’

Il centrocampo è il reparto che ha convinto meno, perché, come lo stesso Sarri ha detto, anche alcune fragilità difensiva sono state causate dalla scarsa protezione dei 3 in mezzo.

I NUOVI. Il salto di qualità passerà dalla crescita psico-fisica, tattica e tecnica di Rabiot e Ramsey, che superati i problemi fisici, ha lo scoglio del nuovo ruolo. Passare dall’essere una mezz’ala di inserimento in Premier a fare il trequarti in A, in una squadra che porta l’avversario a schiacciarsi, è un’impresa non da poco, con linee più chiuse e uomini sempre addosso. L’altro è quel Danilo finora sembrato una meteora.

I RECUPERI. Se il mercato è davvero chiuso, sarà fondamentale recuperare uomini come Emre Can, finora escluso dal progetto, e riadattare Bernardeschi a mezz’ala. Inoltre, con Demiral fuori ed in vista del recupero graduale di Chiellini, anche un altro escluso, Rugani, rientrerà nelle rotazioni.

GLI INFORTUNI. A inizio stagione Sarri aveva indicato, oltre a Cristiano, due perni: Chiellini e Douglas Costa. Il mister ha sopperito al mese di acciacchi di Cristiano e ad un girone senza il capitano e l’uomo spacca partite, in modo brillante sul piano dei risultati, ma non delle certezze tattiche. Ora Douglas dovrà dimostrare di essere un giocatore su cui poter ri-contare sul piano fisico.

Continuità di prestazioni, stabilità tattica,  crescita dei nuovi (Ramsey, Rabiot, Danilo), recupero fisico di giocatori cruciali (Douglas, Chiellini, Khedira) e recupero “mentale” di altri (Can, Bernardeschi, Rugani).

Sfide su cui la Juve non può attardarsi, visto un Inter tenace e pronta a rinforzarsi e visto che domani riparte la Coppa Italia -con la Supercoppa già persa-, in cui rivedremo una delle note lieti dei primi mesi, quel Rodrigo Bentancur divenuto ormai un pilastro del nuovo corso bianconero.