Juve-Inter per la finale e la supremazia “emotiva”

di Mauro Bortone |

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Non è solo una semifinale di Coppa Italia quella che vede per la terza volta in circa venti giorni di fronte una contro l’altra l’Inter dell’ex Antonio Conte e la Juventus di Andrea Pirlo: d’accordo, c’è in palio una finale che finché non si vede alla portata adombra gli umori dei partecipanti, perché, diciamolo, la competizione viene sempre dai più snobbata (a maggior ragione in un calendario fitto come quello di questa anomala stagione) ma a un certo punto inizia a far gola.

Ma nell’eterno scontro delle contendenti del “derby d’Italia” c’è sempre più di quello che la partita in sé può dare: lasciando perdere il passato, quello più o meno recente e tutti i veleni incrociati, c’è in ballo una fetta importante di supremazia emotiva per quel che resta della stagione.

L’Inter ha vinto a San Siro in campionato approfittando di una Juve abulica, mai scesa in campo: quella sconfitta, per come è maturata, per l’atteggiamento incomprensibile dei bianconeri che difficilmente sbagliano approccio nei big match, è stata una ferita dolorosa, che però sembra aver sanato le lacune di un progetto fino ad allora ancora in costruzione. Poi è arrivata la Supercoppa e una consapevolezza diversa.

Lo si è visto nello scontro d’andata sempre a San Siro, dove nonostante una squadra rimaneggiata e un avvio di gara apparso sulla falsa riga del precedente, è arrivata una risposta importante ribaltando lo svantaggio e indirizzando la qualificazione a proprio favore.

Ecco perché la partita di stasera è un’insidia: l’Inter non ha nulla da perdere e la volontà di attaccare per mostrare che la vittoria in campionato non è stata una casualità, ma che i valori si sono davvero capovolti. Del resto, i media da mesi raccontano che i nerazzurri sono i più forti, i più completi: anche nelle scorse ore, tv e opinionisti si dicevano pronti a puntare sulla squadra di Conte, esaltando i singoli della formazione dell’Inter a discapito di quelli della squadra campione in carica.

C’è uno strano e sospetto scetticismo nei confronti dei bianconeri, come se l’aria fosse da tempo quella da “fine impero”: una speranza, forse, non pienamente dichiarata ma latente. La vittoria dell’Inter allo Stadium, in rimonta, con passaggio del turno annesso avrebbe per molti cronisti il sapore di un passaggio di consegne.

Ma se avvenisse l’esatto contrario, le certezze monolitiche dell’Inter, già prese a schiaffi dall’incredibile eliminazione dall’Europa, vacillerebbero, chissà, forse anche in chiave della volata per il campionato.

Alla Juventus il compito di lasciare il beneficio dei pronostici agli altri e di allungare le notti insonni di chi spera di interrompere il dominio di questi (e più) #3000giorni.