Seven Nation Army – I 7 conflitti che ci porterebbero ai Mondiali.

di Mike Fusco |

Le lacrime di Buffon hanno lasciato davvero il segno, facendo il giro del mondo e provocando attestati di stima provenienti da ogni parte, anche tra i più inaspettati tifosi del nostro portierone.

Lacrime che non potranno essere perdute nella pioggia nonostante Gigi sia nel mondo calcistico equiparabile all’ androide di Blade Runner, e che quindi necessitano di una soluzione per regalare al simbolo del calcio italiano il sesto e ultimo Mondiale, quello del Record.

Quello che può aiutarci, oltre all’ articolo 7 della FIFA che, a differenza degli altri anni lascia piena discrezionalità sulla scelta delle ripescate, è l’ empatia dimostrata dai grandi capi di stato verso la cocente delusione italica.

Partendo da Putin, passando per Filippo di Spagna e finendo al nostrano ambasciatore nordcoreano di Kim Jong-un, ovvero Antonio Razzi, è stato un consenso unico con percentuali a loro familiari nei confronti di Gigione nostro. Ora, conoscendo i caratteri tendenzialmente pacifici e aperti al dialogo di questi e di altri capi di stato, possiamo ipotizzare qualche scenario bellico che porti all’ esclusione di qualche nazionale ed al ripescaggio di quella Azzurra, sulla falsariga di ciò che avvenne con la Danimarca agli Europei del ’92 in virtù della Jugoslavia.

I 7 eserciti pronti delle nazioni partecipanti, non necessariamente in ordine di probabilità potrebbero essere (in MAIUSCOLO le qualificate alla fase finale di Russia 18):

1) SPAGNA VS Catalogna

Dopo essere stata sulla bocca di tutti, la situazione (non la crema) catalana sembra improvvisamente rientrata. A meno di un inaspettato movimento di orgoglio dei fuggitivi separatisti capitanati da Puigdemont, il governo giallorosso non sembra pronto per l’ indipendenza, come sostenuto dalla ministra Ponsati. Unica possibilità che si degeneri è Piquè che ammutina la nazionale iberica o Shakira che ne canta l’ inno senza testo.

2) SENEGAL VS Casamance

Conflitto interno che pochi conoscono quello senegalese, derivante dal fatto che l’ enclave anglofona del Gambia separa anche geograficamente questa lingua di terra dal resto del Senegal, molto più legata ad usi e costumi della Guinea, che dopo anni di tregua sembra riaccendere i focolai costringendo l’ esercito senegalese a vigilare costantemente anche perché la regione di Casamance è diventata base d’ appoggio per il narcotraffico, principale business del terrorismo islamico nel corno d’ Africa.

Poche possibilità che però il tutto si ripercuota sulla Nazionale dei leoni della Teranga.

3) IRAN VS ARABIA SAUDITA vs Yemen

Al primo dei 2 triangolari del terrore il calcio d’ inizio viene dato da un missile lanciato dai ribelli Houthi (gruppo armato sciita yemenita) verso l’ Arabia Saudita ed abbattuto nei pressi di Riad.  Missile che, a detta dei Sauditi mai smentiti, è stato fornito dall’ Iran in un “chiaro atto di guerra”.

Ecco, considerando le capacità di mediazione ed il poco fanatismo presente nelle zone, se fossimo alla Snai butteremmo un occhio e un deca su questa situazione qui.

Potrebbero liberarsi addirittura 2 posti alla fine della fiera.

Altrimenti per alcuni di questi calciatori sarà il secondo, storico Mondiale.

4) NIGERIA VS Boko Haram

 L’ organizzazione jihadista che nelle regioni nord della Nigeria ha messo in piede una delle più sanguinose Shari’a degli ultimi 10 anni sta mettendo a dura prova la stabilità di una nazione già di per sé martoriata. La Nazionale però sembra entità a parte, in quanto quasi tutti i tesserati militano in squadre estere. Nonostante la drammaticità vale il discorso fatto per il Senegal: all’ ONU sembra tangere poco di conflitti interni, figurarsi alla FIFA.

5) COLOMBIA VS chiunque

 Contro chiunque nel mondo tenti minimamente di mettere in discussione la leadership nel controllo del traffico della droga in tutta l’ America Latina. Tanto che il governo non riuscendo a combattere i militanti delle FARC ha deciso di assoldarli.

Più che per partite di cartello, l’ interesse è per i cartelli di partite che naturalmente vedranno le esportazioni verso la Russia impennarsi nei prossimi mesi.

Qualche scandalo di contrabbando è sempre nell’ aria e pronto per mandare in fumo una qualificazione ottenuta grazie ad eroi ed eroine.

6) EGITTO VS Fondamentalisti Islamici

Punta dell’ iceberg delle preoccupazioni del governo egiziano sono soprattutto i militanti jihadisti attivi nella penisola del Sinai. La milizia più attiva è quella che si fa chiamare Sinai Province e che ha dichiarato la propria affiliazione all’ ISIS, ma c’è almeno un’altra dozzina di organizzazioni islamiche di cani sciolti attive in ogni regione. A meno che un branco di lupi solitari di questo non decida di sequestrare tutta la squadra, difficile credere che possano incidere su un evento per il quale è stata dichiarata festa nazionale.

7) COREA DEL SUD/ GIAPPONE VS Corea Del Nord

 Ed infine eccoci arrivati al “Birra Moretti baffo giallo”, il triangolare da 45 megatoni a testa, il triple threat match dell’ Asia.

Qui lo scommettitore ci punterebbe il centone: tra missili lanciati sulle teste giapponesi e abbattuti dalle baleniere, test nucleari finiti col Guinness World Record di insalata di mare, dichiarazioni di non fornirsi di testate mentre si armano le portaerei USA, ci sono vari sbocchi e possibilità per far degenerare il tutto e liberare anche qui uno o due posti.

Diciamo che la goccia che può far traboccare il vaso sarebbe una qualsiasi intemperanza di Kim nei confronti del padrone di casa dei Mondiali, che notoriamente non ama farsi passare la Mosca per il naso.

Quindi mettiamola così: in 2 scenari le possibilità sono alte, in un altro paio scarse e nelle restanti 3 potremmo con una certa sicumera affermare che alla FIFA fotte sega.

Attenzione però che se dovesse liberarsi un solo posto potremmo essere costretti a giocarci un altro spareggio con l’ Olanda o il Cile ed allora le nostre possibilità scenderebbero drasticamente.

Diverso il discorso se la FIFA sceglierà senza appello, perché ancora una volta ci salverà San Gigi.

Perché fondamentalmente al Mondo frega poco o niente che ai Mondiali non ci sia l’ Italia, anzi tanti se la godono pure; al Mondo e non solo al mondo calcistico, dispiace che non ci sia BUFFON.

Un Uomo sicuramente più grande della Federazione che rappresenta.

 

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