Sette ha l’iniziale di Strazio

Non abbiamo coscienza dello status del vinto, non possiamo immaginare cosa abbia in testa e come reagisca il suo fisico. Sono tanti anni che generiamo in lui la stessa sensazione, più o meno veemente, direttamente proporzionale al trascorrere delle stagioni.

 

L’infinito lo tormenta. È un’ansia continua, inquietudine impotente perché è l’inseguimento della felicità che mai arriva. Non riesce ad essere come vorrebbe e non dedica alcun attimo della sua vita per cercare di capire il motivo. Ha provato finanche con la scienza e, se possibile, il travaglio s’è gonfiato. Talvolta pare che questo strazio sia un suo bisogno: un appetito, una realizzazione pre Inferno; meraviglia, passione, delusione, tramonto e dolore. L’amore spinto è vita, ma è un’insonnia costante. Estasi e tormento: sto facendo la cosa giusta al momento giusto?

Un solo panorama per l’osservatore svizzero oppure tunisino: non c’è mondo fuori Torino. La tortura appare cronica: c’è difficoltà insostenibile a riambientarsi, ci si sente incrinati o addirittura nulli. Tentano di obbedire alla coscienza, che dice di rispettare la dignità, resistere, lavorare e lottare ancora. C’è vuoto, eppure rifiuto di rassegnarsi.

La fretta di esultare conduce al pianto più longevo. Questo valore dato alle ore, ai minuti, ai selfie e alla stories, è il peggior nemico del piacere.
Hanno fallito per afferrare anzitempo, hanno forzato il completamento, hanno ostentato di cogliere quando non era maturo. Chi attende, sa dove andare. A differenza di chi non vede l’ora…Sono veloci nel gioco e nel post, non attribuiscono alcuna solidità e precisione alla bellezza. Tutto questo in una parola si chiama superficialità, la malattia del mondo e dunque contaminazione anche dei media.

 

Hai ucciso l’anima perché l’hai costretta a vivere così, senza profondità. Sei una scala con un solo gradino, sei un touch screen sotto i quattro pollici. Sei circondato da persone come te perché essere di facciata è più facile che essere faccia a faccia. Hai la tartaruga al posto dell’addome epperò il criceto in testa. Sei l’autobus che spegne i motori alla fermata dell’apparenza.

 

Chissà cosa nascondi sotto sotto…Non lo sappiamo e, sinceramente, speriamo di non realizzarlo ancora per un bel po’.
Intanto, noi altri ci affrettiamo. Ma lentamente.