Via libera: Serie A più vicina

di Giacomo Scutiero |

La giornata di oggi è importante perché quella di ieri è stata capitale. Alle ore 12:00, il Consiglio federale verte “su come andare avanti”: svolgere il campionato secondo norma oppure con modifiche regolamentari, gli ormai famosi playoff.

Il 19 Maggio ha spostato la visione perché il Comitato tecnico scientifico ha detto Sì: il protocollo della Federcalcio è approvato e i club potranno svolgere allenamenti di gruppo. Un’aggiunta rilevante: senza alcun ritiro coatto. Il ministro Spadafora si congratula con le parti per la disponibilità e convoca per il 28 Maggio la riunione atta a definire la ripartenza della Serie A con i presidenti di FIGC e della Lega.

Si diceva, nessun obbligo di isolamento preventivo. Confermata la quarantena di due settimane per il caso positivo fino a completa risoluzione dei sintomi ed introduzione dell’isolamento fiduciario degli altri componenti, che comunque possono continuare a svolgere i lavori; per questi, presso una struttura concordata, tamponi rapidi ogni due giorni per due settimane. Il centro sportivo della società dovrà essere sanificato e la gestione dell’emergenza sarà appannaggio del Servizio Sanitario Nazionale.

Il presidente Gravina parla di “passo determinante per la ripartenza del calcio italiano”; Federazione e Lega sono al lavoro per stilare il definitivo protocollo riguardante l’attività agonistica. Non cessano i discorsi sull’ipotesi playoff, benché a parole sia invisa dalla maggioranza dei club: ad oggi, pare quasi impossibile che il 13 Giugno possa tornare la Serie A (si parla del weekend 20-21/6); più giorni passano, più la modifica regolamentare prende “coraggio”. Tra gli argomenti dei (piccoli) partiti a favore di questa opzione, anche quello di non far morire la coppa Italia.

In tutto questo, l’AIC di Tommasi pensano alla condizione fisica dei calciatori da (ri)trovare: “Sono necessarie quattro settimane di allenamenti” perché il rischio infortuni dopo due mesi di stop è molto alto.
Come già annunciato, si placano le esigenze UEFA: il presidente Ceferin chiarisce che il 3 Agosto non è la deadline per terminare ogni campionato, ma un auspicio. Fa pensare invece la normativa del governo inglese che obbliga anche gli sportivi alla quarantena se accedono nel Regno Unito: come fare in Champions ed Europa League?

Proprio la Premier League rende noti i risultati dei 748 test effettuati tra calciatori e staff: sei positivi totali, tre club interessati; i contagiati saranno in auto-isolamento per una settimana.
Mentre Hummels del Dortmund sorride alle gare a porte chiuse perché “puoi dare e ricevere più istruzioni, ascoltare meglio l’allenatore”, il Malaga in Spagna è costretto a presentare un piano licenziamenti per la crisi già avanzata ed acuita dalla fase pandemica.
Infine, un omaggio ai campioni: i Connah’s Quai Nomads vincono il titolo per la prima volta nella storia perché la Federazione gallese ha definitivamente sospeso il campionato.