La vera Serie A 97/98, una storia da raccontare

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Di FattidiJuve

E’ probabilmente la madre di tutte le polemiche anti-juventine degli ultimi venti anni (e oltre). Chiunque sia anche vagamente appassionato di calcio sa di cosa stiamo parlando e ha rivisto almeno cento volte la dinamica di quel contrasto tra Iuliano e Ronaldo. Viene riproposta in modo martellante almeno due volte all’anno (prima degli scontri tra bianconeri e nerazzurri) e viene ricordata con interviste quasi quotidiane dai protagonisti dell’Inter dell’epoca, che ormai su quell’episodio hanno costruito una seconda carriera.

Cerchiamo allora di capire un po’ meglio cosa successe in quel famoso pomeriggio torinese, e gli effetti di quanto accadde sul campionato di Serie A 1997-98.

Riavvolgiamo il nastro e torniamo al 1998. E’ il 26 aprile e alle ore 15, in uno stadio delle Alpi eccezionalmente esaurito, va in scena il match più importante della 31esima giornata di Serie A. La Juventus capolista di Marcello Lippi affronta l’Inter di Gigi Simoni, seconda.
Prima dell’incontro la classifica recita Juventus 66 punti, Inter 65.

Il match, come prevedibile, è fin dall’inizio piuttosto nervoso e tattico. Al 20esimo minuto, un dribbling di Del Piero confonde però Fresi e il numero 10 bianconero di destro infila Pagliuca: 1-0!
La reazione dell’Inter nel finale di primo tempo è imprecisa, Ronaldo e compagni vanno al tiro quattro volte, senza tuttavia mai centrare la porta occupata da Peruzzi.
La ripresa inizia con una buona parata proprio del portiere bianconero su una forte punizione di Ronaldo e con una presunta gomitata di Fresi a Del Piero, che si tocca il labbro ma non protesta.
I minuti passano, il punteggio rimane bloccato sull’1-0 e la partita si incattivisce. Fioccano i cartellini gialli da entrambe le parti.
L’Inter è molto nervosa ma attacca con maggiore convinzione, del resto la Juventus è in vantaggio e peraltro può accontentarsi di due risultati su tre.

Al 70esimo minuto, ecco il “fattaccio”: Ronaldo entra in area velocissimo e viene fermato da Iuliano con un’energica ostruzione. Ceccarini lascia correre e tutta la panchina dell’Inter entra in campo a protestare, chiedendo il penalty. L’azione prosegue, sul ribaltamento di fronte West affonda Del Piero in area e Ceccarini, questa volta, fischia un rigore per la Juve (poi sbagliato da Del Piero). Nel parapiglia generale, con i nerazzurri che accerchiano l’arbitro, viene allontanato solo l’allenatore Simoni.

Dopo questo episodio, si prosegue dunque 11 contro 11 con il punteggio fermo sull’1-0.
Al 79′ il neo-entrato Ze Elias viene espulso per una brutta gomitata su Deschamps mentre, pochi minuti dopo, un gol di Zamorano è annullato per fallo sul portiere. Va infine alto anche l’ultimo tentativo di Ronaldo, che calcia alto da buona posizione. Risultato finale: Juve-Inter 1-0.

Questi i fatti: in una partita equilibrata, con la Juve in vantaggio, al 70′ non viene assegnato un calcio di rigore all’Inter in seguito a un contrasto tra Iuliano e Ronaldo.
C’era questo rigore? A giudicare dal commento in diretta di Marianella e Chiesa su Tele+ (“Body check su Ronaldo, non è rigore”) e a giudicare da decine di episodi analoghi giudicati in maniera simile nel corso dei successivi venti anni, qualche dubbio a onor del vero ci sarebbe. Vogliamo però accettare il fatto che Iuliano aveva commesso fallo su Ronaldo e che quel calcio di rigore dovesse essere assegnato all’Inter.
Diamo per certo anche il fatto che Ronaldo quel rigore lo avrebbe agevolmente segnato. Inter campione d’Italia dunque? Non proprio. Semplicemente, Juve-Inter 1-1 e classifica invariata in vetta alla Serie A: Juve 67-Inter 66 a tre giornate dalla fine del campionato.

Ecco lo “scoop”: se quel rigore fosse stato assegnato (e realizzato) la Juve sarebbe rimasta ugualmente in testa alla classifica con un punto di vantaggio sull’Inter; e per l’assegnazione dello scudetto sarebbero state in ogni caso decisive le ultime tre partite.

Vediamo allora cosa accadde nelle successive tre partite, che furono comunque decisive.
3 maggio 1998, 32esima giornata.
La Juve non va oltre lo 0-0 a Vicenza. L’Inter, che affronta a San Siro il Piacenza, non ne approfitta e conclude con lo stesso punteggio: zero a zero.
E’ un fatto dunque che, se l’Inter fosse riuscita a scardinare la difesa composta dal 39enne Vierchowod, da Delli Carri e da Aladino Valoti, avrebbe recuperato due punti alla Juve, avvicinandosi così a due sole lunghezze a due giornate dalla fine. Invece niente: 0-0 al Meazza e Juve che rimane a +4.
E se quel presunto rigore su Ronaldo fosse stato assegnato…la Juve sarebbe rimasta comunque in testa (con un punto di vantaggio) anche quel pomeriggio.10 maggio 1998, 33esima giornata.
A Torino si gioca Juve-Bologna, Inzaghi segna una tripletta e la Juve vince 3-2. L’Inter invece è di scena a Bari. Va in vantaggio con Ronaldo, ma negli ultimi cinque minuti si fa rimontare. Come all’andata a San Siro, sono dunque i biancorossi a prevalere: Bari-Inter 2-1.
Juve matematicamente campione d’Italia, Bari salvo e Ventola (giovane promessa autore di una doppietta per i pugliesi) che si trasferisce in estate proprio ai nerazzurri!17 maggio 1998: è l’ultima giornata e mentre a San Siro i nerazzurri si sbarazzano 4-1 dell’Empoli, la Juve ottiene solo un pareggio a Bergamo contro l’Atalanta.Questa la storia delle fasi finali del campionato 1997-1998. La retorica del “se avessero assegnato quel rigore a Ronaldo, l’Inter avrebbe vinto lo scudetto” crolla di fronte ad un esame dei fatti anche solo superficiale. Sebbene nessuno (o quasi) lo abbia mai ricordato in questi venti anni, con quel rigore l’Inter avrebbe PAREGGIATO lo scontro al vertice di Torino e sarebbe rimasta ugualmente seconda in classifica! Nonostante quel rigore non sia stato assegnato, l’Inter avrebbe avuto comunque modo di recuperare due punti alla Juventus la settimana successiva, quando non riuscì ad avere la meglio del Piacenza, a San Siro.
E nonostante quel rigore non sia stato assegnato, l’Inter avrebbe comunque potuto raggiungere la Juventus nelle tre giornate successive se avesse ottenuto tutti e nove i punti in palio. Ne ottenne però solo 4, contro i 5 della Juventus. Chiuse così il campionato a 69 punti contro i 74 dei bianconeri. Cinque punti di distanza dunque (che sarebbero eventualmente stati due). Non un semplice calcio di rigore di differenza, al 70′ di una partita che i nerazzurri fino a quel momento stavano meritatamente perdendo.Si dirà…in quel campionato la Juve però ebbe tanti episodi a favore, non solo quello. L’Inter fu “derubata” ben prima di quel 26 aprile. Guardiamo come sempre ai fatti.E’ sicuramente vero che durante Juve-Udinese non fu assegnato un gol regolare a Bierhoff. E’ altrettanto vero che il tiro di Biancone superò la linea di porta in Empoli-Juve, così come erano piuttosto evidenti il tocco di mano in area di Iuliano contro la Lazio, il fallo di Deschamps su Gautieri contro la Roma e quello su Hubner in Brescia-Juve.
Le stesse persone che ricordano nitidamente tutti questi episodi, però, dimenticano ancora una volta il contesto in cui si verificarono, l’andamento generale di quelle partite e dell’intero campionato. Proviamo allora a fare maggiore chiarezza.Il gol-fantasma di Bierhoff avrebbe portato in vantaggio (1-2) l’Udinese all’inizio del secondo tempo di una partita che poi finì 4-1. Difficile dire come sarebbe finita senza quell’errore, ma sembra quantomeno forzato affermare che l’Udinese avrebbe sicuramente vinto.
Il gol-fantasma di Biancone fu il secondo grande errore di quella partita del Castellani. Sebbene ricordato da pochi, fu altrettanto grave il rigore non fischiato per fallo di Ficini a Iuliano nel primo tempo, che avrebbe permesso alla Juve di passare in vantaggio e di essere sul 2-0 al momento del “gol” dei toscani.

E al di là di quell’episodio, peraltro, il commento della Domenica Sportiva dell’epoca, curato da un certo Varriale, sottolineava come la vittoria della Juventus fosse del tutto meritata.
Un rigore altrettanto netto (fallo su Del Piero) non fu fischiato a Roma in Lazio-Juventus, qualche minuto prima del famoso fallo di mano di Iuliano.
E per quanto riguarda Brescia-Juve, si dimentica spesso di notare che il Brescia pareggiò pochi minuti dopo la mancata assegnazione di quel rigore. Difficile quindi dire che la Juve ottenne più punti di quanti ne meritasse quella sera.
Poteva semmai meritare forse qualche punto in più a Milano, qualche mese prima, quando contro i rossoneri fu annullato un gol regolare di Inzaghi.Quanto all’Inter poi…non avrà avuto il rigore che meritava (?) al Delle Alpi, ma nel corso di quella stagione ne ottenne comunque di generosi contro la Lazio, contro il Parma e al 94′ (decisivo) contro il Vicenza. La stessa Inter beneficiò nel corso di quel campionato delle mancate espulsioni a West contro la Fiorentina (quando con un fallo violento provocò un grave infortunio a Kantchelskis), a Bergomi a Empoli (fallo da “ultimo uomo”), a Ronaldo contro l’Atalanta (fallo di reazione) e a Colonnese contro la Roma (partita in cui Branca siglò il 2-0 in fuorigioco). La stessa Inter fu agevolata a Piacenza quando non venne concesso un netto rigore agli emiliani e, una settimana prima delle celebre sfida di Torino, ebbe la meglio dell’Udinese a San Siro anche grazie agli errori dell’arbitro Borriello, che annullò inspiegabilmente un gol di Bierhoff e non concesse un netto rigore ai friulani. Quanto alle sfide con la Juve, poi, per quanto non abbia fatto storia, il fallo di West su Inzaghi nella gara di andata contro la Juve (vinta 1-0 dai nerazzurri) fu evidente almeno quanto quello di Iuliano in quella di ritorno.Tutto questo non certo per dire che l’Inter “rubava”, né per avanzare ipotesi complottistiche di nessun tipo. La stessa Inter fu svantaggiata ad esempio a Genova quando fu assegnato un rigore alla Samp per un fallo molto dubbio su Signori o nella gara di San Siro contro il Vicenza, quando meritava un rigore ben prima del 94′.
Tutto questo serve a dire che la stagione 1997-1998, come ricorda un servizio dell’epoca curato da Pistocchi, fu caratterizzata da decine di errori arbitrali, che videro coinvolte nel bene e nel male tutte le squadre del campionato, in diversi casi anche la Juventus.
La retorica anti-juventina da vent’anni ci vuole convincere che quel campionato fu “rubato” dai bianconeri o che fu semplicemente il campionato dello scontro Iuliano-Ronaldo. La realtà però è, fortunatamente per tutti, ben diversa.
La Juve vinse un campionato bellissimo dopo un duello meraviglioso contro una squadra forte, l’Inter, che nello stesso anno vinse meritatamente la coppa Uefa in finale contro un’altra italiana, la Lazio.
Il campionato del 1998 fu uno dei punti più alti mai raggiunti dal calcio italiano nella sua storia. I migliori calciatori mondiali dell’epoca giocavano nel nostro paese e proprio in virtù della qualità dei rivali noi juventini dobbiamo essere ancora più orgogliosi di avere vinto un titolo tanto importante e prestigioso


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