Sergio Ramos, occasione irripetibile o inversione di marcia?

di Alex Campanelli |

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Sergio Ramos è indiscutibilmente uno dei difensori più influenti della storia. Un mondiale, due europei e quattro Champions tutti vinti da protagonista, decine di altri titoli di squadra, numeri e allori che parlano per lui, un uomo dalle due carriere che ha saputo toccare il cielo prima da terzino e poi da difensore centrale, uno dei più prolifici della storia del calcio.

Giudicare il Ramos calciatore non è nostro compito, e sarebbe anche pratica stucchevole, alzare al sopracciglio davanti all’affare Sergio Ramos invece non è poi così fuori dal mondo. Secondo le notizie che rimbalzano un po’ ovunque, il capitano del Real Madrid, in scadenza di contratto col club a giugno, sarebbe stato contattato dalla Juventus che dovrebbe offrirgli un contratto triennale a 15 milioni di euro a stagione.

Fuor di decreto crescita, si parla di 45 milioni di euro in 3 anni che al momento della firma del contratto avrà 35 anni e alla scadenza ne avrà 38; Cristiano Ronaldo, all’approdo a Torino, aveva 33 anni, e presumibilmente lascerà la Juventus al termine della prossima stagione, quando ne avrà 37.

C’è una differenza non di poco conto: Cristiano negli ultimi anni a Madrid non aveva mostrato il minimo segno di cedimento, adattando il suo gioco all’avanzare dell’età, e anche alla Juve si sta mantenendo su livelli d’eccellenza seppur (comprensibilmente) inferiori all’apice della sua carriera, Ramos lo scorso anno ha trascinato il Real alla vittoria della Liga ma già da un paio d’anni sta mostrando scricchiolii in marcatura (in realtà mai stata il suo punto forte) e in esplosività. Aspettarsi che da qui a tre anni e mezzo mantenga il suo gioco al livello dei migliori centrali del mondo, cioè quello che cerca la Juventus, è qualcosa di molto vicino all’utopia.

Intendiamoci, l’arrivo di Sergio Ramos non sarebbe di per sé una notizia negativa, se contestualizzata nel modo giusto. Contestualmente all’acquisto dello spagnolo, capitan Chiellini dovrebbe appendere gli scarpini al chiodo, mentre Bonucci iniziare a sedersi con più frequenza in panchina; solamente nel caso in cui si verificassero questi due eventi, ad oggi per niente sicuri ecco che l’approdo di Ramos in bianconero avrebbe perfettamente senso.

Diversamente, aggiungere Sergio Ramos a un pacchetto che comprende almeno uno tra Chiellini e Bonucci, de Ligt, Demiral e con questo modulo anche Danilo, significherebbe da un lato dilapidare finanze nel reparto forse meno bisognoso di aggiustamenti, dall’altro ritardare ancora il momento del passaggio di testimone, quello nel quale dovranno essere de Ligt e Demiral (o un centrale dall’età simile, se lui non verrà ritenuto all’altezza) a guidare la difesa.

L’operazione Cristiano Ronaldo è stata un successo, affermare il contrario sarebbe folle, ma non è detto che replicarla con Sergio Ramos possa essere la scelta giusta. Significherebbe piuttosto abbandonare quella via del rinnovamento che la Juventus ha imboccato da un biennio e della quale siamo tutti ansiosi di raccogliere i frutti.