La serata perfetta dello sprovveduto Max

di Luca Mantovani |

“Un buon test in vista dell’Olympiacos”. (Max Allegri)

La partita più importante del girone d’andata derubricata a una sgambata contro una provinciale, buttando subito acqua sul fuoco dell’entusiasmo; in perfetto stile da equilibratore.

In questa risposta c’è il manifesto della strategia mediatica di Massimiliano Allegri. Spiazzante, controcorrente, ma sempre abile a non oltrepassare il limite tra serietà e grottesco. Non un provocatore scientifico alla Mourinho; non sfacciato come l’Antonio Conte ammetteva i favori arbitrali pro Juve. Sempre con l’espressione di uno che pare messo lì per caso; che confida di non capirne nulla di tattica e di moduli, quasi non preparasse le partite, giocando a costruirsi l’immagine da sprovveduto in cui molti tifosi sono i primi a credere.

Uno sprovveduto che ogni tanto si permette di fare lo sgambetto ai grandi maestri di calcio. Che trova sempre un nuovo modo per riaccendere la fame di una rosa di campioni con la pancia strapiena, annusando e anzi cavalcando il sentimento popolare di chi vuole finita la tirannia bianconera, per poi girarlo a suo vantaggio. Che convince il giocatore più pagato dell’estate a ripiegare fino alla linea di fondo, se vuole giocarsi il posto in squadra. Uno, insomma, che tanto sprovveduto non dev’essere, se da 3 anni occupa il ruolo che occupa e ottiene i risultati che ottiene.

É in serate come quelle del San Paolo che Allegri può raccogliere i dividendi di quella strategia, lasciando un’impressione di grande forza e solidità dopo una gara condotta sostanzialmente con lo stile di gioco consueto: grande attenzione dietro, fiammate in avanti grazie alla qualità dei singoli. La differenza è che, questa volta come non mai, l’avversario aveva la pressione di dover vincere, gravata dall’onere (quasi un dovere morale) di imporre il proprio gioco, il bel gioco per definizione.

In questo senso no, non è stato un buon test in vista di Atene, dove andrà in scena un copione completamente diverso, in cui la Juve di Allegri ha sempre fatto molta più fatica. Il prossimo passo sarà trovare una soluzione anche per questo tipo di situazioni. Chissà che lo sprovveduto Max, sotto sotto, non ci stia lavorando.