La serata di gala di Paulo Dybala

di Nevio Capella |

La serata europea in smoking che si è regalato finalmente Paulo Dybala potrebbe erroneamente essere utilizzata per alimentare le fatue e sterili polemiche tra fazioni opposte della stessa tifoseria. Invece, va letta soprattutto come auspicabile svolta stagionale del fuoriclasse argentino anche al fine di potersi riappropriare non solo della titolarità ma anche di quel ruolo di stella e riferimento per squadra e allenatore.

A dire il vero risulta ammissibile anche un piccolo senso di rivalsa di chi, come il sottoscritto, ha trascorso un’intera estate a scongiurare il pericolo di cessione del giocatore o peggio ancora di quello scambio con Lukaku che ad un certo punto sembrava cosa fatta, perché l’istinto naturale dell’appassionato di calcio, che sia più o meno amante del famoso “bel gioco“, dice che se hai un giocatore tecnico che in qualsiasi momento della gara può fare la differenza, è sempre meglio averlo con te che ritrovartelo contro.
Come dicevo però, la performance di ieri corredata da due gol decisivi serve soprattutto al ragazzo di Laguna Larga, intanto per prendersi finalmente la ribalta europea ma anche per scacciare quel fastidioso luogo comune per il quale riuscirebbe ad incidere solo nelle gare che contano meno o contro avversari di minore valore, nonché per staccarsi finalmente da quell’iconica partita mostruosa disputata contro il Barcellona, ormai 3 anni fa.
Una partita che di fatto, eccettuata la tripletta dello scorso anno contro lo Young Boys, restava l’unica prestazione di rilievo di Dybala nel prestigioso palcoscenico della Champions League, nonostante proprio la doppietta di ieri sera lo collochi adesso al quinto posto assoluto dei marcatori juventini in Champions League.

Il contesto era quello ideale per permettere ad un calciatore di classe di mettere in mostra tutte le sue qualità e di risultare decisivo nel momento in cui la partita si è messa male e si può risolvere solo con una giocata ad effetto, proprio come quella che la Joya ha fatto in occasione del pareggio della Juventus.
Un’azione in cui possiamo ammirare il campione in tutta la sua totalità a partire da come trotterella palla al piede a ridosso dell’area di rigore in cerca di un compagno con cui dialogare, trovandolo poi in Cuadrado e andando quindi a dettare la linea di passaggio nella zona in cui storicamente riesce ad essere più mortifero, sia palla in movimento che nei calci da fermo.
Lo stop, che in realtà poi è una morbida carezza fatta al pallone con la suola della scarpa, è sublime e secondo in bellezza solo alla precisione chirurgica del tiro improvviso, che infatti lascia impietrito il portiere della Lokomotiv.
Meno vistoso ma altrettanto bello il guizzo con cui si avventa sulla respinta del portiere per ribadire in porta il suo secondo gol, e fragorosa la standing ovation con cui lo Stadium lo saluta al momento della sostituzione.

Probabilmente Paulo Dybala è tornato, come sta accadendo ad altri suoi compagni, o forse non se ne era mai del tutto andato.