Metti una sera di Champions allo Stadium

di Riceviamo e Pubblichiamo |

champions

Lo so, sono un po’ vecchio per le prime volte.

Ma, come si dice, forse non è mai troppo tardi.

Mercoledì sera ho avuto la mia prima partita di Champions allo Stadium.

Ecco, se noi italiani fossimo capaci di privilegiare la razionalità, faremmo un monumento alla Juventus come società (e chi ha letto i miei interventi sa bene quanto la critichi per altri aspetti).

Fatevi un giro attorno allo Stadium: quella zona – che non mi risulta fosse una zona commercialmente appetibile né un quartiere tipo Crocetta, per intenderci – perlomeno prima delle partite, è assolutamente rinata. E non aleggia quell’aria da prodromi di guerriglia urbana, che respiro spesso dalle mie parti (e, da quello che leggo, anche in altre ridenti località del Belpaese).

In soldoni: non ho visto una serranda chiusa che fosse una, ma decine di migliaia di persone – perlopiù riuniti in famiglie e comitive – che mangiavano e bevevano, compravano e spendevano in assoluta tranquillità; tantissimi locali nuovi e di diversa qualità ed offerta, quasi tutti strapieni.

E tanta gente – specie giovani – che lavorava. Come quando a Roma c’è il 6 Nazioni di rugby.

Solo chi sragiona può negare che lo Stadium sia un esempio da antologia – sul piano socioeconomico – di riqualificazione urbana CON UN GIGANTESCO beneficio PER TUTTI grazie ad un intervento privato del calcio italiano sagacemente assentito dall’Amministrazione Pubblica in una zona depressa della periferia di una metropoli.

Per queste ragioni ritengo – spero ovviamente di sbagliarmi – che nessuno lo consentirà in altre città italiane.

Del resto, il fatto che tanti grulli gioscano per la condanna (non definitiva) di Agnelli da parte del Tribunale sportivo dà una più esatta misura della media italiana effettiva …”

 

 

Di Marcus Peregrini