Sentenza Agnelli: nessun vincitore, un solo sconfitto

di Emilio Targia |

andrea agnelli
Il procuratore generale Figc, Giuseppe Pecoraro, sembra il vero grande sconfitto di questa giornata. Aveva usato il pugno duro con Andrea Agnelli per la vicenda ‘ultrà e biglietti’ e il 15 settembre scorso aveva chiesto due anni e mezzo di inibizione per il presidente della Juventus per i suoi presunti rapporti non consentiti dal regolamento con gli ultrà. La sanzione per Andrea Agnelli per la vicenda ultrà invece finisce invece in data odierna, 18 dicembre.
Pena esaurita, estinta.
Così infatti ha deciso la Corte Federale di Appello della Figc che in seguito al ricorso dei legali della Juventus ha ridotto la squalifica iniziale di dodici mesi comminata lo scorso 25 settembre, aggiungendo una multa di 100 mila euro. La corte federale Figc ha inflitto poi alla Juventus una multa di 600 mila euro e ha chiuso per un turno la curva dei tifosi bianconeri allo Juve Stadium per la prima partita casalinga del 2018, Juventus-Genoa di lunedì 22 gennaio.
Molti ricorderanno che aveva fatto parecchio discutere la citazione di una presunta telefonata da parte di Andrea Agnelli da parte del Procuratore Pecoraro nel corso di una audizione della commissione antimafia che indagava proprio sul rapporto tra società di calcio e mondo ultras. Una citazione che poi si sarebbe rivelata errata e che non aveva fatto fare al procuratore una gran bella figura. La commissione poi aveva convocato anche il presidente Agnelli, per ascoltarlo proprio sulla questione biglietti e rapporto con il mondo ultras. Il presidente Agnelli aveva sempre risposto in modo molto accurato alle domande dei membri della Commissione, e dalle audizioni era anche emerso l’alto livello di sicurezza dello Stadium rispetto ad altri impianti italiani (come alcuni membri della commissione hanno poi verificato di persona nel corso di una visita all’Allianz Stadium).
Quel pasticcio della telefonata e le richieste pesantissime di Pecoraro avevano innescato un fuoco mediatico molto poco simpatico nei confronti della Juventus da parte di alcune testate. Anche se quasi subito da parte di alcuni giornali si è compresa la situazione e tirato il freno a mano. Anche perché dalle carte della Procura di Torino era emerso che la Juventus non aveva concorso in alcun reato.
“Questa sentenza è’ un brutto precedente”  ha subito commentato il procuratore federale Pecoraro dopo la decisione della corte di appello federale sul caso ultrà-Agnelli.”Si è voluta monetizzare la sanzione” ha detto Pecoraro. Più di qualcuno aveva invitato il Procuratore, dopo la vicenda della telefonata che non c’era, a prendere in esame l’ipotesi delle dimissioni. E adesso?
*Chi volesse ripercorrere le tappe della vicenda, può collegarsi al sito di radioradicale, www.radioradicale.it, e cliccando nella casella “cerca” la voce “Andrea Agnelli” può riascoltare integralmente le sedute della commissione antimafia dedicate alla questione ultras e calcio*