Il senso di una vittoria collaterale

de sciglio collaterale

Varrebbe la pena snocciolare i numeri tra vittorie consecutive, gol al passivo e sequenze varie. Però il buono di una partita collaterale come Juventus-Udinese è altrove, cioè proprio nel renderla collaterale anche negli strani patemi che la Juve sa sadicamente offrire ai propri tifosi e una serie di altri dettagli perché non esiste partita senza note per il taccuino.

Per il breve periodo, si prenda Douglas Costa: “Luca, fìdati, da metà marzo la Juve volerà”, Tottenham-Juve arrivava con un attimo di anticipo così come la condizione psicofisica del brasiliano. Da destra, dove è più complesso giocare per lui in una Juve già poco lineare di suo e poco interessata a chiedere agli specialisti le loro specialità nello sviluppo di un gioco fatto di più di senso che di ricerca mirata. Velocità doppia, giocate spesso lucide, tecnicamente animalesco, se si diverte lui quanto si diverte il pubblico, per quest’anno è già stato fatto bingo con molto che è ancora da scoprire.

Per il medio periodo, il dolce collaterale di giornata è il De Sciglio dominante visto sulla destra. E’ chiaro, lo sappiamo, il calcio (anche sul campo) vive di fattori di discreta relatività. Dominante vuol dire pulito, sicuro, autorevole nell’atteggiamento, ma più notiziabile ancora perché intraprendente, sfacciato e insistente. Non molto più indietro nel ragionamento potrebbe starci Rugani, ma lo scenario per un posto che non sia percepito come da gregario non è parallelo a quello dell’ex milanista. Almeno, non per ora. E nemmeno tra una settimana.

Per il lungo periodo, quindi recupero infortuni e mercato, prima gli uni poi l’altro, chiaro che oggi serva quell’uomo in più per poter respirare e sospirare su tutti i fronti. E non è Pjaca, quel rimpianto molto da hater e/o da criticatutto, ma che sia uno tra Cuadrado e Bernadeschi. Chi scrive potrebbe cambiare idea ogni giorno su chi idealmente dei due o, peggio ancora, potrebbe ascoltare ogni giorno cosa si vocifera sullo stato di salute dei due. In questi casi meglio chiudere gli occhi e tapparsi le orecchie, ma è su Bernardeschi che lo staff medico non deve sbagliare. E infine la parentesi mercato-parlato: una riflessione in più su Widmer, considerato ruolo, e i nomi che si leggono, andrebbe seriamente spesa seguendolo da qui a fine anno in una stagione inizialmente condizionata da un fastidioso infortunio.