Il senso di Bentancur, Neymar & co.

di Giacomo Scutiero |

Dall’intervista fotografica de “Il senso della vita” di Paolo Bonolis a quella di Juventibus: cinque immagini, cinque estemporanee ispirazioni; guardare e commentare, senza pensarci su. Scutiero proietta le diapositive; Gori libera le sensazioni.


 

 

G: Il tocco è quello del predestinato. Il ragazzino entra per la prima volta in campo e, subito, la sua giocata ti racconta il futuro. Una sensazione rara, come successe con Marchisio, con Pogba. Spalle alla porta, la palla appena sfiorata, ma sempre protetta, l’avversario mandato fuori tempo; un fisico come un fuscello, ma un’idea chiara, chiarissima, di come usarlo a servizio dei piedi gentili. E l’idea chiara, chiarissima, della cosa più difficile: la partita. Non una serie di highlight, ma 90 minuti di continuità. Ovvero concentrazione, disponibilità, farsi il mazzo. Futuro però. Non presente. La fretta è tiranna. Oggi abbiamo altri Pjanic. Domani arriverà presto.
S: Testa su e palla data forte addosso, mi basta ed avanza per ora.

 

 

 

G: Il calcio italiano soffre e la decisione di insistere su un torneo a 20 squadre non aiuta. In Germania l’hanno capito e si sono presi un vantaggio rispetto alle altre federazioni, riducendo il numero di partite e dando così maggiore ossigeno alle squadre che fanno le coppe europee. Il Benevento, che finora ha manifestato una pochezza senza precedenti, forse è l’occasione per sbattere in faccia alla Federazione l’inutilità dell’errore.
S: Tavecchio non è contrario alle 18 e ai playout, ma vai a fare la guerra con la seconda colonna di A che perderebbe 2 posti…

 

 

 

G: Come bambini al campetto che discutono per il pallone, con l’immancabile amichetto che prende le parti del compagno di classe. Grottesco. Come grottesche sono certe parole che sarebbero state pronunciate nello spogliatoio di Cardiff. Vere o no, è il campo che parla. E il campo ha detto che non ci credevi. Il talento non è tutto. Servono coraggio e altruismo, mica solo la fantasia.
S: Leggo che Cavani ha 1 milione di bonus per capocannoniere, pensa Neymar…

 

 

 

G: I conti si fanno a fine stagione. Sempre. E non si emettono sentenze in base a una partita secca.
S: Ma tanto vincono la Champions. Ah, no: 3 di fila sono impossibili!

 

 

 

G: Chi fa solo cose elementari, parte bene e poi si sgonfia. Guarda caso succede tutti gli anni. Il derby, poi, è una partita sopravvalutata, contano solo i tre punti: vincere è l’unica cosa che conti (e a Boniperti farebbe bene un ripassino sui congiuntivi).
S: Sto con Chiello: il derby più nobile da anni. Poi di solito finisce in un certo modo al 90°…